La rappresentazione plastica di quello che è successo nella politica italiana nei tre giorni che hanno portato alla rielezione di Giorgio Napolitano alla presidenza della Repubblica sta tutta in quella risata con cui Silvio Berlusconi, attorniato dalla sua corte come nei giorni migliori, ha accolto nell’aula di Montecitorio il raggiungimento del quorum del vecchio-neo presidente. E’ lui l’unico vincitore di questa partita, riesumato dopo la frana elettorale che l’aveva sepolto e ora titolare di una pesante ipoteca sul Quirinale: quello di oggi e soprattutto quello destinato ad ospitare il prossimo presidente.

Torna il vecchio Caimano e mette a nudo improvvisamente la incapacità di tutti gli altri protagonisti di questa prima fase post-elettorale. Pierluigi Bersani, senza dubbio, che in tre giorni, dopo aver mantenuto per un mese e mezzo una linea coerente con quella con cui si è presentato alle elezioni, è riuscito nell’impresa da record (un giorno, forse, nelle sue memorie ci spiegherà il recondito perché di questa sua metamorfosi) di distruggere contemporaneamente la sua coalizione e il suo partito.

Ma anche Beppe Grillo. Nonostante cerchi con i suoi soliti proclami di assegnarsi una vittoria che nei fatti non c’è e ora si è invece autorelegato ai margini pur con tutti i suoi parlamentari, Grillo con il suo testardo isolazionismo politico ha perso l’occasione, 45 giorni fa, di dettare le sue condizioni al governo che poteva nascere. Ha nei fatti permesso così che la situazione impantanata producesse quello che un mese e mezzo fa lui aveva il potere di evitare, ovvero il governo di larghe intese e quindi la cementificazione di quella classe politica che voleva scardinare. A meno che non fosse invece questa la sua reale intenzione (ma certo non quella dei suoi elettori): non lasciarsi invischiare nelle responsabilità di governo e vivere di rendita sulla protesta popolare. Alla faccia del rinnovamento e della risoluzione dei problemi drammatici che vivono milioni di persone.

Ma il bis di Napolitano nasconde anche, come si diceva, una pesante ipoteca sul Quirinale e sul Paese da parte del Caimano. Al netto delle valutazioni di merito sull’operato del presidente uscente-rientrante, la cui visione politica è chiara espressione di quelle larghe intese perseguite prima con il governo Monti, fortemente da lui voluto (anche con una istituzionalmente incomprensibile nomina a senatore a vita), e poi con un mancato incarico governativo a un esponente della maggioranza relativa di centrosinistra, in attesa di un lavoro dei “saggi” di cui non sono ancora chiari i contorni costituzionali e politici.

Al netto di queste valutazioni, quindi, l’avventatezza della gioiosa esultanza dei grandi elettori del Pd alla proposta dello storico bis presidenziale, formalmente coerente con la lettera della Costituzione ma forzatamente innovativo di una prassi che trovava la sua giustificazione nella logica democratica, sta nella circostanza che è del tutto naturale prevedere che il rinnovato presidente non abbia l’intenzione di arrivare al termine naturale del mandato, festeggiando ancora al Quirinale il suo 95° compleanno. Logico è supporre che il secondo mandato accompagni Napolitano alla soglia delle 90 primavere e che quindi tra un paio d’anni al massimo lo stesso presidente possa porre la questione della sua successione presentando le sue dimissioni.

Due anni sono un tempo sufficiente per far sì che, o con l’approvazione di una nuova legge elettorale o per consunzione di una maggioranza eterogenea come quella che, rieletto Napolitano, si appresta a dare un governo al Paese, ci siano nuove elezioni e un nuovo parlamento. Nel quale, con la dissoluzione del centrosinistra e il logoramento cuocendo nel proprio bordo isolazionista del Movimento 5 stelle, la palla della partita politica torni a lui: il redivivo e immarcescibile Caimano. Che a questo punto, fra un paio d’anni, potrebbe avere i numeri per coronare il suo sogno: attivare l’ipoteca che ha iscritto ieri sul Quirinale. E quindi sul Paese.

Un capolavoro, insomma, è stato per lui ciò che si è consumato in questi ultimi tre giorni a Montecitorio.

C’è una strada per non morire berlusconiani? Una, stretta ma necessaria. Ripartire dalla base: quella dei militanti del Pd, che hanno fino a ieri sinceramente creduto nel progetto di un soggetto che non è mai stato partito ma solo confederazione di correnti e conventicole, e quella di quei militanti della sinistra che in quel progetto non si sono mai riconosciuti, pur credendo sempre nel valore dell’incontro e dell’alleanza. Se sapremo raccogliere queste energie e amalgamarle in un progetto che sappia parlare alle persone, ma anche ascoltarle e farle partecipare alla costruzione di un modello culturale (prima ancora che di un partito) alternativo a quello rappresentato dalle oligarchie che si apprestano a ri-governare l’Italia, il Caimano rimarrà solo un film del nostro passato.

Massimo Marciano

Attilio MercuriLa scorsa notte ci ha lasciati Attilio Mercuri al termine di una lunga malattia, affrontata fino all’ultimo con il suo tipico stile: in silenzio, con tenacia e sempre attento a ciò che accadeva nel mondo politico e sociale, pronto a dare il suo battagliero contributo non appena il suo fisico provato dalle cure gli permetteva di supportare adeguatamente l’azione di una mente sempre attiva e la generosità di un animo sempre presente ovunque ci fosse un diritto da difendere, un debole da proteggere.

Da sempre impegnato nella sua Grottaferrata per la difesa dell’ambiente e dei diritti civili, Attilio dopo una lunga militanza nella sinistra è stato uno degli artefici, nei Castelli Romani e nel Lazio, del suo rinnovamento, che ha portato alla nascita di Sinistra Ecologia e Libertà, in cui militava e per la quale è stato candidato alle recenti elezioni comunali nella sua città risultando il più votato della lista.

Non c’è stato settore della vita sociale in cui Attilio non si sia impegnato a fondo e non abbia portato il suo personale e appassionato contributo. Anche l’associazionismo l’ha visto protagonista di mille battaglie, con Legambiente e Aprile per la Sinistra. L’ultimo suo impegno nel settore è stata la fondazione della sezione di Frascati e Grottaferrata dell’Anpi, l’Associazione nazionale partigiani d’Italia, nella quale ricopriva l’incarico di segretario.

I funerali si svolgeranno domani, lunedì 6 settembre, alle 11.30 nella chiesa del Sacro Cuore a Grottaferrata.

Mercuri (secondo da sinistra) all’iniziativa dell’Anpi a Grottaferrata lo scorso 25 aprileCiao, Attilio!

La tua forza, la tua coerenza e la carica inesauribile del tuo saperti gettare a capofitto in ogni progetto in cui hai creduto, in ogni iniziativa, hanno dato molto a tutti noi che abbiamo potuto imparare molto dal tuo esempio.

Impegno, discrezione e dignità ti hanno accompagnato fino all’ultimo, anche nei momenti per te più dolorosi, che hai tenuto solo per te, non dimenticando di stimolarci e darti da fare anche solo con una telefonata, quando le forze non ti permettevano di essere presente.

Sono orgoglioso di averti conosciuto, come amico e come compagno di lotte, e so che le tue idee e il pensiero di te ci faranno da guida. Mi mancheranno la tua ironia e le tue battute, non certo la tua presenza dentro di me.

Abbraccio forte tutti i tuoi cari.

Massimo Marciano

Simbolo Sel con VendolaDa Carlo Loccarini, già consigliere provinciale di Roma, riceviamo e pubblichiamo:

Questa è una lettera a Vendola con nostre riflessioni su SEL e sulla sinistra, parliamone. Saluti a Massimo Marciano

Caro Nichi,

crediamo tanto nella necessità e nell’urgenza di un nuovo partito della sinistra da averne già aperto una sezione, ancorchè virtuale. Una sezione, Nichi, perché vogliamo un partito, un partito nuovo che sappia risvegliare interesse, ricreare passioni e speranze dove esistono passività e disillusione, che sappia riannodare le fila di una sinistra divisa e stanca, delusa da una politica che genera indifferenza, che ha spento qualsiasi voglia di partecipare e di fare.Un partito germoglio di una sinistra nuova, forte negli ideali e nella visione della realtà, vicina ai luoghi del disagio e della sofferenza, che studi, ricerchi, programmi, discuta, convinca, lotti.

Un partito laboratorio cioè o, se vuoi, con tante fabbriche, qui a Roma e nel resto del Paese, che torni a farci sognare.

Avrai seguito il dibattito che si è sviluppato in rete (in una miriade di siti, vorrà pur dire qualcosa) in questi anni. Un dibattito ampio, serio, impegnato tra compagni, giovani, semplici cittadini, tutti animati dalla stessa voglia di un nuovo protagonismo politico.Un esempio di comunità attiva, fattiva, partecipativa come vorremmo che fosse tutta la società che, invece, lo strapotere dei media ha nettamente marcato, segnando un’egemonia culturale che, incontrastata, è diventata, giorno dopo giorno, modello di vita e riferimento comportamentale di massa. Una società chiusa in un recinto sempre più ristretto di spazi democratici e sempre più caratterizzato da forti tensioni sociali. Bisogna, in fretta, riconquistare consenso, egemonia ricompattando pezzi di società oggi frantumati. Bisogna ridare al Paese un’ossatura, ricostruirne la spina dorsale, farlo uscire dalla pericolosa mediocrità del quotidiano, ridargli speranze e futuro, prima che sia troppo tardi.

Così non è più da tanto tempo. E non lo è per la mutazione genetica del PD e per i contrasti, le resistenze, i particolarismi di una sinistra racchiusa nelle proprie intangibili certezze, nel proprio vocabolario di parole, nei propri simboli che poco dicono, ormai, alla stragrande maggioranza del popolo italiano. Non si tratta, quindi, di resuscitare il vecchio, ma di costruire qualcosa di nuovo e, possibilmente, di altrettanto importante. Questo dicevamo in tanti, convinti che davvero “i processi di cambiamento si costruiscono dal basso”.

Caro Nichi, se siamo qui a scriverti è per esternare a te, che incarni la nostra stessa voglia di cambiamento e di rinnovamento, problemi e difficoltà che rischiano di riportarci di colpo con i piedi per terra, ponendoci di fronte ad una situazione che avremmo voluto profondamente diversa.

Invece di sentirci il motore della rinascita della sinistra e del Paese, riaffiorano, in molti di noi, delusione ed amarezza che spengono entusiasmi e voglia di fare.

Le discussioni atroci e laceranti riguardo le candidature per le elezioni regionali, almeno nel Lazio, riportano in luce tempi e modi inaccettabilmente vecchi.

Assistiamo al trionfo dell’autoreferenzialità, delle lotte di potere tra le tante anime di SEL, che anziché liberarsi e contaminarsi in una comunità nuova, le cui tracce sono appena visibili nei territori, si rinchiudono ancora nelle trincee delle componenti fondatrici.

Siamo soffocati da uno spaventoso deficit di democrazia che esclude (quasi) tutti da ogni possibilità di intervento su metodi, criteri e scelta di persone per rappresentare degnamente nella regione il nostro impegno, la nostra diversità, la società alla quale vogliamo parlare. Stando così le cose non si esce dall’angolo, non ci si libera di una condizione minoritaria che non ci appartiene, per storia e volontà.

Tutto questo evidenzia ancora l’esistenza di gruppi dirigenti, privi di coraggio politico, che poco hanno contribuito a costruire il nuovo, diffondendo invece un senso di inadeguatezza e lontananza dai fermenti e dalle passioni di tanti.

Basterà il congresso per correggere una rotta abbondantemente smarrita e per rimettere in moto il processo di riaggregazione e ricostruzione di tutta la sinistra?

E’ la penultima speranza che ci è rimasta. L’ultima sei tu, Nichi.

Un forte abbraccio.

www.sezionelasinistra.net

info@sezionelasinistra.net

Massimo Marciano: “E’ l’ora di mettere in rete le nostre esperienze unitarie”

Carissimo Carlo,

è un vero piacere che questa riflessione venga da un compagno dalla lunga e appassionata militanza come te, oltre che dalla profonda esperienza di amministratore e dalla conseguente capacità di entrare in sintonia con le esigenze delle persone. Penso che tutti noi che ci ritroviamo nelle riflessioni che ci hai trasmesso condividiamo proprio questa esigenza, spesso espressa con molta efficacia proprio da Nichi e da lui messa in pratica nel governo della Puglia: ricostruire un vocabolario della politica fatto di azioni e di pensieri rivolti al presente, spesso difficile, talvolta drammatico, delle persone che incontriamo ogni giorno. Una politica fatta non di formule e candidature, ma di partecipazione, condivisione, azioni concrete.

Un senso della politica che dovremmo in fretta recuperare nel Lazio, come dovremmo recuperare in fretta il senso della condivisione, nella consapevolezza che le vecchie appartenenze sono un vestito stretto e logoro da consegnare alla storia e alla memoria.

Grazie per l’impegno che tu e i compagni della “Sezione La Sinistra” state facendo. Sappiamo che siamo in tanti a condividere questo percorso e Sinistra Ecologia Libertà ha un senso proprio perché nella sua nascita una parte preponderante l’ha avuta la forte spinta che ognuno di noi ha esercitato sui gruppi dirigente delle rispettive vecchie case di appartenenza. Continuiamo così e facciamo tesoro dell’esperienza di Nichi: mettiamoci in rete e iniziamo a scrivere quel nuovo vocabolario della politica di cui abbiamo un urgente bisogno.

Un caro saluto e a presto.

Massimo Marciano

Sinistra e Libertà: indietro non si torna, il congresso prima delle regionali«Il nostro progetto da domani va avanti con più urgenza e più responsabilità». Sono le parole con cui Claudio Fava ha immediatamente commentato l’esito del congresso dei Verdi, chiusosi oggi con l’inaspettata bocciatura della linea coraggiosamente e coerentemente portata avanti dalla portavoce uscente, Grazia Francescato, che chiedeva l’entrata nel progetto unitario del nuovo partito di Sinistra e Libertà. E sono le parole che molti, direi la quasi totalità di noi che ci siamo ritrovati il 20 settembre scorso all’assemblea nazionale di Bagnoli, attendevano. Specialmente per quello che Fava ha aggiunto: occorre «battezzare in modo definitivo Sinistra e Libertà con un congresso prima della prossime elezioni regionali».

Un impegno cui ha fatto eco subito dopo, tramite Facebook, Umberto Guidoni, rammaricato per  «tutti gli amici Verdi che credono in Sinistra e Libertà». Ma, ha aggiunto, «in fondo abbiamo già una casa, dal forte tratto ecologista, che stiamo costruendo abbastanza grande e forte per tutti loro e per tutti noi. Adesso acceleriamo e vediamo di fare il congresso fondativo di Sinistra e Libertà prima delle elezioni regionali».

E’ proprio il caso dire che non tutti i mali vengono per nuocere: la inaspettata e infelice conclusione del congresso dei Verdi ha avuto come esito l’accelerazione del percorso fondativo del partito di Sinistra e Libertà. Spiace davvero che quest’oggi i Verdi e qualche giorno fa i socialisti non abbiano colto l’occasione storica di portare tutte le loro esperienze all’interno di un esaltante progetto. Soprattutto, spiace che non siano stati in grado di dare la risposta che si aspettavano da loro i tantissimi elettori della Sinistra che alle scorse elezioni europee - prima con le loro parole, quando noi militanti li abbiamo avvicinati in campagna elettorale, e poi con il loro voto - hanno chiesto: una Sinistra unita, un partito, un progetto politico in cui riconoscerci tutti.

Da Fava e da Guidoni abbiamo oggi l’impegno che a Bagnoli abbiamo chiesto in tanti: arrivare alle prossime elezioni con quel partito in cui hanno dimostrato di credere i nostri elettori e per cui migliaia e migliaia di militanti, ogni giorno, stanno lavorando nelle città, in molte esperienze “sul campo” dove le provenienze degli uomini e delle donne che ci partecipano non sono più da tempo un motivo di distinzione, ma un ulteriore elemento di forza nell’unità.

Avanti, dunque. Non si torna indietro. Anzi, si accelera. Ce lo chiedono ogni giorno, nelle nostre città, in tanti: non vuote formule, non simboli che diventano icone laiche della propria micro-identità, ma un partito nel quale riconoscerci tutti e tutte. E presto!Grazie Claudio, grazie Umberto, per averci detto subito le vostre parole. Forti e chiare.

Massimo Marciano 

Il 30 settembre 2009 scade il termine per presentare la richiesta per ricevere il reddito minimo garantito e il gruppo di lavoro sulle politiche del lavoro di Frascati a Sinistra ha deciso di dare informazioni in merito a tutti coloro a cui può interessare.

Il reddito minimo garantito è stato istituito con la legge regionale n. 4/2009, su proposta della Giunta regionale di centro-sinistra del Lazio. E’ un provvedimento che, in questo momento di forte crisi, vuole dare un sostegno concreto a disoccupati, inoccupati e precari (ben diverso dall’elemosina della Social Card, che non basta nemmeno per un cappuccino al giorno…).

Commentando l’approvazione della legge, l’assessore al lavoro, alle pari opportunità e politiche giovanili della Regione Lazio, Alessandra Tibaldi, ha detto: “La Regione Lazio inaugura una nuova stagione di diritti sociali: prende il via la prima sperimentazione italiana del reddito minimo garantito. Una misura contro la crisi che innova il sistema del welfare e ci avvicina al resto d’Europa”.

I requisiti per accedere al Reddito minimo garantito per il 2009 sono:

- età compresa tra i 30 e i 44 anni compiuti (la richiesta si può inoltrare fino al giorno del compimento del 45esimo anno di età);

- essere iscritti al Centro per l’impiego come inoccupati o disoccupati/precariamente occupati; lo stato di disoccupazione si mantiene anche quando si è occupati, con lavoro dipendente o autonomo, ma si percepisce un reddito annuo inferiore a 8000 euro;

- essere residenti da almeno 24 mesi nella Regione Lazio;

- avere un reddito personale imponibile non superiore a 8.000 euro nell’anno precedente a quello della domanda;

- non avere maturato i requisiti per il trattamento pensionistico.

I modelli di richiesta del reddito minimo garantito si possono reperire nel Comune capofila del Distretto socio-sanitario cui appartiene il Comune di residenza di chi lo richiede (nel caso di Frascati, il Comune capofila è Monte Porzio Catone) e negli uffici delle Poste Italiane del Lazio.

A Frascati, il modello di richiesta si può trovare anche all’URP (ufficio comunale di piazza Marconi, piano terra, prima porta a sinistra) o alla Camera del Lavoro della CGIL (via di Villa Borghese).

Chi risiede nel Comune di Roma, può trovare il modello anche nel Municipio di appartenenza.

Una volta compilata la domanda, questa andrà consegnata, direttamente a mano o per raccomandata con ricevuta di ritorno, al Comune capofila del Distretto socio-sanitario (come è stato detto prima, per i residenti di Frascati è Monte Porzio Catone). I residenti a Roma possono consegnarla al Municipio di appartenenza.

Le domande devono essere consegnate o spedite dal 1° al 30 settembre 2009.

Ora veniamo allo specifico della parte economica. Il contributo economico erogato arriverà fino a 7.000 euro l’anno, pari a 583 euro mensili. Tutto ciò in considerazione della situazione economica del beneficiario. Verrà dato di più a chi più ne ha bisogno.

Infatti, per i precari, il contributo sarà proporzionato in base al reddito percepito nell’anno in corso (es. se si sono percepiti 5.000 euro, il contributo sarà di 2.000 euro).

Fatte le graduatorie e le opportune verifiche, una volta individuati i beneficiari, l’erogazione del reddito per l’anno 2009 partirà dal 5 novembre, durerà un anno ed avverrà ogni mese attraverso le Poste Italiane.

Le graduatorie saranno rese pubbliche e in ogni caso, le indicazioni della Regione Lazio sono che i Centri per l’impiego contattino direttamente i possibili beneficiari e facciano ulteriori verifiche. Se queste vanno a buon fine, verrà stipulato un patto di servizio tra il Centro per l’impiego e il beneficiario del reddito minimo garantito: egli riceverà il contributo, impegnandosi però ad accettare un eventuale lavoro propostogli.

L’art. 7 del Regolamento regionale n. 9 del 2009 disciplina la decadenza e la sospensione del reddito minimo garantito.

Dal sito della Regione Lazio è emerso che a poco più di due settimane dall’apertura dei termini per l’invio delle domande per l’accesso al reddito minimo garantito, le domande hanno già superato quota diecimila:

http://www.portalavoro.regione.lazio.it/portalavoro/news/?id=Reddito-minimo-garantito–Tibaldi—Gi%E0-oltre-10mila-domande-presentate-_183&a=0

Ringraziamo la Regione Lazio, il Circolo di Sinistra e Libertà di Ardea che giovedì 17 scorso ci ha ospitate per un’iniziativa pubblica di informazione sul reddito minimo garantito, l’assessore Alessandra Tibaldi e il collaboratore dell’assessore Tibaldi che ha risposto in maniera esauriente a tutti i dubbi e le domande.

Questa legge dimostra che quando la Sinistra è al governo, non ci sono chiacchiere e ci auguriamo che la maggioranza di centrosinistra alla Regione Lazio venga riconfermata, affinché non si torni indietro.

Marlene Molino

Gigliola Merusi

Gruppo di lavoro “Politiche del lavoro”

Frascati a Sinistra

Frascati a Sinistra per Di Tommaso sindaco Resa nota, in un incontro pubblico, la lista dei candidati di Frascati a Sinistra, la formazione unitaria della Sinistra cittadina, che parteciperà alle elezioni comunali del 6 e del 7 giugno prossimi a sostegno del candidato a Sindaco del centrosinistra, Stefano Di Tommaso. La lista è stata presentata ieri sera, nel corso di un incontro al quale ha partecipato anche Stefano Di Tommaso, dal coordinatore politico di Frascati a Sinistra, Massimo Marciano, e dal consigliere comunale Damiano Morelli.

Nell’occasione, il candidato a Sindaco ha ringraziato Frascati a Sinistra “per l’impegno profuso, a cominciare dalle tante e importanti proposte fatte per il programma della coalizione, per continuare con le iniziative di cui si è fatta subito promotrice, come quella recente su ‘Sanità: oltre i tagli, uno sviluppo possibile’ e quelle in programma”.

Per mercoledì 13 alle 17, infatti, nell’hotel Villa Mercede, in via Tuscolana 20, è previsto un incontro-dibattito su “Quali prospettive per la scuola pubblica” dopo i tagli operati dalla “Riforma Gelmini” e dal “Decreto Aprea” del governo. Parteciperà anche Simonetta Salacone, dirigente scolastico, promotrice del movimento di opinione a difesa della scuola pubblica e candidata alle elezioni europee di giugno per Sinistra e Libertà. In calendario, Frascati a Sinistra ha anche un incontro con associazioni e cooperative del terzo settore e un confronto pubblico sulla normativa a difesa del reddito dei lavoratori disoccupati approvata dalla giunta di centrosinistra della Regione Lazio.

 

Questa la lista dei candidati di Frascati a Sinistra per il consiglio comunale:

 

Nebi Agolli – Impiegato, 56 anni. Immigrato dall’Albania, impegnato nel sociale

Yuri Bizzoni – Studente, 20 anni. Studia all’Università “La Sapienza” di Roma

Bruna Brunelli in Tosti – Insegnante precaria, 52 anni

Marco Caboni – Medico, 56 anni. Radiologo della Asl Rm H

Rosanna Catania in Tognoni – Insegnante, 58 anni. Impegnata nel sindacato della scuola

Francesca Ciardi in Pillinini – Casalinga, 43 anni. Impegnata in attività creative

Angelica Ciobanita Bors – Imprenditrice romena, 49 anni. Cura attività sociali e servizi a favore della comunità romena in Italia

Donato Citarella detto Nando Citarella – Tenore, 50 anni. Promotore di diverse attività sociali attraverso la musica

Mauro Grossi – Geometra, 52 anni

Alfredo Gulisano – Impiegato, 57 anni. Dipendente del Policlinico universitario della “Sapienza” di Roma

Giuseppe Lollobattista – Pensionato, 73 anni. Già tecnico nei laboratori Enea di Frascati

Massimo Marciano – Giornalista professionista, 46 anni. Coordinatore politico di Frascati a Sinistra, dirigente nazionale negli organismi di categoria dei giornalisti italiani

Paolo Martini – Vigile del fuoco, 55 anni. Impegnato nell’associazionismo culturale

Roberta Mele in Guida – Insegnante, 39 anni. Agronoma, iscritta alla Lipu, rappresentante dei genitori negli organi collegiali della scuola

Marlene Molino – Studentessa, 25 anni. Lavoratrice precaria in un call center

Damiano Morelli – Web designer, 37 anni. Consigliere comunale uscente, delegato alle politiche giovanili, per la pace, ambientali e Rsu, presidente commissioni ambiente e cultura

Roberto Pesce – Dirigente, 49 anni

Donato Ranieri – Impiegato, 58 anni. Lavora per una compagnia assicuratrice

Emiliano Sbaraglia – Insegnante precario, 38 anni. Scrittore e giornalista

Riccardo Tallone – Operaio, 37 anni. Coordinatore dei servizi cimiteriali e per il verde a Frascati del consorzio Gaia, laureando in Scienze motorie

 

Frascati, 6 maggio 2009     I candidati di Frascati a Sinistra: http://www.frascatiasinistra.it/i-candidati-frascati-elezioni-2009-sindaco/

Sanità: oltre i tagli, uno sviluppo possibileRipensare un’integrazione socio-sanitaria a Frascati e nella Asl Rm H. Incontro pubblico con dibattito promosso dall’associazione politica Frascati a Sinistra con la partecipazione del candidato a sindaco di Frasccati per il centrosinistra Stefano Di Tommaso ed esponenti di Sinistra e Libertà. Appuntamento all’hotel Villa Mercede a Frascati, in via Tuscolana 20, martedì 21 aprile alle 17.

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