Questa è la lettera di dimissioni che ho inviato al coordinatore provinciale e al presidente della Commissione provinciale di garanzia dell’Area metropolitana di Roma di Sinistra Ecologia Libertà:

Cari compagni,

in questo periodo, successivo alle recenti elezioni europee e amministrative, ho compiuto una profonda e silenziosa riflessione, com’è mia abitudine in questi frangenti, su quanto successo dal congresso nazionale di Sinistra Ecologia Libertà alla fase di preparazione delle liste per le due competizioni elettorali, fino all’esito del rispettivo voto.

Una riflessione e un silenzio cui sento di dover dare termine ora, dopo aver seguito commenti e dichiarazioni successive alle dimissioni dal partito di diversi compagni e compagne, di cui condivido in pieno le motivazioni, e l’insediamento del nuovo Sindaco e del nuovo Consiglio comunale nella mia città di Frascati, sulla base del voto amministrativo del 25 maggio. È un’occasione, per me, che cade proprio oggi, nel giorno del mio 51° compleanno, età nella quale occorre saper fare bilanci, anche per fare un punto del mio impegno nella politica attiva, che ha caratterizzato gli ultimi dieci anni, preceduti da altri 27 anni in cui ho speso la mia partecipazione alla vita pubblica negli organi collegiali della scuola, nell’associazionismo culturale della mia città, nell’impegno professionale di cronista, immerso nella vita quotidiana delle persone e del territorio in cui vivo.

La tornata elettorale amministrativa appena passata mi ha visto partecipe in una lista e in una coalizione diverse da quella a cui è stato associato il simbolo di Sel. Nella lettera del 4 aprile scorso, in cui ho rassegnato le mie dimissioni da coordinatore politico comunale di Frascati di Sel, partito alla cui nascita e alla cui crescita nella mia città e nella provincia di Roma ho dato il mio convinto contributo fin dal primo momento, ho spiegato le mie ragioni.

Per la mia formazione culturale e per le mie convinzioni ideali non posso accettare, com’è successo a Frascati, né che un partito non rispetti i patti sottoscritti nel momento in cui decide di partecipare alle primarie di coalizione, né che la sua linea politica e le sue alleanze in sede locale vengano decise - in separata e riservata sede e senza la partecipazione di militanti e dirigenti del territorio - solo da qualche rappresentante, sia pur di levatura nazionale, non legittimato a sottoscrivere accordi locali, poi ratificati da assemblee convocate ad hoc, a cui partecipano iscritti - attraverso il tesseramento online - che nessuno dei militanti ha mai in precedenza avuto il modo di conoscere e di vedere partecipare alle iniziative politiche e ai momenti di confronto interni al partito.

Ugualmente non mi riesce di trovare coerente, con la storia politica dalla quale provengo e in cui credo, la formazione di una lista, al di fuori della coalizione del centrosinistra, che di Sinistra Ecologia Libertà abbia solamente il simbolo, mentre accoglie candidati che con il percorso di questo partito non hanno mai avuto nulla a che fare, o che chiedono la tessera all’ultimo momento per poter riempire la “casella” lasciata vuota dal coordinatore dimissionario, o che da consiglieri comunali uscenti eletti in un lista civica e poi tesserati a Sel, non hanno mai voluto iscriversi al Gruppo consiliare di Sinistra Ecologia Libertà, pur costituito, con esplicite dichiarazioni di indifferenza manifestate nel corso dell’intera consigliatura.

Valutazioni, le mie, che l’elettorato ha confermato, dando la vittoria alla coalizione “ufficiale” del centrosinistra alla quale anche io ho aderito e cancellando dalla scena politica locale Sel, partito che io e altri militanti abbiamo contribuito a costruire e che, in questa tornata amministrativa, è stato ridotto a mero simbolo elettorale svuotato di militanti.

Come un partito si comporta in sede locale, dove si è più a contatto con i cittadini, rappresenta nel concreto il modo di essere di quel partito. Ho trovato per questo l’esempio negativo dato da Sel nella mia città la concretizzazione di una prassi decisionale che mi è apparsa, per il modo in cui è stato condotto e si è concluso il recente congresso nazionale, incoerente con i principi e gli ideali che mi hanno portato a contribuire alla nascita di Sinistra Ecologia Libertà e ad aderirvi convintamente.

Chiusa la mia militanza nei Democratici di Sinistra per lo scioglimento di quel partito, con la mia adesione a Sinistra Democratica ho ritenuto di dare il mio contributo al percorso unitario di una Sinistra di governo, in grado di dare risposte a chi più ha bisogno - e sono tanti! - in questo Paese. Percorso che si è concretizzato poi in Sinistra Ecologia Libertà, superando così la dolorosa esperienza della Sinistra Arcobaleno, che si era rivelata un inutile cartello elettorale, relegando alla marginalità e alla vuota testimonianza storie politiche e ideali che si era limitata a giustapporre, senza scrivere un nuovo progetto politico.

Ho affrontato il passaggio del recente congresso di Sel con la convinzione che la strada verso quel nuovo progetto fosse tracciata nella direzione di quell’ideale di Socialismo europeo che mi aveva portato dai Ds a Sinistra Democratica. Di quell’ideale si è persa traccia nei meandri di un congresso al termine del quale forte è stata la mia convinzione che, invece del progetto originario che ha dato vita a Sel, sia stato compiuto un salto indietro nel tempo, verso una sorta di riedizione della Sinistra Arcobaleno.

L’esito della vicenda delle elezioni europee ha, con l’evidenza dei fatti, dimostrato la marginalità in cui è stata relegata Sinistra Ecologia Libertà nell’ambito del percorso intrapreso dopo il congresso. Un percorso che quindi non può vedermi partecipe, avendo aderito a questo partito con ben altre premesse.

Per tutti questi motivi, rassegno le mie dimissioni da Sinistra Ecologia Libertà e, conseguentemente, dal mio incarico di componente della Commissione provinciale di garanzia dell’Area metropolitana di Roma. Dopo dieci anni di politica attiva e 37 di impegno sociale, è giunto evidentemente il momento di prendere una pausa nella vita pubblica. Non rinuncio, comunque, il mio contributo di pensiero, in forma libera, nella mia città e sulle vicende politiche nazionali.

La vicenda amministrativa che nella mia città di Frascati si è conclusa ieri - quando il neoeletto Sindaco, secondo le prerogative conferitegli dalla legge, ha nominato una Giunta composta di persone di sua personale fiducia con il compito di rinnovare la politica superando le esperienze degli ultimi anni - mi porta a un nuovo impegno: da semplice cittadino, insieme ai miei concittadini e alle espressioni associative di Frascati, vigilerò affinché le aspettative espresse dagli elettori di cambiamento, nei metodi politici e nelle decisioni amministrative, siano tradotte correttamente in atti concreti dalla nuova amministrazione comunale.

Cari saluti.

Massimo Marciano

Sinistra Ecologia Libertà esprime soddisfazione per la volontà, manifestata questa sera dal Sindaco Stefano Di Tommaso con la sottoscrizione dell’accettazione di candidatura, di confrontarsi nella competizione delle primarie del centrosinistra e gli rivolge un affettuoso e riconoscente ringraziamento per aver accolto l’invito del nostro partito a candidarsi. Un invito che Sel gli ha rivolto fin dal primo momento della indizione delle primarie e che il nostro partito ha ribadito, insieme alla fiducia per Di Tommaso, all’interno dei tavoli di discussione del centrosinistra.

Sappiamo quanto la decisione del Sindaco Di Tommaso di mettersi di nuovo in gioco sia stata ben ponderata, con l’intento di rappresentare il suo ruolo con spirito di servizio per la comunità cittadina e per la coalizione, cosa che ha sempre caratterizzato il suo agire politico e il suo carattere.

«In questi anni - dice Massimo Marciano, coordinatore politico comunale di Frascati di Sel - nella nostra città Sinistra Ecologia Libertà ha avuto sempre due riferimenti solidi: l’unità del centrosinistra, con tutti i valori e gli ideali che storicamente rappresenta, e la figura del Sindaco Stefano di Tommaso, come sintesi e garante di quel patto unitario. La decisione del Sindaco di accettare l’invito che Sel gli ha rivolto, fin dal primo momento, affinché affrontasse il confronto nelle primarie lo conferma come il punto di riferimento e di sintesi del centrosinistra. Ruolo che lui ha ben rappresentato finora, con la convinzione che il campo del centrosinistra non possa rimanere sguarnito da una presenza che assicuri la continuità per l’attenzione a temi che Sel ritiene patrimonio irrinunciabile della coalizione. Questi temi per noi sono: la inclusione sociale e la tutela delle situazioni di disagio, l’attuazione del diritto al lavoro e la difesa dei consumatori, il rinnovamento e la trasparenza della politica, la tutela del territorio e la riconversione delle attività edilizie da nuove edificazioni a interventi di riqualificazione dei nostri quartieri, l’ampliamento degli strumenti della partecipazione alla vita pubblica cittadina, come le consulte popolari e i comitati di quartiere, dando così piena attuazione a quanto previsto dallo Statuto comunale. Siamo certi che sia stato anche per garantire l’attenzione a questi temi che il Sindaco Stefano Di Tommaso abbia raccolto l’invito del nostro partito a impegnarsi di nuovo in prima persona, candidandosi alle primarie. Siamo convinti che la sensibilità dei cittadini di Frascati su questi temi e il riconoscimento per quanto fatto dal Sindaco Stefano Di Tommaso per garantire a Frascati alti livelli di civile solidarietà per tutti, anche nel difficile contesto finanziario generale di questi anni, sia forte e diffusa. Ed è a questa sensibilità che, attraverso la candidatura di Stefano Di Tommaso alle primarie, Sinistra Ecologia Libertà intende dare, insieme a lui, adeguata rappresentanza nella nostra città».

 

Frascati, 4 febbraio 2014

Sinistra Ecologia Libertà, a Frascati, ha sostenuto con lealtà e coerenza l’amministrazione di centrosinistra guidata dal Sindaco Stefano di Tommaso, convinta che rappresentare le istituzioni all’interno di una coalizione di centrosinistra sia il modo più concreto di dare risposte ai cittadini, per continuare a garantire quei diritti, quei principi di uguaglianza, dignità, rispetto che sono alla base dell’attività politica del partito.

Proprio per dare seguito a questo percorso, e in virtù degli argomenti di cui siamo convinti, Sinistra Ecologia Libertà, a Frascati, siede al tavolo del centrosinistra e aderisce alla consultazione primaria per la scelta del candidato Sindaco. Tale scelta, a nostro avviso, deve ricadere necessariamente sul Sindaco uscente Stefano di Tommaso, che tanto ha fatto nella sua storia politica per garantire un elevatissimo livello dei servizi alla persona, sempre schierato al fianco dei più deboli, sempre in prima linea per il riconoscimento dei diritti fondamentali, del diritto all’istruzione e alla cultura.

Sinistra Ecologia Libertà ha espresso quindi, fin dalla prima ora, nei tavoli di competenza, il proprio sostegno alla candidatura del Sindaco Stefano Di Tommaso alle primarie del centrosinistra, garantendo con coerenza la propria presenza nel percorso di governo della città fin qui intrapreso.

Sel apprende con grande soddisfazione che, oggi, anche lo stesso partito a cui appartiene il Sindaco Di Tommaso, il Pd, gli ha rivolto un appello affinché ritorni sulla sua decisione di ritirarsi dalla competizione per le primarie. C’è tempo, c’è necessità affinché il Sindaco Di Tommaso torni sulla sua decisione ed entro domani, termine per la ufficializzazione delle candidature, manifesti la sua volontà di essere presente alle primarie.

Per tutti questi motivi, Sinistra Ecologia Libertà rivolge un appello al Sindaco Stefano Di Tommaso affinché, con le capacità, la passione e l’onestà intellettuale che tutta la città gli riconosce, anche al di là degli schieramenti di partito, torni in campo all’interno del centrosinistra per dare il suo contributo essenziale affinché si confermi al governo della città. Sel sarà al suo fianco nelle primarie come lo è stata in questi cinque anni di governo, in cui la città di Frascati si è distinta, pur nel generale contesto di difficoltà finanziarie, per un alto livello dei servizi sociali.

Frascati e il centrosinistra hanno bisogno di Stefano Di Tommaso. Siamo convinti che ancora una volta non mancherà di dare il suo cuore e le sue energie per la città e la coalizione che lo ha sostenuto in questi cinque anni e sarà il nostro candidato alle primarie del centrosinistra, per continuare a guidare la coalizione nel governo di Frascati.

 

Frascati, 3 febbraio 2014

Palazzo Marconi, la residenza municipale

Partire dal confronto sulle idee e dall’analisi dei bisogni delle persone. Questa è la linea direttrice lungo la quale Sinistra Ecologia Libertà di Frascati ha aperto ieri il confronto con gli altri partiti del centrosinistra, con l’obiettivo di arrivare a costituire un tavolo di dibattito politico-programmatico con le forze sociali e con i cittadini in vista delle prossima tornata elettorale amministrativa.

Nella serata di ieri, i rappresentanti Sel hanno avuto un incontro con una delegazione del Partito socialista. «Un confronto interessante e approfondito - commenta Massimo Marciano, coordinatore cittadino di Sinistra Ecologia Libertà - nel quale è emerso il comune intento di partire dall’analisi dei bisogni della città cui i partiti devono dare risposta, per arrivare poi alla costituzione, sulle cose da fare e su quelle già iniziate dall’attuale amministrazione municipale da portare a termine, di una coalizione di centrosinistra rinnovata e aperta alle forze sociali che si riconoscono nei nostri valori».

Sinistra Ecologia Libertà ha annunciato di voler proseguire, nell’immediato, il confronto con le altre forze politiche del centrosinistra rappresentate a Frascati.

«Nel recente periodo - spiega Marciano - chi, come me e tanti altri, segue con interesse e apprezzamento il prezioso lavoro di informazione ai cittadini che svolgono gli organi di stampa locale, ha potuto trovare solo riferimenti a illazioni, personaggi, alleanze, candidature e auto-candidature, vere o presunte che siano queste ultime. Sinistra Ecologia Libertà intende portare nel dibattito e offrire agli analisti politici temi concreti che finora non sono emersi ma che sono essenziali per Frascati: interventi per il rilancio dell’economia locale e del lavoro, difesa delle tutele sociali, attenzione alla vocazione agricolo-ambientale, politiche integrate sul territorio per migliorare i servizi pubblici essenziali, lotta a ogni forma di discriminazione e di attacco alle pari opportunità, politiche rivolte a valorizzare la scuola pubblica e i talenti dei giovani, nonché tanti altri bisogni che raccogliamo quotidianamente dai cittadini. È su questi temi che intendiamo condurre il confronto politico e lavorare. Per Frascati. Per passione».

A chi volesse scrivere un manuale sul modo corretto di fare giornalismo, consiglio vivamente di utilizzare questo, qui sotto riportato, come chiaro esempio sia dell’opposto, sia di come non si debba mai fare un titolo: completamente avulso dal contenuto dell’articolo, con un riferimento concettuale non alla notizia ma, evidentemente, alla valutazione personale che dà della materia chi il titolo lo ha scritto.

Come è facile capire leggendo l’articolo, infatti, la notizia non è che qualcuno ritenga di vietare il diritto di cronaca su fatti penalmente rilevanti riferiti agli immigrati. E’, invece, la contestazione del potenziale incitamento all’odio razziale di un sito che elenca episodi di cronaca nera in maniera selettiva, a seconda dell’appartenenza razziale dei protagonisti.

Nel giornalismo di oggi dove, per motivi di rapidità nella lettura tra le innumerevoli fonti di notizie a disposizione, si pone molto l’accento sul titolo, che è spesso l’unica cosa che per ristrettezza di tempo viene letta, un cattivo titolo è ancora più che in passato indice di cattivo giornalismo, specialmente quando contribuisce ad alimentare visioni distorte o, peggio, a senso unico della realtà, come spesso succede quando si parla di immigrati.

Cattivo giornalismo, quando non fazioso e fuorviante.

Non a caso episodi del genere se ne segnalano spesso con riferimento a un partito politico, come Sinistra Ecologia Libertà, che si pone al di fuori della visione culturale dominante celebrata dai media più potenti per via della loro fonte finanziaria di sostentamento. Editori puri in Italia praticamente non esistono più: a finanziare i media sono gruppi che hanno forti interessi economici in settori per i quali le decisioni della politica sono vitali.

E’ molto amaro constatarlo, ma oggi spesso un certo modo di fare giornalismo - o meglio, un certo supposto giornalismo - viene meno alle regole deontologiche fondamentali della professione, piegando il dovere di separare la notizia dal commento a un preoccupante progetto di “pensiero unico”.

Massimo Marciano

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Tratto da http://www.imolaoggi.it/?p=52672

Sel: vietato pubblicare i crimini commessi dagli immigrati, è razzismo

08 giu – I deputati di Sel hanno chiesto in un’interrogazione al Ministero dell’Interno, prima firmataria Annalisa Pannarale, di assumere ogni iniziativa di competenza affinché sia valutata la sussistenza dei presupposti per l‘immediata chiusura del sito internet tutti i crimini degli immigrati (http://tuttiicriminidegliimmigrati.com/) che si propone quale sito d’informazione ed è basato su fatti di cronaca nera che avrebbero come protagonisti cittadini stranieri, migranti, rom e sinti.

I deputati ritengono che la pagina web in questione abbia l‘esito potenziale di incitare all’odio razziale e alla discriminazione, in aperta violazione dei principi della nostra Carta Costituzionale e della normativa in materia”.

Infine si legge nell’interrogazione come l’iniziativa del sito ‘Gli altri parlano d’integrazione, noi ve la mostriamo’ “si colloca peraltro nel solco di quanto sollevato con allarme dal Comitato delle Nazioni Unite per l’eliminazione della discriminazione razziale (CERD) nelle osservazioni conclusive e raccomandazioni all’Italia del 9 marzo 2012; il Comitato, infatti, aveva fatto riferimento esplicito alla diffusione preoccupante nel nostro Paese dell’incitamento all’odio razziale e di forme violente di razzismo attraverso i mass media, internet, e i social network, invitando le autorità italiane a una applicazione severa delle normative di contrasto penale alla discriminazione e all’incitamento all’odio razziale”.

Frascati, Villa Aldobrandini

Uscire definitivamente dal lungo periodo politico di conflitti istituzionali, personalismi, distacco tra eletti da una parte e cittadini, militanti e partiti politici dall’altra. Un periodo caratterizzato dalla pesante influenza del berlusconismo e delle politiche liberiste dei governi di centrodestra, che hanno guidato l’Italia per oltre otto degli ultimi dieci anni, determinando la situazione di crisi economica in cui si trova ora il Paese e affossando le capacità di intervento sul loro territorio degli Enti locali.

Un’influenza che è stata non solo politica, ma anche culturale. Un distacco tra eletti ed elettori nel quale è caduto talvolta anche il centrosinistra, nel Paese come nelle nostre comunità locali, a cui spetta ora proporre una nuova cultura nell’esercizio dell’amministrazione pubblica e nella costruzione di un nuovo modello di politica.

Intorno a questi temi si è svolto a Frascati un incontro fra la segreteria del Circolo cittadino del Partito democratico e il coordinamento comunale di Sinistra Ecologia Libertà. Si tratta della prima di una serie di riunioni congiunte con le quali si è deciso di compiere un percorso comune.

Al termine dell’incontro, il segretario cittadino del Pd, Alessio Ducci, e il coordinatore comunale di Sel, Massimo Marciano, con una dichiarazione congiunta hanno annunciato la volontà di convocare a breve gli Stati generali del centrosinistra di Frascati: un’occasione di confronto pubblico nel quale partiti, movimenti, organizzazioni sociali, donne e uomini che si richiamano ai valori del centrosinistra trovino un luogo da cui far partire un rinnovamento della rappresentanza politica e dei programmi che, a cominciare dalla nostra comunità cittadina, possano contribuire a costruire un percorso condiviso nell’intero Paese.

Fonte: comunicato stampa del 11 aprile 2013

I dati resi noti da Confcommercio, che fotografano una situazione di crisi sociale in atto da anni e non certo solo da ieri, ci dicono meglio di ogni altra parola quanto negli ultimi tempi in Italia ai cittadini sia stata somministrata una realtà virtuale di ciò che stava succedendo.

Colpa evidentemente di un insieme di volontà coincidenti: gli interessi speculativi dell’alta finanza, lo smantellamento delle protezioni sociali e del lavoro frutto di lustri di politiche depressive dei governi di centrodestra, l’incapacità di molti media di svolgere il proprio ruolo di controllo, presi come sono stati invece dal tentativo di raffigurazione di valori effimeri e di esaltazione di “opinionisti” di sola immagine, impreparati e superficiali, nei talk-show.

È ora di rimettere il diritto al lavoro e i valori sociali al centro dell’attenzione e del dibattito politico. Ora è il momento che la politica dia alla protesta sociale una risposta che non sia più urlare nelle piazze - quelle reali come quelle virtuali - ma sia assumersi la responsabilità di scrivere nuove leggi che restituiscano dignità alle persone e al lavoro.

Per questo trovo importante che, subito dopo l’insediamento delle nuove Camere, mentre ancora altri discutono di alleanze e di non alleanze, i deputati di Sinistra Ecologia Libertà abbiano già presentato un primo progetto di legge per difendere il diritto al lavoro, contro il fenomeno delle “dimissioni in bianco”.

È su questa strada che occorre ripartire. Mettendo al centro il lavoro e i diritti sociali.

Massimo Marciano

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I dati di Confcommercio

Confcommercio e la crisi economica. Dal 2006 al 2011 in Italia la crisi ha creato 615 nuovi poveri al giorno, per un totale di 1,120 milioni di persone. Portando così il numero di persone in stato di indigenza da 2,3 a 3,5 milioni e, secondo le ultime valutazioni, potrebbe ulteriormente lievitare fino a 4 milioni nel 2013. È la stima di Confcommercio, che ha messo a punto un nuovo indicatore, il Mic (“Misery Index Confcommercio), relativo al disagio sociale. Secondo i dati presentati oggi al Forum di Cernobbio, il Mic ha raggiunto il massimo alla fine del 2012; il tasso di disoccupazione è dell’11,7%, pari a 3 milioni di persone, cui si aggiungono 680mila scoraggiati e 200mila cassintegrati.

Ad aggravare queste fosche previsioni, il calo del prodotto interno lordo italiano che sarà peggiore delle ultime recenti previsioni: per il 2013 Confcommercio prevede un taglio dell’1,7% contro un ribasso dello 0,8% indicato cinque mesi fa. Timide speranze per il 2014, anno per il quale la previsione è di un rialzo dell’1% netto.

In un Paese “normale” oggi non ci sarebbero dubbi: una coalizione, ovvero il centrosinistra, ha ottenuto il maggior numero di voti sia alla Camera sia al Senato e quindi dovrebbe avere il diritto/dovere di governare. Ma siamo in un Paese dove negli ultimi vent’anni le necessità generali sono state umiliate con leggi “ad personam” e così abbiamo una legge elettorale, non a caso soprannominata “porcellum”, fatta per creare confusione al Senato (fu approvata dal centrodestra apposta a poche settimane dalle elezioni in cui ci si aspettava una chiara vittoria del centrosinistra, non dimentichiamolo).

In questa situazione, spetta al centrosinistra, come coalizione con il maggior numero di voti, proporre un governo al Paese, con un programma che - come nelle intenzioni manifestate da Sinistra Ecologia Libertà già in campagna elettorale - punti a riscrivere nei primissimi mesi alcune norme fondamentali:

- una nuova legge elettorale che permetta ai cittadini di scegliere chiaramente non solo tra le coalizioni ma anche tra i candidati;

- una legge che risolva finalmente il conflitto di interessi che ha avvelenato la politica negli ultimi vent’anni;

- una legge anti-corruzione che definisca chiaramente i limiti per potersi candidare a qualunque livello in occasione delle consultazioni elettorali;

- una legge che elimini i “costi accessori” della politica, che di fatto raddoppiano o triplicano addirittura lo stipendio base di un eletto;

- nuove norme per la tutela della stabilità del lavoro, sgravi per le aziende che assumono e investono in innovazione, reddito minimo di cittadinanza, compensi minimi equi per chi lavora, come prevede l’art. 36 della Costituzione;

- una fiscalità trasparente e fortemente progressiva, che porti i detentori di alti redditi e di grandi patrimoni a contribuire al bene comune di questo Paese, alleviando così il peso che fino ad oggi hanno sostenuto principalmente lavoratori e pensionati.

Su questi impegni immediati e su un programma di rilancio serio della credibilità delle istituzioni di questo Paese, sarà compito del governo che dovrà proporre il centrosinistra trovare i consensi in Parlamento. E su questi impegni, penso che si possa trovare il consenso di chi vuole veramente innovare l’Italia - mettendo la parola fine alle disastrose politiche di Berlusconi e di Monti - anche al Senato, dove peraltro il Regolamento impone scelte chiare a ogni senatore: a Palazzo Madama anche l’astensione è considerata, ai fini del conteggio della maggioranza, come un voto negativo; quindi chi vuole innovare veramente il Paese e mettersi alle spalle le stagioni di Berlusconi e di Monti non potrà, e sono sicuro che non vorrà, sottrarsi all’impegno di dire sì a questo dovere.

Perché ora è finito il tempo dei proclami elettorali e deve iniziare il tempo degli impegni concreti e delle responsabilità dirette per il bene delle persone che stanno soffrendo le conseguenze di una crisi, che è certamente economica, per le conseguenze di una finanza esasperata che ha travolto l’economia reale, ma è anche la crisi di valori in cui ci hanno fatto precipitare i vent’anni di berlusconismo e i troppi mesi delle politiche depressive di Monti, dai quali oggi abbiamo l’opportunità di uscire.

E’ un impegno che coinvolge in prima persona ognuno di noi - primi fra tutti i nuovi parlamentari, uno per uno - che ora è chiamato ad esprimere un sì o un no a un programma di serio cambiamento.

Massimo Marciano

«Al contrario dei personalismi a cui molti altri ci hanno abituato e che stanno caratterizzando anche questa loro campagna elettorale, Sinistra Ecologia Libertà riporta l’attenzione sulla squadra, sul territorio e sui bisogni delle persone. La scelta del nostro partito di candidare alla Camera e al Senato una squadra di persone dei Castelli Romani è indice dell’attenzione che Sel intende dedicare alle nostre città e a un territorio chiave, posto com’è a ridosso dell’ingombrante presenza della Capitale. La nostra è una squadra che intende portare alcuni qualificati rappresentanti del nostro territorio in Parlamento e che, dopo le elezioni, vedrà continuare a lavorare a stretto contatto con gli eletti anche tutti gli altri. Un motivo di fiducia in più, da parte degli elettori dei Castelli Romani, per scegliere Sinistra Ecologia Libertà alla Camera e al Senato. E ovviamente anche alle regionali, per le quali si voterà in contemporanea con le politiche».

Lo afferma Massimo Marciano, candidato alla Camera dei Deputati per Sinistra Ecologia Libertà e coordinatore politico comunale di Frascati del partito.

Oltre a Marciano, per la Camera sono presenti nella lista di Sel anche Ileana Piazzoni di Genzano, Filiberto Zaratti di Rocca Priora, Claudio Fiorani di Albano e Azzurra Marinelli di Nemi; per il Senato sono inoltre candidati con Sel Carmen Zorani di Rocca Priora, Anna Parisi di Grottaferrata, Fabrizio Profico di Ariccia e Aldo Morana di Rocca di Papa.

Prosegue Marciano: «Votare Sinistra Ecologia Libertà vuol dire dare a tutta la nostra squadra (che è stata costruita partendo dalle primarie che si sono svolte il 30 dicembre scorso e non è frutto, come invece hanno fatto altri, di decisioni verticistiche) maggior forza per far contare il nostro territorio. Una politica che pensi al rafforzamento dei servizi pubblici fondamentali, come la sanità e la scuola, alla tutela dell’ambiente e delle falde idriche, al potenziamento dei collegamenti ferroviari, tanto per citare alcuni dei tanti temi, è necessaria per i Castelli Romani. Con il sostegno dei nostri concittadini, Sinistra Ecologia Libertà si propone di rappresentare con la sua squadra in maniera forte e autorevole il territorio dei Castelli Romani e le sue peculiarità nel Parlamento che andremo ad eleggere il 24 e il 25 febbraio prossimi. Senza contare, inoltre, l’impegno sui temi generali della tutela dei diritti sociali e del lavoro, fortemente aggrediti negli ultimi anni grazie anche all’assenza di un forte partito di sinistra in Parlamento, che con Sel intendiamo riportare alla Camera e al Senato».

Massimo Marciano, 50 anni il prossimo giugno, vive a Frascati, dove è stato impegnato negli organi collegiali del Liceo classico “Cicerone”, nel 37° Distretto scolastico e nell’associazionismo culturale. Giornalista professionista freelance, è laureato in Scienze Politiche con una tesi in Diritto parlamentare su “L’attività consultiva delle commissioni nel procedimento legislativo”. Ha ricoperto diversi incarichi a livello nazionale e regionale nell’Ordine e nel sindacato unitario dei giornalisti. Attualmente è membro dell’Assemblea nazionale lavoro autonomo della Federazione della stampa e Consigliere d’amministrazione dell’Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti italiani (Inpgi), unico ente del panorama previdenziale nazionale interamente sostitutivo dell’assicurazione generale obbligatoria dell’Inps.

Primarie Frascati centro«In un momento di difficoltà per la politica e per il Paese intero, la notevole affluenza degli elettori del centrosinistra alle primarie di ieri rappresenta una manifestazione di volontà di partecipazione e di riappropriazione degli strumenti di democrazia diretta che l’intera classe politica non può ignorare. Il netto consenso ottenuto da Nichi Vendola anche a Frascati, dove supera abbondantemente il già positivo dato nazionale, dimostra cha la sinistra è un’opzione culturale e politica dalla quale il centrosinistra non può prescindere, né può marginalizzarla, per il buon governo della nostra città come per quello dell’intero Paese. È il momento che si dimostri di voler superare ambiguità e indecisioni e che si scelga di stare senza se e senza ma dalla parte di chi lotta per il lavoro e i diritti sociali, contro la precarietà e lo strapotere della finanza, per la politica costruita con la partecipazione e contro le alchimie dei gruppi e delle correnti. È questa una scelta che ci aspettiamo venga chiaramente espressa dai nostri alleati, in Italia come nella nostra Frascati, e se così sarà il nostro impegno non mancherà».

Questo è il commento a caldo del coordinatore politico comunale di Frascati di Sinistra Ecologia Libertà, Massimo Marciano, all’indomani delle elezioni primarie del centrosinistra, che a Frascati hanno portato a votare 1.364 elettori del centrosinistra.

«Nella nostra città - dice Marciano - Vendola ha raccolto il 18,74% dei consensi: un risultato che supera abbondantemente il dato nazionale, con una punta del 22,50% nel quartiere di Cocciano e un netto 20,22% nel centro urbano. A Frascati si conferma quindi che la sinistra è necessaria per assicurare il buon governo della città. Pensiamo, infatti, che la politica non possa essere quella che cerca le alchimie delle intese nelle sedi istituzionali pensando che questo le porti il consenso dei cittadini, ma debba essere l’esatto inverso: un governo della nostra città forte e autorevole, nel rispetto delle istanze e delle necessità manifestate dai cittadini, può sicuramente determinare anche nelle sedi istituzionali la forza e la coesione del centrosinistra».

Frascati, 26 novembre 2012

I risultati delle primarie a Frascati

Votanti: 1.364

Voti validi: 1.361

Schede nulle: 3

Bersani: 571 voti (41,95%)

Renzi: 474 voti (34,84%)

Vendola: 255 voti (18,47%)

Puppato: 38 voti (2,79%)

Tabacci: 23 voti (1,69%)

I risultati divisi per seggio elettorale

Seggio 1 (Frascati centro)

Votanti: 823

Voti validi: 821

Schede nulle: 2

Bersani: 344 voti (41,90%)

Renzi: 271 voti (33,01%)

Vendola: 166 voti (20,22%)

Puppato: 25 voti (3,04%)

Tabacci: 15 voti (1,83%)

Seggio 2 (Cocciano)

Votanti: 241

Voti validi: 240

Schede nulle: 1

Bersani: 105 voti (43,75%)

Renzi: 71 voti (29,58%)

Vendola: 54 voti (22,50%)

Puppato: 6 voti (2,50%)

Tabacci: 4 voti (1,67%)

Seggio 3 (Vermicino)

Votanti: 300

Voti validi: 300

Renzi: 132 voti (44,00%)

Bersani: 122 voti (40,67%)

Vendola: 35 voti (11,67%)

Puppato: 7 voti (2,33%)

Tabacci: 4 voti (1,33%)

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