«Gli aspiranti, così, sfuggono al confronto nel tavolo di coalizione. E hanno intrapreso la propria carriera politica nello schieramento avversario: la storia della nostra città merita una chiara espressione alla guida del centrosinistra»

Massimo Marciano

Il coordinatore politico comunale di Sinistra Ecologia Libertà di Frascati, Massimo Marciano, ha dichiarato:

«Con stupore e una certa dose di rammarico, in questi giorni continuo ad apprendere solo dalla stampa locale, che come sempre ringrazio per la sua preziosa e tempestiva opera di informazione, della presentazione di candidature alle primarie del centrosinistra per la successiva candidatura a Sindaco della nostra città. Questo accade mentre è ancora aperto il tavolo del centrosinistra, all’interno del quale evidentemente c’è scarsa volontà di confrontarsi da parte degli aspiranti candidati-Sindaco.

Infatti, fino all’ultima recente riunione nessuno, su mia precisa sollecitazione, ha chiaramente e inequivocabilmente dichiarato la propria volontà di candidarsi, senza porre condizioni ed accettando preventivamente le regole, che peraltro sono già state chiaramente fissate, nei loro punti cardine, nel 2009 con l’approvazione di un Codice etico per le candidature a Sindaco e Consigliere comunale e per la nomina degli Assessori.

Ritengo non giusto nei confronti delle persone che si stanno impegnando in un corretto e aperto dibattito nei gruppi di studio sulle regole e sul programma, che inizieranno i propri lavori nella prossima settimana, sfuggire al confronto all’interno del tavolo del centrosinistra ed ufficializzare la propria auto-candidatura solo “a mezzo stampa”. Non è questo il modo migliore per costruire quella politica partecipata e del confronto libero che è tra le richieste di rinnovamento che provengono dai cittadini.

Riconosco le qualità personali dei due candidati che si sono manifestati, Roberto Mastrosanti e Alessandro Spalletta, che stimo e rispetto entrambi. Ma dal punto di vista politico noto anche che ad aspirare a candidarsi a Sindaco a capo di una coalizione di centrosinistra sono, al momento, esclusivamente persone che hanno intrapreso la propria attività politica e si sono formate culturalmente e socialmente nello schieramento di centrodestra.

Sono lieto che la forza delle ragioni del centrosinistra e le capacità individuali e collettive che esso esprime da decenni nel governo di Frascati abbiano convinto personalità dello schieramento avverso, chi prima chi dopo, a cambiare idea. Ma ritengo che la storia e la tradizione politica di Frascati meritino un’adeguata espressione alla guida del centrosinistra.

È per questo che Sinistra Ecologia Libertà rinnova l’invito al Sindaco Stefano Di Tommaso, la cui storia politica e di impegno nel sociale è universalmente riconosciuta da tutti i cittadini di Frascati anche al di là degli schieramenti di partito, ad ufficializzare la sua partecipazione alle primarie del centrosinistra, per continuare il nostro lavoro comune. Per passione politica e sociale. Per Frascati».

Frascati, 17 gennaio 2014

Sinistra Ecologia Libertà con VendolaIl coordinamento politico di Frascati di Sinistra Ecologia Libertà esprime apprezzamento per il confronto serio, sincero e pacato, sia nei toni sia nei contenuti, che si è sviluppato ieri sera in occasione della seconda riunione del tavolo del centrosinistra in preparazione delle elezioni comunali della prossima primavera. La chiarezza delle posizioni espresse e la pacatezza dei toni sono un chiaro indicatore della serietà del confronto e dell’unità di intenti della coalizione, pur nella diversità di idee, che è essenziale in democrazia e sale del confronto libero.

E, con altrettanta chiarezza e pacatezza, Sinistra Ecologia Libertà ha ribadito ieri, come fatto in occasione della prima riunione, che avrebbe voluto che il dibattito si fosse articolato in gruppi di lavoro sui temi che sono a cuore dei cittadini e sui quali essi chiedono oggi alla politica un chiaro impegno: la partecipazione, il lavoro, la qualità della vita, l’inclusione sociale, la tutela del territorio, la difesa delle persone e dell’imprenditoria sana dall’aggressione della crisi economica e molti altri. Intorno al come affrontare questi temi nella nostra città, Sel avrebbe voluto che si formasse il perimetro della coalizione; non su questioni di persone e candidature, che nascono successivamente alla definizione delle intese programmatiche.

La parte maggioritaria del tavolo ha ritenuto prioritaria rispetto alla discussione sui temi, invece, la convocazione di elezioni primarie, per verificare il grado di consenso delle componenti di una coalizione che, per la nascita e l’ingresso di nuovi partiti e forze politiche, presenta un’identità più complessa rispetto a quella del centrosinistra che ha vinto le elezioni amministrative del 2009.

Sel prende atto di questa richiesta, legittima, di un passaggio preventivo per le elezioni primarie, e quindi aderisce alla proposta. Come prende atto che la richiesta di primarie è stata fatta, in maniera inconsueta, senza la contestuale presentazione di candidature e programmi alternativi a quelli rappresentati dal Sindaco uscente e dalla sua maggioranza politica.

Nella convinzione che la partecipazione al tavolo del centrosinistra debba comportare da parte di tutti il massimo dello sforzo di unitarietà e il rispetto delle decisioni democraticamente prese, Sel accoglie quindi la richiesta della maggioranza del tavolo stesso di procedere alle primarie, pur mantenendo le proprie perplessità sui tempi, sui modi e sull’opportunità di questa procedura, prima ancora di esprimere le opzioni che dovrebbero essere sottoposte agli elettori.

Allo stato attuale, le uniche due manifestazioni di volontà, espresse nelle scorse settimane solo attraverso comunicati stampa e non formalizzate al tavolo del centrosinistra, per la candidatura a Sindaco, sono una da parte del primo cittadino uscente, Stefano Di Tommaso, e l’altra da parte dall’assessore Roberto Mastrosanti. In questo contesto, Sinistra Ecologia Libertà valuta difficilmente sostenibile, per coerenza politica, una candidatura alternativa a quella del Sindaco uscente che venga da un amministratore attualmente ancora appartenente alla squadra del primo cittadino in carica.

Per questo, Sinistra Ecologia Libertà ha espresso ieri sera l’opinione che, qualora dovesse permanere o confermarsi questa configurazione, vada rinnovata, coerentemente con quanto fatto nei cinque anni di questa consigliatura, la fiducia al Sindaco Stefano Di Tommaso come candidato alla carica di primo cittadino alla guida della coalizione di centrosinistra.

Frascati, 9 gennaio 2014

Dichiarazione congiunta del coordinamento comunale di Frascati di Partito democratico, Sinistra Ecologia Libertà e Italia dei Valori

VignaDopo aver tentato inutilmente di smantellare la sanità pubblica con il progetto di chiusura del Pronto soccorso di Frascati, nettamente cancellato dalla giustizia amministrativa, la governatrice del Lazio Renata Polverini e la sua giunta di centrodestra tornano ad attaccare prepotentemente importanti presidi sul territorio dei Castelli Romani. Lo fanno annunciando la chiusura, a partire da lunedì prossimo, dello sportello agricolo di Frascati.

I segretari e coordinatori politici cittadini di Partito Democratico, Sinistra Ecologia Libertà e Italia dei Valori denunciano questo ennesimo attacco portato al nostro territorio da una giunta regionale che si dimostra ogni giorno di più incapace di difendere e valorizzare i servizi pubblici essenziali. In un territorio come quello di Frascati, noto in tutto il mondo per le sue produzioni agricole di qualità e spesso premiate nei saloni e nelle fiere nazionali e internazionali, la chiusura dello sportello agricolo è un colpo pesante sferrato contro i produttori e le piccole e medie aziende che danno lustro a Frascati e offrono opportunità di lavoro.

Pd, Sel e Idv di Frascati si schierano a fianco del Sindaco, Stefano Di Tommaso, che non appena appresa la notizia della chiusura dello sportello agricolo ha inviato una nota ufficiale di protesta alla Regione. Come è successo con il Pronto soccorso, anche in questa occasione metteremo in campo, con la collaborazione dei Gruppi consiliari dei nostri partiti nel Consiglio regionale del Lazio, tutte le iniziative possibili per difendere un presidio e un servizio importanti per il nostro territorio e i nostri concittadini.

Rivolgiamo un forte appello alla governatrice Polverini perché la Regione torni sulla sua decisione e auspichiamo che per la difesa dello sportello agricolo facciano sentire la loro voce anche le altre forze politiche di Frascati, al di là delle “opportunità” di schieramento, a difesa degli interessi di tanti cittadini e della comunità locale.

No alla chiusura del pronto soccorso di Frascati«Oggi è una giornata importante per i cittadini di Frascati e delle città del territorio tuscolano, ma anche per tutta la sanità pubblica. Con la sentenza depositata ieri, il Tribunale amministrativo regionale ha affermato con forza e senza dubbi la tutela del diritto alla salute sul nostro territorio. Il Tar ha infatti confermato che il pronto soccorso deve rimanere attivo nell’ospedale di Frascati e ha bocciato come immotivato, illogico e dispendioso economicamente il piano di riordino della sanità voluto dalla governatrice del Lazio e commissaria della sanità regionale, Renata Polverini».

Così Massimo Marciano, coordinatore politico comunale di Frascati di Sinistra Ecologia Libertà, commenta la sentenza con la quale il Tar del Lazio ha accolto il ricorso del Comune di Frascati contro la chiusura del pronto soccorso locale e ha, di conseguenza, annullato i relativi provvedimenti firmati dalla Polverini in merito alla riorganizzazione della rete ospedaliera regionale. Nelle motivazioni della sentenza, depositate ieri, si spiega che tali provvedimenti «non appaiono suffragati da idonea istruttoria e motivazione» e che la determinazione di chiudere il pronto soccorso di Frascati «risulta viziata da illogicità, proprio in riferimento ai vincoli derivanti dal Piano di rientro e finanziari» relativi alla sanità regionale.

«Quella rimediata dalla Polverini - continua Marciano - è una bocciatura senza precedenti ed esemplare. In sostanza il Tar evidenzia come la scelta di chiudere il pronto soccorso di Frascati, oltre a esporre al rischio la tutela della salute dei cittadini del territorio tuscolano, avrebbe portato anche allo sperpero di denaro pubblico: quello speso da poco per ristrutturare la sede frascatana e quello da spendere per creare dal nulla a Marino, come avrebbe voluto la Polverini, una nuova struttura, invece di potenziare quella esistente. E’ grave che il governo regionale del Lazio abbia tentato di fare sulla salute dei cittadini giochetti politici, solo per compiacere qualche Sindaco “amico”, che avrebbero portato allo spreco di denaro pubblico. Ed è ancora più grave in questo momento in cui, mentre si chiede ai cittadini di fare sacrifici, il centrodestra al governo della Regione Lazio “regala” i vitalizi agli assessori regionali esterni. La vittoria ottenuta al Tar, per la difesa della sanità pubblica e la tutela dei posti di lavoro del personale sanitario che con competenza opera al pronto soccorso di Frascati, è merito dell’impegno e della mobilitazione dei cittadini e dei Sindaci dei comuni tuscolani, delle forze politiche del centrosinistra di Frascati e, in particolare, del Sindaco Stefano Di Tommaso, che oltre a curare con l’Avvocatura comunale il ricorso al Tar, si è impegnato ed è stato presente in prima persona in tutte le sedi per difendere l’ospedale della nostra città».


Pieno sostegno alle decisioni dalla Giunta Di Tommaso

SanitàLe forze politiche del centrosinistra di Frascati prendono atto con soddisfazione della decisione del Pdl locale di aderire alle mobilitazioni già in atto da mesi - per iniziativa di partiti, cittadini e operatori sanitari - per la difesa dell’ospedale cittadino, contro gli scriteriati tagli alla sanità pubblica decisi dalla governatrice del Lazio, Renata Polverini.

L’ospedale di Frascati è un importante presidio territoriale per un bacino di utenza di 80 mila abitanti, il cui pronto soccorso opera ben 34 mila interventi l’anno e non può essere soppresso, come invece vorrebbe la Polverini. Manifestando finalmente a difesa dei lavoratori della sanità pubblica e dei cittadini, oggi i rappresentanti del Pdl dimostrano di voler finalmente mettere da parte la propaganda politica e di aderire alle iniziative di mobilitazione decise da mesi dal Consiglio comunale di Frascati.

Coerentemente con quella decisione, il Sindaco Stefano Di Tommaso, sostenuto dalle forze politiche e dai consiglieri comunali del centrosinistra, ha presentato un ricorso contro il piano della Polverini, che intenderebbe chiudere il pronto soccorso di Frascati, moderno e recentemente ristrutturato spendendo oltre un milione di euro di soli pubblici.

Il centrosinistra di Frascati chiede anche alla Polverini di dire parole certe sulle prospettive di rinnovo del contratto di lavoro dei tanti precari che assicurano il funzionamento della sanità pubblica e rendono efficiente l’ospedale di Frascati.

Il Pdl oggi ha finalmente rotto gli indugi e si unisce alla battaglia contro il piano Polverini. Le forze politiche del centrosinistra, che fin dal primo momento hanno portato la mobilitazione dei frascatani sotto le finestre degli uffici della governatrice del Lazio partecipando a una grande manifestazione di tutti i Sindaci del territorio, confidano che da oggi la battaglia per la difesa della sanità pubblica possa vedere uniti tutti i partiti al fianco dei cittadini, degli operatori sanitari e della Giunta Di Tommaso.

Alfredo Gulisano

La partecipazione alla lettura condivisa della Costituzione italiana, che si è svolta nel Centro anziani di via Matteotti, nell’ambito del programma di “Libertà, precarietà, irriverenza”, mostra e iniziative sulla lettura e letteratura per l’infanzia. È con questo gesto dall’alto valore simbolico - come omaggio alla Carta costituzionale nata dalla lotta di Liberazione, alle vecchie generazioni che hanno lottato per la democrazia e alle nuove che saranno chiamate a consolidarla sempre più - che Alfredo Gulisano, consigliere comunale di Frascati a Sinistra, lista unitaria della sinistra cittadina, ha iniziato il suo primo giorno di lavoro come delegato del Sindaco, Stefano Di Tommaso, per i Centri anziani.

Il prossimo impegno annunciato da Gulisano sarà l’incontro che intende organizzare con tutti i presidenti dei Centri anziani della città, per conoscere le problematiche che stanno loro a cuore e per avviare uno stretto rapporto di collaborazione. L’incarico che il primo cittadino ha conferito a Gulisano si inserisce nel quadro del riordino delle attribuzioni all’interno della squadra di governo cittadino, che ha visto rafforzare il ruolo della lista Frascati a Sinistra anche grazie ai nuovi incarichi ai quali sono stati chiamati dal Sindaco Damiano Morelli e Massimo Marciano.

Morelli è stato designato dal Sindaco Di Tommaso come Presidente della Società Tuscolana Servizi srl, la multiservizi partecipata al 94% dal Comune di Frascati che si occupa di fornire alcuni servizi essenziali anche ad altri Comuni dei Castelli Romani. Un incarico di vertice al quale Morelli giunge dopo aver concluso il suo precedente mandato di Assessore al bilancio portando all’attenzione della Giunta comunale il bilancio preventivo 2011.

Il documento finanziario, nonostante i pesanti tagli operati dal governo e dalla Regione Lazio ai trasferimenti di fondi ai Comuni, contiene sotto la media nazionale il peso economico del federalismo municipale per le famiglie, le persone a basso reddito e le piccole imprese a conduzione familiare, e comunque continua ad assicurare i livelli di eccellenza nei servizi sociali raggiunti da anni a Frascati. Per i risultati raggiunti nel lavoro svolto in amministrazione, che gli sono valsi l’importante incarico di Presidente della Sts, il Direttivo di Frascati a Sinistra ha espresso e gratitudine a Morelli e soddisfazione per le responsabilità di indirizzo politico, strategico e gestionale che va ad assumere alla multiservizi.

Il quadro dei nuovi incarichi conferiti da Di Tommaso ai rappresentanti della Sinistra frascatana si completa con Marciano, coordinatore cittadino di Sinistra Ecologia Libertà, che collaborerà con il Sindaco nel coordinamento della maggioranza politica e, d’intesa con la Giunta, nell’organizzazione dei lavori per l’attuazione del programma di governo, oltre a contribuire alla definizione dei programmi per l’Educazione degli adulti e la formazione. Collaborerà anche nella organizzazione degli strumenti di partecipazione, con particolare riguardo alla costituzione delle consulte di settore previste dallo Statuto comunale.

Una Sinistra, insomma, che esce dalla ridefinizione degli assetti voluta dal Sindaco rafforzata nel governo delle città di Frascati.

 


Nota del Sindaco Stefano Di Tommaso a seguito dell’inaugurazione dei lavori del “San Giuseppe” di Marino

pronto_soccorso11.jpgSono stupito delle dichiarazioni pronunciate ieri, mercoledì 30 marzo, dalla Presidente della Giunta Regionale Renata Polverini, in occasione dell’inaugurazione del cantiere per i lavori di ristrutturazione del Pronto Soccorso dell’Ospedale San Giuseppe di Marino. Quelle della Governatrice sono affermazioni che dimostrano e confermano la non piena conoscenza della reale situazione della sanità ai Castelli Romani e l’importante ruolo strategico (anche per la presenza di una vasta area di ricerca con circa 3.000 scienziati - Cnr, Infn, Enea, Esa Esrin -, della Banca d’Italia con 1.600 addetti, della consolare Tuscolana e della vicina autostrada Roma-Napoli) che il San Sebastiano di Frascati riveste per un comprensorio che, oltre ai sette comuni tuscolani (80.000 abitanti) con il suo Pronto Soccorso è una struttura di riferimento anche per i municipi di Roma Sud VII – VIII e X (10.000 accessi sui 34.000 complessivi) che andrebbero automaticamente a ricadere sul D.E.A. di “Tor Vergata” già al collasso.

Credo che la Presidente Polverini sia anche mal consigliata da qualcuno quando afferma – come riportato oggi dal quotidiano Il Messaggero, che “La riorganizzazione decisa per gli ospedali dei Castelli non prevede il mantenimento del Pronto Soccorso a Frascati e la scelta del trasferimento a Marino è motivata dal fatto che la struttura è più baricentrica e più grande e funzionale”. Baricentrica rispetto a cosa? Ci si dimentica che vicino ci sono gli ospedali di Albano e Genzano. Grande? Neanche per sogno, perché ha capacità ricettive minori.

Perché non ha chiesto informazioni al senatore Domenico Gramazio, che in passato è stato artefice, insieme all’ex consigliere regionale Tommaso Luzzi, di ripetute “difese” del San Sebastiano per timore di un possibile ridimensionamento? Forse, i due autorevoli esponenti politici sono caduti sulla Via di Damasco come Paolo di Tarso e, paradossalmente, dopo una serie di importanti interventi di riqualificazione, ritengono oggi che il San Sebastiano sia una struttura non più funzionale? Mi chiedo: la difesa di un ospedale e del suo ruolo dipende dal rispetto del diritto alla salute dei cittadini o da qualcos’altro?

Nulla osta a che la Città di Marino possa avere un presidio di Pronto Soccorso - lo ribadisco ancora una volta - ma non si possono accettare motivazioni come quelle espresse dalla Presidente e, in aggiunta quelle del Direttore Sanitario Michele Di Paolo, che sullo stesso quotidiano ha precisato che “Il nosocomio di Marino è a norma, a differenza di altre strutture e nel pronto soccorso si prevedono 40 mila accessi annui”. Anche questa è un’affermazione che non trova fondamento! Infatti, a me risulterebbe che la Direzione Aziendale della Asl Roma H, con parere del Direttore Sanitario del Polo Ospedaliero Frascati-Marino, e cioè dello stesso Dott. Di Paolo, abbia inviato alla Regione Lazio una nota nella quale si dice che il Pronto Soccorso di Marino non può assorbire l’intero fabbisogno delle prestazioni in urgenza del bacino di utenza del Polo H1. Mi chiedo allora: ma c’è una logica, una razionalità, in tutta questa “pseudoriorganizzazione”?

E, oltretutto, come si fa a parlare – come sottolineato dal Sindaco di Marino Adriano Palozzi - della “esigenza di una progettazione che prevedesse ben 18 posti letto a fronte dei due del precedente”? Il Pronto Soccorso non ha posti letto per legge! Al massimo, dati gli spazi, si potranno prevedere 4 o 6 posti nella cosiddetta “breve osservazione”.

Perché la Polverini non ha voluto mai dar vita ad un produttivo confronto con le realtà amministrative del territorio? Mi preme sottolineare che, ancora oggi, le tre lettere a firma dei Sindaci - bipartisan - del territorio, inviate alla Presidente, che hanno rivendicato con cognizioni e motivazioni tecniche il mantenimento del ruolo del San Sebastiano, non hanno trovato ancora risposta, né siamo stati convocati, tanto che come Comune di Frascati abbiamo promosso un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica avverso il Decreto n. 80 del 30 settembre 2010 con il quale è stata prevista la chiusura del Pronto Soccorso dell’Ospedale “San Sebastiano” di Frascati e il trasferimento dei reparti ad esso strettamente collegati a Marino.

Tutto ciò è stato deciso con provvedimenti a dir poco “contraddittori”: basti pensare che, il giorno 29 settembre 2010 con il decreto n. 73 veniva approvata la Rete dell’emergenza nella Regione Lazio. Sempre lo stesso giorno con Decreto n. 74 veniva approvata la Rete dell’assistenza cardiologica e cardiochirurgica. Anche in tale rete l’Ospedale San Sebastiano risulta essere SPOKE di I livello (Struttura sede di P.S.), e - colpo di scena - a solo 24 ore di distanza il Commissario ad Acta Polverini, con Decreto n. 80 del 30 settembre 2010, disponeva, senza motivazione alcuna ed in contrasto con quanto approvato fino al giorno prima, la chiusura del P.S. dell’Ospedale San Sebastiano Martire di Frascati aggiungendo semplicemente una nota nella scheda dell’Ospedale San Sebastiano riportata nell’allegato D del Decreto n. 80, entro il 31 dicembre 2011. Guarda caso dopo le elezioni comunali di maggio!

La scelta di chiudere il P.S. dell’Ospedale di Frascati si scontra con i risultati dello studio approfondito effettuato da Laziosanità ASP – nel cui Consiglio di Amministrazione siede il senatore Gramazio - per la razionalizzazione e l’ottimizzazione della rete dell’emergenza sanitaria presente sul territorio regionale e posto a base della Rete dell’Emergenza di cui al Decreto n. 73/2010. Nella suddetta riorganizzazione l’Ospedale San Sebastiano Martire di Frascati risulta far parte della Rete di emergenza e fornito di Pronto Soccorso (Cfr. pag. 31 Decreto n. 73/2010) mentre l’Ospedale di Marino non risulta far parte della suddetta rete.

Il Pronto Soccorso dell’Ospedale di Frascati ha sempre offerto una risposta sanitaria adeguata, con efficienza e professionalità, come risulta dallo studio effettuato dalla Laziosanità ASP e posto a base della riorganizzazione della Rete di Emergenza approvata con Decreto 73/2010.

E ancora. Lo Studio di fattibilità relativo al trasferimento del Pronto Soccorso dall’Ospedale di Frascati all’Ospedale di Marino evidenzia la richiesta dell’Azienda Usl Roma H alla Regione Lazio di un finanziamento straordinario che ammonta a circa 600.000,00 Euro per le attività a breve termine e circa 3.000.000,00 Euro per le attività a medio termine. La richiesta del suddetto finanziamento conferma le perplessità manifestate anche dagli altri Sindaci dei Comuni del Distretto RM H1 (Colonna, Grottaferrata, Monte Compatri, Monte Porzio Catone, Rocca di Papa e Rocca Priora), il parere contrario del Consiglio Comunale di Frascati, espresso con voto unanime da tutte le forze politiche - e quindi anche dal centrodestra - nella seduta dello scorso 11 ottobre, a cui i suddetti sindaci hanno partecipato. Affrontare un impegno economico così elevato, dopo aver speso oltre 1.000.000,00 Euro per i recenti interventi di ristrutturazione del Pronto Soccorso di Frascati, inaugurato poco più di un anno fa, compresi i cablaggi, le opere accessorie e la piazzola per le ambulanze, appare un vero e proprio controsenso.

Profonde perplessità destano a tale proposito le affermazioni riportate dal quotidiano Cinque giorni, dove la Polverini afferma che “Purtroppo per gli abitanti di Frascati è stato speso oltre un milione di Euro per ristrutturazioni in un ospedale che già non aveva più la qualifica di ospedale”. Voglio sottolineare che mai nessuna presa di posizione in tal senso è stata assunta da parte dell’Azienda Sanitaria Locale RM H né dalla Regione Lazio in questo anno di governo.

Occorre poi ricordare che negli ultimi 6 anni presso il San Sebastiano sono stati realizzati i seguenti interventi: Parcheggio via Fermi; Reparto di Chirurgia (I Pad); restauro Ortopedia (I Pad.); Camere operatorie (Quadro elettrico e Cabina di trasformazione); U.T.I.C.: attrezzature (II Pad.); Laboratorio di analisi di urgenza (I Pad.); Centro trasfusionale (II Pad.); Posta pneumatica per referti biologici; Manutenzione ordinaria a tutti i Padiglioni (tinteggiature, ammodernamento bagni, scale, ecc.); Cucina (I Pad.); Cabina elettrica e nuovo quadro 220V; SPDC: vetri, uscite emergenza, tinteggiature (III Pad.); Urologia: ristrutturazione Reparto e manutenzione Ordinaria (V Pad.); Direzione Sanitaria: manutenzione Ordinaria, cunicoli al P.C. (IV Pad.); Pronto soccorso (I Pad.); Centro informazione e accoglienza. E inoltre, è stata realizzata una piazzola per la sosta delle ambulanze, inaugurata dalla stessa Presidente Polverini insieme ad autorevoli esponenti del PDL locale il 24 settembre 2010 e quindi 6 giorni prima del Decreto n. 80…!!!!!!.

Vorrei poi ricordare che durante la Presidenza Storace della Regione Lazio (2000-2005) non sono stati utilizzati ben 4 milioni e 906 mila euro (ex Art. 20) dai tre Direttori Generali della Asl Roma H da lui nominati e, ironia della sorte, sono stati definanziati dallo stesso Storace, diventato Ministro della Salute.

Per la cronaca si sottolinea che dal 29 gennaio 2001 al 1 gennaio 2004 direttore aziendale sanitario della ASL RM H è stato l’attuale Direttore Sanitario dell’Ospedale di Frascati.

>Confermo la convinzione che un adeguato livello di assistenza nell’area dei Castelli Romani possa essere conseguito solo attraverso una valorizzazione di tutte le strutture esistenti, ovviamente con le articolazioni di funzioni che un’avveduta programmazione sanitaria deve necessariamente prevedere e ribadisco che continuerò a battermi con forza in ogni istanza per impedire il trasferimento del Pronto Soccorso da Frascati e il depotenziamento del San Sebastiano, insieme ai miei colleghi sindaci del Distretto H1 e ai cittadini del territorio tuscolano.

 

Fonte: comunicato dell’ufficio stampa del Comune di Frascati

Palazzo MarconiL’assessore al Bilancio Damiano Morelli, nella seduta del 25 marzo, ha presentato ed illustrato alla Giunta Comunale la proposta di bilancio di previsione del 2011 ed i provvedimenti collegati relativi al piano di cessione e valorizzazione dei beni, al costo dei servizi ed alla determinazione di tariffe e tributi.

“La predisposizione del bilancio 2011 – ha dichiarato l’assessore Morelli – ha richiesto tempi più ampi rispetto all’ordinario per la necessità di renderlo coerente con le norme intervenute negli ultimi mesi, il decreto 78 del 2010, la finanziaria 2011, il decreto “mille proroghe” ed il Decreto Legislativo sul Federalismo Municipale la cui pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale è avvenuta solo due giorni fa. Il lavoro è stato oltre che lungo anche complesso a seguito della riduzione dei trasferimenti dello Stato e del venir meno di entrate di carattere non ricorrente: la spesa complessiva di parte corrente risulta ridotta rispetto al 2010 di circa 1.300.000 euro (meno 5%) ed i tagli sono stati effettuati prevalentemente sulle spese di funzionamento o su attività di carattere complementare od occasionale, tutelando così la spesa sociale ed i servizi fondamentali rivolti al cittadino”.

Il Sindaco, Stefano Di Tommaso, a conclusione dei lavori della Giunta, ha espresso il proprio apprezzamento per “il non facile lavoro svolto dall’assessore Morelli che, nonostante le complessità delle norme e gli effetti della crisi sui bilanci degli Enti Locali, è riuscito a produrre un documento equilibrato che garantisce continuità nei servizi e conferma l’attenzione verso i più deboli”.

Ora la proposta di bilancio dovrà essere approvata dalla Giunta, dopo il 7 aprile (data di entrata in vigore del decreto sul Federalismo), per poi passare all’esame del Consiglio Comunale che dovrà approvarlo entro il 30 giugno, termine ultimo fissato dal Ministero dell’Interno.

Fonte: comunicato stampa dell’Ufficio del portavoce del Comune di Frascati

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