Un gazebo di Pd e Sel a Frascati

Il Partito Democratico e Sinistra Ecologia Libertà di Frascati denunciano la campagna di autentica discriminazione razziale promossa dal Pdl locale in relazione al conferimento da parte del Comune di una borsa lavoro ad una nostra concittadina e madre di famiglia, residente dal 1985 a Frascati, solo perché si tratta di una donna di origine Rom.

Oggi gli esponenti del Pdl hanno anche distribuito nella città un volantino che rischia di infiammare una polemica a sfondo razziale.

Il volantino del Pdl

Il Pd e Sel sostengono con convinzione lo sforzo di inclusione sociale perseguito dall’amministrazione comunale di concerto con le tante realtà cittadine impegnate nel campo della solidarietà. 
Siamo certi che questa irresponsabile semina di odio e divisione, finalizzata al rastrellamento di qualche sporadico consenso elettorale, non troverà terreno fertile nel tessuto sociale della nostra città, luogo accogliente e solidale  per storia e tradizione.

Così come accolta con solidarietà e apprezzamento per il suo impegno lavorativo è stata la nostra concittadina da parte degli ospiti del Centro anziani dove si occupa, per le poche ore e per l’esiguo compenso consentiti dalla borsa lavoro, della pulizia dei locali.

Provinciali 2013, è già caccia ai candidati

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ilmamilio.it

Simbolo Sel con VendolaDa Carlo Loccarini, già consigliere provinciale di Roma, riceviamo e pubblichiamo:

Questa è una lettera a Vendola con nostre riflessioni su SEL e sulla sinistra, parliamone. Saluti a Massimo Marciano

Caro Nichi,

crediamo tanto nella necessità e nell’urgenza di un nuovo partito della sinistra da averne già aperto una sezione, ancorchè virtuale. Una sezione, Nichi, perché vogliamo un partito, un partito nuovo che sappia risvegliare interesse, ricreare passioni e speranze dove esistono passività e disillusione, che sappia riannodare le fila di una sinistra divisa e stanca, delusa da una politica che genera indifferenza, che ha spento qualsiasi voglia di partecipare e di fare.Un partito germoglio di una sinistra nuova, forte negli ideali e nella visione della realtà, vicina ai luoghi del disagio e della sofferenza, che studi, ricerchi, programmi, discuta, convinca, lotti.

Un partito laboratorio cioè o, se vuoi, con tante fabbriche, qui a Roma e nel resto del Paese, che torni a farci sognare.

Avrai seguito il dibattito che si è sviluppato in rete (in una miriade di siti, vorrà pur dire qualcosa) in questi anni. Un dibattito ampio, serio, impegnato tra compagni, giovani, semplici cittadini, tutti animati dalla stessa voglia di un nuovo protagonismo politico.Un esempio di comunità attiva, fattiva, partecipativa come vorremmo che fosse tutta la società che, invece, lo strapotere dei media ha nettamente marcato, segnando un’egemonia culturale che, incontrastata, è diventata, giorno dopo giorno, modello di vita e riferimento comportamentale di massa. Una società chiusa in un recinto sempre più ristretto di spazi democratici e sempre più caratterizzato da forti tensioni sociali. Bisogna, in fretta, riconquistare consenso, egemonia ricompattando pezzi di società oggi frantumati. Bisogna ridare al Paese un’ossatura, ricostruirne la spina dorsale, farlo uscire dalla pericolosa mediocrità del quotidiano, ridargli speranze e futuro, prima che sia troppo tardi.

Così non è più da tanto tempo. E non lo è per la mutazione genetica del PD e per i contrasti, le resistenze, i particolarismi di una sinistra racchiusa nelle proprie intangibili certezze, nel proprio vocabolario di parole, nei propri simboli che poco dicono, ormai, alla stragrande maggioranza del popolo italiano. Non si tratta, quindi, di resuscitare il vecchio, ma di costruire qualcosa di nuovo e, possibilmente, di altrettanto importante. Questo dicevamo in tanti, convinti che davvero “i processi di cambiamento si costruiscono dal basso”.

Caro Nichi, se siamo qui a scriverti è per esternare a te, che incarni la nostra stessa voglia di cambiamento e di rinnovamento, problemi e difficoltà che rischiano di riportarci di colpo con i piedi per terra, ponendoci di fronte ad una situazione che avremmo voluto profondamente diversa.

Invece di sentirci il motore della rinascita della sinistra e del Paese, riaffiorano, in molti di noi, delusione ed amarezza che spengono entusiasmi e voglia di fare.

Le discussioni atroci e laceranti riguardo le candidature per le elezioni regionali, almeno nel Lazio, riportano in luce tempi e modi inaccettabilmente vecchi.

Assistiamo al trionfo dell’autoreferenzialità, delle lotte di potere tra le tante anime di SEL, che anziché liberarsi e contaminarsi in una comunità nuova, le cui tracce sono appena visibili nei territori, si rinchiudono ancora nelle trincee delle componenti fondatrici.

Siamo soffocati da uno spaventoso deficit di democrazia che esclude (quasi) tutti da ogni possibilità di intervento su metodi, criteri e scelta di persone per rappresentare degnamente nella regione il nostro impegno, la nostra diversità, la società alla quale vogliamo parlare. Stando così le cose non si esce dall’angolo, non ci si libera di una condizione minoritaria che non ci appartiene, per storia e volontà.

Tutto questo evidenzia ancora l’esistenza di gruppi dirigenti, privi di coraggio politico, che poco hanno contribuito a costruire il nuovo, diffondendo invece un senso di inadeguatezza e lontananza dai fermenti e dalle passioni di tanti.

Basterà il congresso per correggere una rotta abbondantemente smarrita e per rimettere in moto il processo di riaggregazione e ricostruzione di tutta la sinistra?

E’ la penultima speranza che ci è rimasta. L’ultima sei tu, Nichi.

Un forte abbraccio.

www.sezionelasinistra.net

info@sezionelasinistra.net

Massimo Marciano: “E’ l’ora di mettere in rete le nostre esperienze unitarie”

Carissimo Carlo,

è un vero piacere che questa riflessione venga da un compagno dalla lunga e appassionata militanza come te, oltre che dalla profonda esperienza di amministratore e dalla conseguente capacità di entrare in sintonia con le esigenze delle persone. Penso che tutti noi che ci ritroviamo nelle riflessioni che ci hai trasmesso condividiamo proprio questa esigenza, spesso espressa con molta efficacia proprio da Nichi e da lui messa in pratica nel governo della Puglia: ricostruire un vocabolario della politica fatto di azioni e di pensieri rivolti al presente, spesso difficile, talvolta drammatico, delle persone che incontriamo ogni giorno. Una politica fatta non di formule e candidature, ma di partecipazione, condivisione, azioni concrete.

Un senso della politica che dovremmo in fretta recuperare nel Lazio, come dovremmo recuperare in fretta il senso della condivisione, nella consapevolezza che le vecchie appartenenze sono un vestito stretto e logoro da consegnare alla storia e alla memoria.

Grazie per l’impegno che tu e i compagni della “Sezione La Sinistra” state facendo. Sappiamo che siamo in tanti a condividere questo percorso e Sinistra Ecologia Libertà ha un senso proprio perché nella sua nascita una parte preponderante l’ha avuta la forte spinta che ognuno di noi ha esercitato sui gruppi dirigente delle rispettive vecchie case di appartenenza. Continuiamo così e facciamo tesoro dell’esperienza di Nichi: mettiamoci in rete e iniziamo a scrivere quel nuovo vocabolario della politica di cui abbiamo un urgente bisogno.

Un caro saluto e a presto.

Massimo Marciano

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