Un gazebo di Pd e Sel a Frascati

Il Partito Democratico e Sinistra Ecologia Libertà di Frascati denunciano la campagna di autentica discriminazione razziale promossa dal Pdl locale in relazione al conferimento da parte del Comune di una borsa lavoro ad una nostra concittadina e madre di famiglia, residente dal 1985 a Frascati, solo perché si tratta di una donna di origine Rom.

Oggi gli esponenti del Pdl hanno anche distribuito nella città un volantino che rischia di infiammare una polemica a sfondo razziale.

Il volantino del Pdl

Il Pd e Sel sostengono con convinzione lo sforzo di inclusione sociale perseguito dall’amministrazione comunale di concerto con le tante realtà cittadine impegnate nel campo della solidarietà. 
Siamo certi che questa irresponsabile semina di odio e divisione, finalizzata al rastrellamento di qualche sporadico consenso elettorale, non troverà terreno fertile nel tessuto sociale della nostra città, luogo accogliente e solidale  per storia e tradizione.

Così come accolta con solidarietà e apprezzamento per il suo impegno lavorativo è stata la nostra concittadina da parte degli ospiti del Centro anziani dove si occupa, per le poche ore e per l’esiguo compenso consentiti dalla borsa lavoro, della pulizia dei locali.

Provinciali 2013, è già caccia ai candidati

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Pieno sostegno alle decisioni dalla Giunta Di Tommaso

SanitàLe forze politiche del centrosinistra di Frascati prendono atto con soddisfazione della decisione del Pdl locale di aderire alle mobilitazioni già in atto da mesi - per iniziativa di partiti, cittadini e operatori sanitari - per la difesa dell’ospedale cittadino, contro gli scriteriati tagli alla sanità pubblica decisi dalla governatrice del Lazio, Renata Polverini.

L’ospedale di Frascati è un importante presidio territoriale per un bacino di utenza di 80 mila abitanti, il cui pronto soccorso opera ben 34 mila interventi l’anno e non può essere soppresso, come invece vorrebbe la Polverini. Manifestando finalmente a difesa dei lavoratori della sanità pubblica e dei cittadini, oggi i rappresentanti del Pdl dimostrano di voler finalmente mettere da parte la propaganda politica e di aderire alle iniziative di mobilitazione decise da mesi dal Consiglio comunale di Frascati.

Coerentemente con quella decisione, il Sindaco Stefano Di Tommaso, sostenuto dalle forze politiche e dai consiglieri comunali del centrosinistra, ha presentato un ricorso contro il piano della Polverini, che intenderebbe chiudere il pronto soccorso di Frascati, moderno e recentemente ristrutturato spendendo oltre un milione di euro di soli pubblici.

Il centrosinistra di Frascati chiede anche alla Polverini di dire parole certe sulle prospettive di rinnovo del contratto di lavoro dei tanti precari che assicurano il funzionamento della sanità pubblica e rendono efficiente l’ospedale di Frascati.

Il Pdl oggi ha finalmente rotto gli indugi e si unisce alla battaglia contro il piano Polverini. Le forze politiche del centrosinistra, che fin dal primo momento hanno portato la mobilitazione dei frascatani sotto le finestre degli uffici della governatrice del Lazio partecipando a una grande manifestazione di tutti i Sindaci del territorio, confidano che da oggi la battaglia per la difesa della sanità pubblica possa vedere uniti tutti i partiti al fianco dei cittadini, degli operatori sanitari e della Giunta Di Tommaso.

solo bugie e calunnie e nessuna idea seria

Come dimostrano le recenti elezioni amministrative, il partito del Popolo delle libertà e i suoi alleati di centrodestra perdono il consenso dei cittadini, ma continuano nella loro politica aggressiva e piena di bugie.

Anche a Frascati - come sta facendo a Milano e a Napoli - il Pdl ha avviato una campagna di calunnie, accusando l’amministrazione municipale di centrosinistra addirittura di voler favorire le occupazioni abusive di case di proprietà comunale.

Il Pdl dice bugie ai frascatani perché, al contrario di quello che scrive sui suoi manifesti (affissi abusivamente), sa benissimo che:

1) La Giunta Di Tommaso ha spiegato in Consiglio comunale che sono stati tempestivamente avviati tutti gli atti previsti dalla legge per allontanare da un appartamento chi lo occupa abusivamente;

2) La legge concede all’occupante abusivo il tempo necessario per lasciare l’alloggio, tempo che l’amministrazione comunale è tenuta a rispettare;

3) La Giunta Di Tommaso ha più volte fornito chiarimenti ai consiglieri comunali del Pdl circa la necessità di rispettare i tempi previsti dalla legge prima di poter avviare le procedure di sgombero dell’alloggio, qualora continui ad essere occupato;

4) Gli uffici comunali, che seguono attentamente la vicenda, devono anche rispondere alle continue, petulanti e pretestuose richieste dei consiglieri comunali del Pdl, che finiscono per rallentare l’ordinato svolgimento delle attività.

La Giunta Di Tommaso e le forze politiche del centrosinistra dicono no alle calunnie che il Pdl usa a Frascati con lo stesso stile della campagna elettorale a Milano e a Napoli.

Siamo per la legalità e la chiarezza e continueremo a lavorare con l’impegno di sempre per la nostra città.

Dopo quasi due anni dalle elezioni comunali, siamo ad un punto di svolta nelle strategie delle varie forze politiche di opposizione a Frascati? Sembrerebbe di sì, almeno a giudicare da quanto dimostrato nella seduta di ieri del consiglio comunale. L’atteggiamento tattico non unitario tenuto ieri dalle varie rappresentanze delle minoranze sembrerebbe far intendere che sia al tramonto la “dottrina Conte”, fino a ieri dominante.

La “dottrina” dell’ex candidato sindaco, ora capogruppo, del Pdl Vincenzo Conte prevede la netta contrapposizione di principio su ogni fronte e una strategia mirata all’innalzamento della temperatura dello scontro politico, in stile opposte tifoserie ultrà, per “buttarla in caciara” su ogni questione e su ogni fronte, dal consiglio comunale ai blog su Internet, con lo scopo di impedire alla maggioranza di centrosinistra di articolare qualunque ragionamento sui contenuti. E ovviamente rendere impossibile, di conseguenza, intese istituzionali sulle questioni più importanti per la città, sulle quali intese bipartisan sarebbero sempre auspicabili.

Conte, fin dal giorno successivo alla proclamazione dei risultati elettorali che lo davano perdente al primo turno - con un distacco pesantissimo del 28% rispetto al sindaco del centrosinistra Stefano Di Tommaso, e per di più nello stesso giorno in cui il suo partito ha ottenuto ben il 15% in più alle elezioni europee rispetto alle comunali - ha delineato la sua “dottrina”, promuovendo un avventato ricorso al Tribunale amministrativo regionale contro i risultati elettorali. Il ricorso, tanto strombazzato dal candidato del Pdl con addirittura accuse di pesanti scorrettezze nello spoglio dei voti, ha fatto una fine ben misera: il Tar ha infatti confermato senza problemi la netta vittoria di Di Tommaso e del centrosinistra.

Se un effetto la “dottrina Conte” ha ottenuto nel centrosinistra, è stato l’esatto opposto di quello che voleva ottenere. La maggioranza consiliare e il centrosinistra, infatti, si sono compattati sempre più, ogni volta che si sono trovati di fronte agli attacchi del Pdl. Attacchi che hanno toccato livelli di squallore verbale e di velata “minaccia” mai visti prima nella storia della nostra città. Fino ad arrivare alla denigrazione personale nei confronti di singoli esponenti del centrosinistra e agli annunci di querele ai danni dei giornali che “osavano” solamente esprimere opinioni contrarie a quelle della dirigenza del Pdl locale.

Che la “dottrina Conte” stia rischiando di portare l’intera opposizione in un vicolo cieco devono essersene accorti gli alleati del Pdl e anche una parte del partito. Lo si è percepito chiaramente nel corso della discussione di ieri in consiglio comunale. A seguire Conte nel “muro contro muro” sono stati, stavolta, solo il suo compagno di partito Mirko Fiasco e il consigliere Giuseppe Privitera, eletto nella lista civica che appoggiava il candidato sindaco Sandro D’Orazio e recentemente approdato nel Pdl, pur non cambiano gruppo consiliare di appartenenza, a quanto pare.

La svolta nella strategia delle opposizioni è avvenuta proprio nel momento in cui la maggioranza di centrosinistra - consapevole della responsabilità, che è in capo a chi governa, di dover rappresentare tutta la città e non solo la propria parte politica - ha tentato un’apertura verso le proposte avanzate dal consigliere Alessandro Adotti, altro ex candidato sindaco per la lista “Progetto Frascati”, in materia di ricognizione delle procedure di gestione del patrimonio comunale. Apertura poi non concretizzatasi in virtù del “veto” opposto in aula dal capogruppo del Pdl.

Il veto di Conte non pare, da quello che si è sentito nella seduta di ieri sera, essere stato accolto con favore dallo stesso Adotti, che ha visto vanificati i suoi sforzi per uscire dalla discussione con un risultato concreto per le minoranze. Ma la conduzione politica avventata e sprezzante di Conte qualche evidente “mal di pancia” lo ha procurato anche all’interno del suo partito: i consiglieri Mario Gori e Simone Carboni non paiono più nascondere l’insoddisfazione per vedere vanificato il lavoro politico che fanno per colpa di un leader che sembra prediligere i toni da campagna elettorale permanente a un confronto serio sui contenuti, nel rispetto della correttezza istituzionale, per far passare anche quelle proposte delle minoranze che la stessa maggioranza di centrosinistra sarebbe disposta ad approvare. Sulla stessa lunghezza d’onda appare spesso anche il consigliere Sandro D’Orazio, il quale, anche nei momenti di maggiore contrapposizione, non manca di argomentare le sue tesi e di proporre alternative percorribili.

La “dottrina Conte” si avvia, quindi, ad essere solo un atteggiamento tattico della minoranza delle minoranze? Forse. L’unico dato certo è che da oggi non dovremo più parlare di opposizione ma di opposizioni. Al plurale.

Massimo Marcianodi Massimo Marciano

Fortunatamente la politica offre talvolta spunti ironici, anche quasi comici, altrimenti diventerebbe spesso molto pesante per il cittadino comune, oggi, seguire ogni (talvolta sgrammaticata) dichiarazione di personaggi che a volte rappresentano solo se stessi. Specialmente se questo accade nelle piccole realtà come quelle cittadine, dove le polemiche sono troppo spesso di un livello estremamente basso.

E’ quello che deve aver pensato più di un cittadino di Frascati, dopo un anno e mezzo di costante martellamento da parte di alcuni “rampanti” esponenti del centrodestra locale. Fin dal giorno dopo le elezioni vinte al primo turno dal sindaco Stefano Di Tommaso e dal centrodestra, questi personaggi hanno riempito le piazze, i muri, i siti Internet e le caselle e-mail di “proclami” con i quali si annunciava l’imminente caduta della neonata giunta comunale.

Ricordate il tanto sbandierato ricorso al Tar (il Tribunale amministrativo regionale) contro l’esito del voto? E sapete che fine ha fatto? Il Tar ha bocciato il ricorso!

Ricordate le tante “imboscate” paventate contro il sindaco in consiglio comunale da parte della sua stessa maggioranza? E sapete cosa è successo? A cadere sono stati, invece, sia il capogruppo in consiglio comunale del Pdl, sfiduciato dai suoi, sia il circolo cittadino, commissariato dal partito, che a Frascati non ha un coordinatore politico.

E infine, ricordate nei giorni scorsi quante volte sempre quei personaggi hanno dato per certo che la giunta Di Tommaso sarebbe caduta e si sarebbe andati di nuovo alle elezioni? E sapete cosa è successo? Che a cadere è stata invece a Roma la giunta di destra del sindaco di “Parentopoli”, Gianni Alemanno!

Ci sarebbe quasi da sorridere per l’ironia della sorte, no? E magari augurarsi che i “rampanti” esponenti del centrodestra di Frascati continuino a pronosticare la fine della giunta Di Tommaso: magari così facendo, dopo Alemanno, portano “sfiga” pure alla Polverini, che presiede una giunta regionale ancora “zoppa”, e forse pure al Capo supremo, dato che continua sempre più a sentirsi odore di elezioni politiche anticipate nell’aria…

Allora, cosa c’è di vero a Frascati, invece dell’aria fritta che propina ogni giorno il centrodestra “ufficiale”? C’è che sui carboni ardenti, invece, ci sono proprio loro, i “rampanti” esponenti del centrodestra frascatano, che rischiano di collezionare un clamoroso fiasco su un fronte che è stato loro fino ad ora caro: quello dei giovani.

Sono i giovani di centrodestra, infatti, i primi ad essersi resi conto - attraverso un documento che riporto di seguito a questo mio intervento - di una cosa importante: non si fa politica seria con le piccole polemiche, talvolta anche duramente e antipaticamente personali, e cercando solo la propria visibilità pubblica. Si fa politica studiando duramente cosa vuol dire amministrare una città complessa come Frascati, con l’altrettanto complesso panorama di leggi che “imbrigliano” spesso l’azione amministrativa: una matassa che va sbrogliata con la leale partecipazione di tutti, pur da fronti opposti.

Ed è per questo che riconosco onestamente ai giovani autori di quel documento, pur non condividendo la loro collocazione politica a destra, una chiarezza di idee e di volontà che fa ben sperare nel futuro: un futuro di nuove generazioni per il dialogo, il confronto serio e costruttivo per il bene della nostra Frascati.

Questo è il testo del documento dei giovani di centrodestra di Frascati:

Il Coordinamento Giovane Italia di Frascati rivolge un invito al Gruppo Consigliare PDL: aprire un serio e costruttivo dibattito con tutte le realtà del centrodestra frascatano al fine di raggiungere una quadra sul Coordinatore.

Motivo di questa richiesta risiede nell’incapacità finora di presentare una persona che risponda ai requisiti delle diverse realtà attualmente costituenti il PDL Frascati.

Nel rispetto delle diverse componenti costituenti, nel rispetto del principio di auto-referenza degli eletti, non si può non tenere conto del tempo passato a suon di comunicati stampa, di continui botta e risposta tra Carboni, Fiasco, Gori e Conte. Senza giungere ad una proposta concreta, soprattutto condivisa.

Se l’obiettivo principale rimane quello di costituire una sana realtà alternativa all’attuale amministrazione allora bisognerebbe trovare il coraggio di individuare una soluzione al di fuori del recinto finora utilizzato. Anche tra le file dei non eletti.

Ma sottolineiamo la natura di questa richiesta, un’esigenza che nasce dalla necessità inderogabile di ricompattarsi e ricominciare a lavorare da subito.

E se questo significa non limitare ai soli Consiglieri la possibilità di scegliere quale individuo possa meglio assumersi il ruolo di Coordinatore, allora noi avalliamo un’ulteriore - [proprio così scrivono i giovani del Pdl: indeterminativo maschile con l'apostrofo. Su questo, lo ammetto, con tutta la simpatia per loro, hanno ancora da imparare: studiare l'italiano serve!] - suggerimento.

Individuiamo tra tutte le realtà presenti oggi un giovane, meglio se una donna, meglio se sotto i 30 anni, che possa davvero significare un passo verso il cambiamento.

Coordinatore del PDL Frascati. La scelta è possibile. Giovane, per Frascati.


In occasione della scomparsa di Maurizio Maresi - già consigliere e assessore comunale al commercio, esponente del Partito socialista italiano, poi coordinatore cittadino di Forza Italia e quindi dirigente del Popolo delle Libertà - il coordinatore politico di Frascati a Sinistra, Massimo Marciano, ha inviato questo messaggio di cordoglio:

A Mario Gori

Capogruppo del Pdl al consiglio comunale di Frascati

Frascati, 4 settembre 2009

Caro Mario,

ti prego cortesemente di farti interprete presso il tuo partito, e presso i suoi cari, dei sentimenti di cordoglio dell’associazione politica “Frascati a Sinistra” e miei personali per la scomparsa di Maurizio Maresi.

Ho conosciuto Maurizio, per motivi legati alla mia professione, al tempo del suo impegno nell’amministrazione comunale di Frascati. Poi ho avuto il piacere di condividere con lui l’impegno politico per la nostra città, su sponde opposte ma sempre con momenti di confronto e scambi di opinioni garbati, mai di vuota e preconcetta polemica. Ne ho sempre apprezzato la capacità di abbinare, a un impegno istituzionale e politico sempre rispettoso di tutti, la dedizione per il suo lavoro e l’attenzione verso chiunque gli chiedesse attenzione per una battuta, uno scambio di vedute, un’approfondita analisi politica.

Perdiamo un rappresentante di quel modo di fare politica e di “sentire” il dovere civico dell’amministrazione pubblica che, oggi, sembrano lontani nel tempo, con le radici ben salde nelle idee e nei valori che hanno costruito l’Italia democratica. Radici che ora spetta a noi rinverdire, non dimenticando mai l’esempio che persone come Maurizio ci hanno offerto.

Con un sincero abbraccio.

Massimo Marciano
Coordinatore politico di “Frascati a Sinistra”

Caro Massimo,

a nome mio e del PDL, ringrazio Te e Frascati a Sinistra per il nobile gesto con il quale avete reso il meritato tributo al compianto Maurizio.

Maurizio lascia un grande esempio di dedizione civica che sarà per me guida nella mia attività politica, e che spero di riuscir a tramandare, così come Lui ha fatto con me, alle future generazioni che vorranno impegnarsi nella gestione della res pubblica tuscolana.

Cons.Mario Gori
Capogruppo PDL Frascati

“Capiamo bene le difficoltà di Vincenzo Conte, ‘paracadutato’ per volere delle alte sfere politiche di Roma a Frascati come candidato sindaco del Pdl, a comprendere la realtà frascatana, per lui completamente sconosciuta. Ma prima di parlare commentando fatti che non conosce ed eventi e cui non era presente farebbe bene a informarsi su ciò che realmente si è detto in quelle occasioni”.

Così Massimo Marciano, coordinatore politico di Frascati a Sinistra, valuta le considerazioni espresse alla stampa da Conte, nel suo commento al convegno di martedì scorso su “Sanità: oltre i tagli, uno sviluppo possibile”, organizzato dall’associazione politica che riunisce la sinistra frascatana. Il candidato sindaco del Pdl aveva criticato Frascati a Sinistra “per essersi accorta ora del depotenziamento dell’ospedale di Frascati”.

“Un candidato sindaco attento al territorio che vorrebbe amministrare - sostiene Marciano - prima di fare dichiarazioni alla stampa dovrebbe informarsi sui temi di cui vuole parlare. Se Conte lo avesse fatto, avrebbe saputo che nel nostro convegno non si è parlato solo dell’ospedale. Per Frascati a Sinistra, come abbiamo detto, la tutela della salute non è solo il ricovero ospedaliero, ma tutta una rete di protezioni sociali sul territorio. Una rete di interventi fatta anche in collaborazione con le associazioni e le cooperative sociali, settori nei quali il centrosinistra in dieci anni di governo a Frascati ha aumentato gli stanziamenti del 170%, portando le persone raggiunte dall’assistenza domiciliare da poche decine ad alcune centinaia. Tutto il contrario di ciò che ha fatto la destra al governo della Regione con Francesco Storace, che tra l’altro è stato anche ministro della Sanità: il collega di schieramento politico di Conte e la sua giunta regionale di destra hanno pensato solo a fare una politica di inaugurazioni di reparti, lasciandoli però vuoti di macchinari e personale, e di depotenziamento della sanità pubblica, dirottando risorse economiche verso le strutture private. Gli scandali venuti alla luce, su alcuni dei quali è anche al lavoro la magistratura, sono la peggiore conseguenza della mancata attenzione della destra verso una sanità veramente al servizio dei cittadini. Se oggi dobbiamo confrontarci con le conseguenze dei tagli a servizi essenziali per la salute dei cittadini, è proprio a causa di quelle politiche della destra”.

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