Il coordinamento politico comunale di Sinistra Ecologia Libertà di Frascati ha diffuso la seguente nota:

In questi giorni stiamo assistendo a una serie di dichiarazioni dei più diversi soggetti sull’esito delle primarie svoltesi a Frascati il 9 marzo scorso per la scelta del candidato sindaco del centrosinistra. Dichiarazioni che provengono, in alcuni casi, anche da componenti interne a partiti della coalizione o da loro esponenti di livelli diversi da quello comunale, e che esprimono valutazioni, legittime ma estremamente soggettive, che stanno determinando molta confusione tra i cittadini.

Anche la segreteria provinciale del Partito democratico, ultima in ordine di tempo, ha espresso la sua valutazione in merito alla correttezza della procedura delle primarie: una valutazione di cui si può prendere atto come indicazione della posizione che uno dei partiti della coalizione intende sostenere al tavolo cittadino del centrosinistra, unico organo a cui compete la definizione della posizione politica dell’intera coalizione a Frascati.

Di fronte a tutte queste dichiarazioni, Sinistra Ecologia Libertà di Frascati tiene a ribadire ai cittadini, che chiedono chiarezza, che l’unico soggetto in grado di procedere alla legittimazione della procedura delle primarie e alla proclamazione del risultato è la Commissione per le primarie, costituita di comune accordo dai soggetti politici promotori della consultazione primaria, che in essa sono rappresentati in maniera paritaria.

La Commissione è convocata per martedì prossimo, con l’incarico di procedere all’esame dello svolgimento delle primarie, alla validazione della correttezza della procedura in relazione alle regole che la coalizione si è data e alla proclamazione del risultato.

Sinistra Ecologia Libertà auspica che si proceda in maniera concorde e rispettosa delle regole che il centrosinistra si è dato, nella convinzione che l’unità e la concordia di tutte le forze della coalizione siano beni essenziali per raggiungere quello che è l’obiettivo comune, ovvero la vittoria nelle elezioni comunali del prossimo maggio.

Frascati, 16 marzo 2014

La rappresentazione plastica di quello che è successo nella politica italiana nei tre giorni che hanno portato alla rielezione di Giorgio Napolitano alla presidenza della Repubblica sta tutta in quella risata con cui Silvio Berlusconi, attorniato dalla sua corte come nei giorni migliori, ha accolto nell’aula di Montecitorio il raggiungimento del quorum del vecchio-neo presidente. E’ lui l’unico vincitore di questa partita, riesumato dopo la frana elettorale che l’aveva sepolto e ora titolare di una pesante ipoteca sul Quirinale: quello di oggi e soprattutto quello destinato ad ospitare il prossimo presidente.

Torna il vecchio Caimano e mette a nudo improvvisamente la incapacità di tutti gli altri protagonisti di questa prima fase post-elettorale. Pierluigi Bersani, senza dubbio, che in tre giorni, dopo aver mantenuto per un mese e mezzo una linea coerente con quella con cui si è presentato alle elezioni, è riuscito nell’impresa da record (un giorno, forse, nelle sue memorie ci spiegherà il recondito perché di questa sua metamorfosi) di distruggere contemporaneamente la sua coalizione e il suo partito.

Ma anche Beppe Grillo. Nonostante cerchi con i suoi soliti proclami di assegnarsi una vittoria che nei fatti non c’è e ora si è invece autorelegato ai margini pur con tutti i suoi parlamentari, Grillo con il suo testardo isolazionismo politico ha perso l’occasione, 45 giorni fa, di dettare le sue condizioni al governo che poteva nascere. Ha nei fatti permesso così che la situazione impantanata producesse quello che un mese e mezzo fa lui aveva il potere di evitare, ovvero il governo di larghe intese e quindi la cementificazione di quella classe politica che voleva scardinare. A meno che non fosse invece questa la sua reale intenzione (ma certo non quella dei suoi elettori): non lasciarsi invischiare nelle responsabilità di governo e vivere di rendita sulla protesta popolare. Alla faccia del rinnovamento e della risoluzione dei problemi drammatici che vivono milioni di persone.

Ma il bis di Napolitano nasconde anche, come si diceva, una pesante ipoteca sul Quirinale e sul Paese da parte del Caimano. Al netto delle valutazioni di merito sull’operato del presidente uscente-rientrante, la cui visione politica è chiara espressione di quelle larghe intese perseguite prima con il governo Monti, fortemente da lui voluto (anche con una istituzionalmente incomprensibile nomina a senatore a vita), e poi con un mancato incarico governativo a un esponente della maggioranza relativa di centrosinistra, in attesa di un lavoro dei “saggi” di cui non sono ancora chiari i contorni costituzionali e politici.

Al netto di queste valutazioni, quindi, l’avventatezza della gioiosa esultanza dei grandi elettori del Pd alla proposta dello storico bis presidenziale, formalmente coerente con la lettera della Costituzione ma forzatamente innovativo di una prassi che trovava la sua giustificazione nella logica democratica, sta nella circostanza che è del tutto naturale prevedere che il rinnovato presidente non abbia l’intenzione di arrivare al termine naturale del mandato, festeggiando ancora al Quirinale il suo 95° compleanno. Logico è supporre che il secondo mandato accompagni Napolitano alla soglia delle 90 primavere e che quindi tra un paio d’anni al massimo lo stesso presidente possa porre la questione della sua successione presentando le sue dimissioni.

Due anni sono un tempo sufficiente per far sì che, o con l’approvazione di una nuova legge elettorale o per consunzione di una maggioranza eterogenea come quella che, rieletto Napolitano, si appresta a dare un governo al Paese, ci siano nuove elezioni e un nuovo parlamento. Nel quale, con la dissoluzione del centrosinistra e il logoramento cuocendo nel proprio bordo isolazionista del Movimento 5 stelle, la palla della partita politica torni a lui: il redivivo e immarcescibile Caimano. Che a questo punto, fra un paio d’anni, potrebbe avere i numeri per coronare il suo sogno: attivare l’ipoteca che ha iscritto ieri sul Quirinale. E quindi sul Paese.

Un capolavoro, insomma, è stato per lui ciò che si è consumato in questi ultimi tre giorni a Montecitorio.

C’è una strada per non morire berlusconiani? Una, stretta ma necessaria. Ripartire dalla base: quella dei militanti del Pd, che hanno fino a ieri sinceramente creduto nel progetto di un soggetto che non è mai stato partito ma solo confederazione di correnti e conventicole, e quella di quei militanti della sinistra che in quel progetto non si sono mai riconosciuti, pur credendo sempre nel valore dell’incontro e dell’alleanza. Se sapremo raccogliere queste energie e amalgamarle in un progetto che sappia parlare alle persone, ma anche ascoltarle e farle partecipare alla costruzione di un modello culturale (prima ancora che di un partito) alternativo a quello rappresentato dalle oligarchie che si apprestano a ri-governare l’Italia, il Caimano rimarrà solo un film del nostro passato.

Massimo Marciano

Sono profondamente deluso e fortemente arrabbiato per la pervicace volontà di una classe dirigente completamente scollegata dalla realtà del tempo e dal sentimento diffuso delle persone, com’è quella del Partito democratico, di riprodurre un sistema di potere che non permette a questo Paese di liberarsi definitivamente dall’oppressione culturale e politica del ventennio berlusconiano. Come ha giustamente detto Nichi Vendola, è Silvio Berlusconi il vero vincitore di una partita che è stata giocata fin dall’inizio per forzare la costruzione di un governo di larghe intese che riporti in vita il Cavaliere, sepolto dalle urne.

Non si può che essere all’opposizione, insieme a tutte quelle forze sane di rinnovamento che si sono raccolte intorno ai valori costituzionali e di garanzia democratica rappresentati dalla scelta di indicare una personalità degnissima e capace come quella di Stefano Rodotà per la carica di presidente della Repubblica. Rimangano oscuri i contorni della scelta di chi, nel Pd, ha detto no a questa opzione di reale cambiamento, fortemente sostenuta dal sentimento popolare e in linea con l’accordo elettorale del centrosinistra.

E’ chiara, invece, la strada che ci aspetta, a noi che nel Pd non ci siamo mai riconosciuti e a coloro che vedono oggi disattese le speranze che avevano riposto in quel partito: la costruzione, insieme, di una nuova unitaria opzione politica di sinistra che persegua con rinnovata energia quel cambiamento che è chiesto a gran voce dai cittadini.

Frascati, Villa Aldobrandini

Uscire definitivamente dal lungo periodo politico di conflitti istituzionali, personalismi, distacco tra eletti da una parte e cittadini, militanti e partiti politici dall’altra. Un periodo caratterizzato dalla pesante influenza del berlusconismo e delle politiche liberiste dei governi di centrodestra, che hanno guidato l’Italia per oltre otto degli ultimi dieci anni, determinando la situazione di crisi economica in cui si trova ora il Paese e affossando le capacità di intervento sul loro territorio degli Enti locali.

Un’influenza che è stata non solo politica, ma anche culturale. Un distacco tra eletti ed elettori nel quale è caduto talvolta anche il centrosinistra, nel Paese come nelle nostre comunità locali, a cui spetta ora proporre una nuova cultura nell’esercizio dell’amministrazione pubblica e nella costruzione di un nuovo modello di politica.

Intorno a questi temi si è svolto a Frascati un incontro fra la segreteria del Circolo cittadino del Partito democratico e il coordinamento comunale di Sinistra Ecologia Libertà. Si tratta della prima di una serie di riunioni congiunte con le quali si è deciso di compiere un percorso comune.

Al termine dell’incontro, il segretario cittadino del Pd, Alessio Ducci, e il coordinatore comunale di Sel, Massimo Marciano, con una dichiarazione congiunta hanno annunciato la volontà di convocare a breve gli Stati generali del centrosinistra di Frascati: un’occasione di confronto pubblico nel quale partiti, movimenti, organizzazioni sociali, donne e uomini che si richiamano ai valori del centrosinistra trovino un luogo da cui far partire un rinnovamento della rappresentanza politica e dei programmi che, a cominciare dalla nostra comunità cittadina, possano contribuire a costruire un percorso condiviso nell’intero Paese.

Fonte: comunicato stampa del 11 aprile 2013

Dichiarazione congiunta del coordinamento comunale di Frascati di Partito democratico, Sinistra Ecologia Libertà e Italia dei Valori

VignaDopo aver tentato inutilmente di smantellare la sanità pubblica con il progetto di chiusura del Pronto soccorso di Frascati, nettamente cancellato dalla giustizia amministrativa, la governatrice del Lazio Renata Polverini e la sua giunta di centrodestra tornano ad attaccare prepotentemente importanti presidi sul territorio dei Castelli Romani. Lo fanno annunciando la chiusura, a partire da lunedì prossimo, dello sportello agricolo di Frascati.

I segretari e coordinatori politici cittadini di Partito Democratico, Sinistra Ecologia Libertà e Italia dei Valori denunciano questo ennesimo attacco portato al nostro territorio da una giunta regionale che si dimostra ogni giorno di più incapace di difendere e valorizzare i servizi pubblici essenziali. In un territorio come quello di Frascati, noto in tutto il mondo per le sue produzioni agricole di qualità e spesso premiate nei saloni e nelle fiere nazionali e internazionali, la chiusura dello sportello agricolo è un colpo pesante sferrato contro i produttori e le piccole e medie aziende che danno lustro a Frascati e offrono opportunità di lavoro.

Pd, Sel e Idv di Frascati si schierano a fianco del Sindaco, Stefano Di Tommaso, che non appena appresa la notizia della chiusura dello sportello agricolo ha inviato una nota ufficiale di protesta alla Regione. Come è successo con il Pronto soccorso, anche in questa occasione metteremo in campo, con la collaborazione dei Gruppi consiliari dei nostri partiti nel Consiglio regionale del Lazio, tutte le iniziative possibili per difendere un presidio e un servizio importanti per il nostro territorio e i nostri concittadini.

Rivolgiamo un forte appello alla governatrice Polverini perché la Regione torni sulla sua decisione e auspichiamo che per la difesa dello sportello agricolo facciano sentire la loro voce anche le altre forze politiche di Frascati, al di là delle “opportunità” di schieramento, a difesa degli interessi di tanti cittadini e della comunità locale.

Polizia

«Esprimo vivo apprezzamento e il mio personale ringraziamento per l’attenzione che il senatore Luigi Zanda ha prestato alla mia recente denuncia pubblica della situazione di disagio nella quale si trovano a lavorare gli operatori del commissariato di polizia di Frascati, con conseguenti ricadute negative sui servizi per la sicurezza dei cittadini». Così Massimo Marciano, coordinatore politico comunale di Frascati di Sinistra Ecologia Libertà, commenta la presentazione, da parte del parlamentare, di una interrogazione al ministro degli Interni, Roberto Maroni, sulle carenze evidenziate di recente dal Silp, il sindacato autonomo di polizia per la Cgil, e denunciate dal coordinamento cittadino di Sel.

Nell’interrogazione, il senatore del Pd chiede a Maroni «quali urgenti iniziative il Ministro in indirizzo intenda adottare per garantire il pieno funzionamento del Commissariato di Frascati, nonché dei Commissariati limitrofi, ripristinando le necessarie dotazioni di automezzi, e in particolare quali provvedimenti intenda porre in atto per evitare che l’attività delle forze di polizia nell’area metropolitana di Roma sia posta in seria difficoltà a causa di insostenibili tagli al bilancio».

«In questo momento di estrema difficoltà per il nostro Paese - continua Marciano - le forze politiche del centrosinistra sentono la responsabilità di contribuire unitariamente a dare risposte concrete ai disagi dei cittadini su questioni per le quali in questi anni il centrodestra è stato solo capace di fare proclami demagogici, com’è successo per la sicurezza, nonché di operare tagli indiscriminati alle risorse economiche nei servizi pubblici. Anche per questo accolgo con viva soddisfazione l’attenzione ricevuta, al di là dell’appartenenza partitica, dal vicepresidente vicario del Gruppo del Pd al Senato, Luigi Zanda, dalla denuncia fatta da Sinistra Ecologia Libertà sul depotenziamento del commissariato di polizia cittadino. A Frascati, Sel sta lavorando con costante coordinamento e condivisione di intenti insieme al Partito democratico e all’Italia dei Valori per il buon governo della città. Mi auguro che presto le nostre tre forze politiche possano fare altrettanto per quel buon governo dell’Italia di cui chi vive oggi in estremo disagio - economico, lavorativo e sociale - sente l’urgente bisogno».

Nella sua interrogazione parlamentare, il senatore Zanda tra l’altro afferma: «Nonostante il lodevole impegno della Questura di Roma, che ha cercato come poteva di far fronte alle conseguenze operative dei tagli al bilancio, non è stato possibile affrontare l’emergenza con l’assegnazione di nuove autovetture. Sono stati pertanto messi a disposizione del Reparto Volanti veicoli in utilizzo ai Commissariati della Provincia di Roma, ai quali a loro volta è stato assegnato in sostituzione un numero inferiore di vecchie autovetture. In molti casi, queste ultime sono risultate essere in uno stato di tale usura da non poter assicurare neanche la sicurezza minima degli operatori in servizio, con la conseguenza di lasciare a piedi gli equipaggi, e i cittadini senza controllo del territorio; con questa “catena di Sant’Antonio” di veicoli spostati per necessità da un reparto all’altro, il problema della carenza di mezzi non è stato risolto, ma semplicemente trasferito dalla città di Roma all’area metropolitana. Ai problemi relativi ai mezzi di servizio si sommano, sempre a causa dei tagli al bilancio, quelli relativi alla grave carenza di personale di molti Commissariati, a tutto discapito dei servizi che questi riescono a garantire alla cittadinanza; in particolare, per il Commissariato di Frascati, sul quale grava anche il controllo di diciotto comuni e che provvede direttamente persino alla stampa dei passaporti, la riorganizzazione dell’Ufficio emergenza e pronto intervento ha determinato un’apertura H24, senza alcun incremento di personale per garantire il servizio».

Dichiarazione congiunta del coordinamento comunale di Frascati di Partito democratico, Sinistra Ecologia Libertà e Italia dei Valori

Schede elettoraliHa vinto la partecipazione: il desiderio delle italiane e degli italiani di riportare, con il “Sì” ai quattro quesiti referendari, al centro del dibattito politico l’attenzione per le tematiche che interessano direttamente le persone; temi che il governo di centrodestra e la sua maggioranza continuano ad ignorare, come denunciano da molto tempo il Partito democratico, Sinistra Ecologia Libertà e l’Italia dei Valori. E Frascati ha dato un importante contributo, con una affluenza alle urne superiore alla media nazionale.

È questo il segnale forte che arriva dalla partecipazione e dai risultati del voto referendario e che spetta ora ai nostri partiti tradurre in una azione politica ancora più incisiva, nelle nostre città e in tutta Italia, e in un programma di governo comune per un’alternativa che oggi si fa più concreta. Elettrici ed elettori si sono mobilitati, nelle piazze e sui social network, per riappropriarsi del diritto di scegliere il proprio futuro e di indicare le proprie priorità, dicendo un forte no ai vuoti spot propagandistici del governo e della sua maggioranza, lontani anni luce dai problemi delle famiglie e dei cittadini.

Una sensibilità diffusa che Partito democratico, Sinistra Ecologia Libertà e Italia dei Valori hanno raccolto anche nella nostra città di Frascati, scendendo in piazza uniti per il “Sì” ai quattro quesiti referendari. La risposta delle cittadine e dei cittadini è stata entusiasmante. I dati elettorali ci dicono che la nostra città ha fornito degnamente il suo contributo alla vittoria, grazie a un’affluenza alle urne del 60,5%, superiore a quella nazionale.

Un risultato che conforta il lavoro comune che, a Frascati, i nostri tre partiti hanno avviato, attraverso un coordinamento per svolgere iniziative politiche congiunte e la stretta collaborazione a sostegno del governo della città.

Il coordinamento politico comunale di Frascati di Sinistra Ecologia Libertà – anche a nome di iscritte, iscritti e simpatizzanti – esprime preoccupazione e ferma condanna per la grave intimidazione di questa notte rivolta al Partito democratico cittadino, con il tentativo di effrazione della sede, una bandiera bruciacchiata e l’insegna distrutta. Diamo la nostra piena solidarietà agli amici e compagni del Pd di Frascati per questo gesto vigliacco e intimidatorio di cui sono stati fatti oggetto, pronti a fare la nostra parte al loro fianco per manifestare la condanna di tutti coloro che hanno a cuore la democrazia e il civile confronto politico.

Da alcuni anni assistiamo con preoccupante crescente frequenza a gesti di vero e proprio squadrismo, spesso purtroppo sminuiti da alcuni come “bravate”, che manifestano la recrudescenza di razzismo, sessismo e intolleranza nel nostro Paese. La politica, quella vera, deve stroncare immediatamente, anche nel linguaggio di alcuni alti esponenti nazionali, questi rigurgiti di un passato che è stato definitivamente cancellato dalla nostra storia grazie al patto costituzionale, da cui è nata la nostra Repubblica democratica, antifascista, pacifista e fondata sul lavoro che proprio ieri ha festeggiato il suo 65° anniversario.

La strana coincidenza della ricorrenza del 2 giugno con il vile attacco subito dagli amici e compagni del Pd di Frascati deve far riflettere, insieme alle modalità dell’accaduto.

Dichiarazione congiunta del coordinamento comunale di Frascati di Partito democratico, Sinistra Ecologia Libertà e Italia dei Valori

Il Sindaco di Milano PisapiaLa travolgente vittoria del centrosinistra e dei suoi candidati alle elezioni amministrative è il chiaro segnale che gli italiani vogliono chiudere al più presto con la politica “ad personam” e del conflitto permanente voluta dal centrodestra per aprire una stagione nuova, nella quale il rispetto delle istituzioni e la tutela dei diritti, del lavoro, della qualità della vita e della dignità delle persone siano finalmente al centro del dibattito nel nostro Paese.

Gli uomini e le donne che il centrosinistra ha messo in campo in questa tornata elettorale sono riusciti a farsi interpreti di questo cambiamento, anche grazie all’impegno unitario che i nostri tre partiti hanno dimostrato in questo momento decisivo.

Con questi sentimenti, il coordinamento comunale di Frascati di Partito democratico, Sinistra Ecologia Libertà e Italia dei Valori esprime tutta la soddisfazione dei militanti e dei simpatizzanti per il grande risultato elettorale. Un risultato che conforta anche a livello cittadino il percorso politico di unità e collaborazione che i tre partiti hanno intrapreso a Frascati e sostiene la maggioranza di governo della città.

Il centrosinistra unito ha confermato la capacità di raccogliere e rappresentare le esigenze di cambiamento che animano l’Italia e ognuna delle nostre città. Partito democratico, Sinistra Ecologia Libertà e Italia dei Valori, alla luce del consenso dimostrato dagli elettori al centrosinistra unito, intendono rinsaldare il proprio impegno congiunto - con i cittadini ed a sostegno della maggioranza di governo a Frascati - come dimostra il coordinamento comunale che i tre partiti hanno già voluto varare per meglio rispondere alle istanze della cittadinanza.


Aggiornata la seduta del Consiglio comunale

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FRASCATI: RIMANDATA L’APPROVAZIONE SU GROTTE PORTELLA

Nota del portavoce di maggioranza Marciano

«Con il voto compatto del centrosinistra verrà approvato questo importante piano, con il quale assicureremo protezione dell’ambiente, tutela del territorio, diritto alla casa e alla socialità dei frascatani»

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