Vendola a Frascati

Nel suo giro per le città d’Italia in occasione della campagna elettorale, il presidente di Sinistra Ecologia Libertà, Nichi Vendola, farà tappa a Frascati.

Mercoledì 30 gennaio il leader di Sel incontrerà i cittadini dei Castelli Romani e dell’area metropolitana a sud di Roma nel ristorante dell’hotel Villa Mercede, in via Tuscolana 20.

La serata, organizzata dal Circolo di Frascati di Sel (www.sel-frascati.it), inizierà alle ore 20 con un incontro con i candidati del territorio alle elezioni politiche. Alle ore 21 è previsto l’intervento di Vendola. Seguirà un buffet.

Per informazioni e prenotazioni per la partecipazione all’iniziativa e al successivo buffet (con sottoscrizione per la campagna elettorale di Sel), si può telefonare al numero di Sel del Lazio 064383475, inviare una e-mail a selfrascati@gmail.com oppure un sms al numero 3392716865.

Alla serata, oltre a Nichi Vendola parteciperanno i candidati del territorio alla Camera dei Deputati e al Senato della Repubblica:

Ileana Piazzoni - Genzano di Roma

Filiberto Zaratti - Rocca Priora

Massimo Marciano - Frascati

Claudio Fiorani - Albano

Azzurra Marinelli - Nemi

Carmen Zorani - Rocca Priora

Anna Parisi - Grottaferrata

Fabrizio Profico - Ariccia

Aldo Morana - Rocca di Papa

Giuseppe Di Lisa - Pomezia

Stella Di Maio - Rocca Priora

Massimo Marciano

«Al contrario dei personalismi a cui molti altri ci hanno abituato e che stanno caratterizzando anche questa loro campagna elettorale, Sinistra Ecologia Libertà riporta l’attenzione sulla squadra, sul territorio e sui bisogni delle persone. La scelta del nostro partito di candidare alla Camera e al Senato una squadra di persone dei Castelli Romani è indice dell’attenzione che Sel intende dedicare alle nostre città e a un territorio chiave, posto com’è a ridosso dell’ingombrante presenza della Capitale. La nostra è una squadra che intende portare alcuni qualificati rappresentanti del nostro territorio in Parlamento e che, dopo le elezioni, vedrà continuare a lavorare a stretto contatto con gli eletti anche tutti gli altri. Un motivo di fiducia in più, da parte degli elettori dei Castelli Romani, per scegliere Sinistra Ecologia Libertà alla Camera e al Senato. E ovviamente anche alle regionali, per le quali si voterà in contemporanea con le politiche».

Lo afferma Massimo Marciano, candidato alla Camera dei Deputati per Sinistra Ecologia Libertà e coordinatore politico comunale di Frascati del partito.

Oltre a Marciano, per la Camera sono presenti nella lista di Sel anche Ileana Piazzoni di Genzano, Filiberto Zaratti di Rocca Priora, Claudio Fiorani di Albano e Azzurra Marinelli di Nemi; per il Senato sono inoltre candidati con Sel Carmen Zorani di Rocca Priora, Anna Parisi di Grottaferrata, Fabrizio Profico di Ariccia e Aldo Morana di Rocca di Papa.

Prosegue Marciano: «Votare Sinistra Ecologia Libertà vuol dire dare a tutta la nostra squadra (che è stata costruita partendo dalle primarie che si sono svolte il 30 dicembre scorso e non è frutto, come invece hanno fatto altri, di decisioni verticistiche) maggior forza per far contare il nostro territorio. Una politica che pensi al rafforzamento dei servizi pubblici fondamentali, come la sanità e la scuola, alla tutela dell’ambiente e delle falde idriche, al potenziamento dei collegamenti ferroviari, tanto per citare alcuni dei tanti temi, è necessaria per i Castelli Romani. Con il sostegno dei nostri concittadini, Sinistra Ecologia Libertà si propone di rappresentare con la sua squadra in maniera forte e autorevole il territorio dei Castelli Romani e le sue peculiarità nel Parlamento che andremo ad eleggere il 24 e il 25 febbraio prossimi. Senza contare, inoltre, l’impegno sui temi generali della tutela dei diritti sociali e del lavoro, fortemente aggrediti negli ultimi anni grazie anche all’assenza di un forte partito di sinistra in Parlamento, che con Sel intendiamo riportare alla Camera e al Senato».

Massimo Marciano, 50 anni il prossimo giugno, vive a Frascati, dove è stato impegnato negli organi collegiali del Liceo classico “Cicerone”, nel 37° Distretto scolastico e nell’associazionismo culturale. Giornalista professionista freelance, è laureato in Scienze Politiche con una tesi in Diritto parlamentare su “L’attività consultiva delle commissioni nel procedimento legislativo”. Ha ricoperto diversi incarichi a livello nazionale e regionale nell’Ordine e nel sindacato unitario dei giornalisti. Attualmente è membro dell’Assemblea nazionale lavoro autonomo della Federazione della stampa e Consigliere d’amministrazione dell’Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti italiani (Inpgi), unico ente del panorama previdenziale nazionale interamente sostitutivo dell’assicurazione generale obbligatoria dell’Inps.

La conferenza stampa dopo l’approvazioneOggi è nata la legge sull’equo compenso nel settore giornalistico. Ma non interessa solo i giornalisti: è una pietra miliare per tutti i lavoratori.

Un’informazione che sfrutta e ricatta i precari, pagati pochi euro a pezzo e continuamente sotto ricatto da editori che hanno interessi nella finanza e nell’edilizia, è un’informazione non libera, che non può raccontare il vero volto di un Paese e non permette al popolo di esercitare quella sovranità che gli è garantita dall’articolo 1 della Costituzione.

La battaglia sull’equo compenso non è stata combattuta solo ed esclusivamente per le decine e decine di migliaia di precari che vogliono fare il loro dovere di informare di ciò che succede nelle nostre città e nei nostri quartieri, ma anche per tutti i lavoratori di tutti i settori. Da oggi si è stabilito un principio che vale per tutti: va attuato con iniziative legislative concrete l’articolo 36 della Costituzione, che garantisce al lavoratore una retribuzione adeguata, in grado di assicurare a sé e alla sua famiglia un’esistenza libera e dignitosa. Un precedente giuridico che deve diventare una pietra miliare nella storia delle lotte per il lavoro in questo Paese. Per tutti i lavoratori.

Ora si tratta di estendere a tutti questo innovativo principio legislativo. E’ compito di tutti noi, che chiediamo di far tornare il tema dei diritti e delle tutele per il lavoro al centro della politica, impegnarci per estendere questo principio a tutti i lavoratori. Oggi è stato compiuto solo il primo passo.

Massimo Marciano

=====================================

EQUO COMPENSO, E’ LEGGE. LA CAMERA APPROVA IN VIA DEFINITIVA IL PROVVEDIMENTO IN FAVORE DEI GIORNALISTI FREELANCE E PRECARI

pubblicata da Giornalisti freelance - http://freelance20.ning.com il giorno Martedì 4 dicembre 2012 alle ore 14.47

L’equo compenso nel settore giornalistico è legge

Equo compensoMontecitorio, 4 dicembre 2012 ore 14:47 - La VII Commissione permanente della Camera dei Deputati (Cultura, scienza e istruzione) convocata oggi in sede legislativa ha approvato il provvedimento in via definitiva all’unanimità dei 29 presenti, con il parere favorevole del Governo, ratificando il testo licenziato dal Senato.  La proposta di legge, relatore Enzo Carra, era già stata approvata dalla VII Commissione della Camera il 28 marzo 2012 e modificata dalla 11ª Commissione del Senato il 7 novembre 2012. Il testo giunto in esame alla Camera, rispetto al quale non sono stati presentati emendamenti, aveva ricevuto in questi giorni il parere positivo dalle Commissioni parlamentari di merito (Affari Costituzionali, Giustizia, Bilancio, Trasporti e Lavoro).

E’ una legge “a termine” (sperimentale l’ha definita il senatore Giuliano, presidente della Commissione Lavoro del Senato) perché la sua applicazione si interromperà automaticamente a tre anni dalla sua entrata in vigore, quando cioè è previsto che la Commissione per stabilire l’entità dell’equo compenso, istituita dal provvedimento, cesserà le sue funzioni. Per prorogarne la durata occorrerà quindi modificare l’attuale testo.

Numerosi gli interventi che hanno espresso la soddisfazione per l’approvazione del provvedimento, tra cui: Giulietti (Gruppo misto), Lainati (PdL), De Biasi (PD), Zazzera (IdV), Goisis (Lega Nord), Moffa (Gruppo misto); Carra (Udc), Granata (Fli).  A nome del Governo hanno preso la parola il viceministro al Welfare Michel Martone e il sottosegretario all’Editoria Paolo Peluffo.

Una considerazione espressa generalmente dai membri della Commissione durante i loro interventi riguarda il testo della legge: l’articolato approvato inizialmente dalla Camera è stato giudicato migliore di quello modificato dal Senato. L’aumento dei componenti della Commissione per l’equo compenso istituita dalla legge potrebbe rendere farraginoso il meccanismo e rendere l’organismo luogo di scontro. Poiché il Senato ha previsto che la Commissione per l’equo compenso scadrà entro tre anni, occorrerà quindi verificare il funzionamento della legge in tempi brevi. A Montecitorio non sono stati comunque presentati emendamenti per non rischiare, rimandando il provvedimento di nuovo in esame a Palazzo Madama, di non approvare il testo entro la legislatura. Il relatore Carra ha fatto rilevare la positiva celerità dei tempi durante i lavori di esame del testo in Commissione alla Camera. Zazzera (IdV) ha ricordato che l’approvazione della legge non sarebbe stata possibile senza la pressione dei freelance e gruppi di base. Il sottosegretario Peluffo ha dichiarato che nel dipartimento per l’Editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri ci sono le risorse per fare funzionare la Commissione nei tempi previsti.

In conferenza stampa a rappresentare i giornalisti freelance e collaboratori precari erano presenti Maurizio Bekar, coordinatore Commissione nazionale lavoro autonomo Fnsi; Moira Di Mario e Solen De Luca (Associazione Stampa Romana); Massimo Marciano (freelance, Consigliere di amministrazione INPGI).

La necessità di approvare con urgenza il provvedimento, prima della fine della legislatura, è stata sostenuta con forza lo scorso settembre attraverso un appello pubblico ai parlamentari, primi firmatari Franco Siddi e Roberto Natale, Segretario generale e Presidente Fnsi, e Giancarlo Ghirra, Segretario Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti.

La Carta di Firenze approvata lo scorso anno e la legge sull’equo compenso giornalistico varata oggi sono due strumenti strategici in grado di contrastare e rendere impossibile lo sfruttamento dei giornalisti collaboratori: purché si abbia la volontà politica di applicarli.

L’appello ideato e promosso dalla Commissione nazionale lavoro autonomo della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, poi fatto proprio e rilanciato come petizione su web dall’associazione Articolo 21, ha dato vita a una rapida e straordinaria mobilitazione, che ha visto unite le più diverse anime del giornalismo (freelance e contrattualizzati, coordinamenti di base di precari e rappresentanze a tutti i livelli del sindacato e dell’Ordine), ma anche la solidarietà ed appoggio di realtà associative, sindacali e politiche esterne alla categoria e di personalità della cultura e dello spettacolo.

=====================================

Documenti, dichiarazioni e comunicati sull’approvazione della legge sull’equo compenso sono sul sito della Federazione nazionale della stampa italiana a questo link:

http://www.fnsi.it/Esterne/Fvedinews.asp?AKey=15008 

=====================================

Equo compenso: una legge partita da 2500 firme

=====================================

Primarie Frascati centro«In un momento di difficoltà per la politica e per il Paese intero, la notevole affluenza degli elettori del centrosinistra alle primarie di ieri rappresenta una manifestazione di volontà di partecipazione e di riappropriazione degli strumenti di democrazia diretta che l’intera classe politica non può ignorare. Il netto consenso ottenuto da Nichi Vendola anche a Frascati, dove supera abbondantemente il già positivo dato nazionale, dimostra cha la sinistra è un’opzione culturale e politica dalla quale il centrosinistra non può prescindere, né può marginalizzarla, per il buon governo della nostra città come per quello dell’intero Paese. È il momento che si dimostri di voler superare ambiguità e indecisioni e che si scelga di stare senza se e senza ma dalla parte di chi lotta per il lavoro e i diritti sociali, contro la precarietà e lo strapotere della finanza, per la politica costruita con la partecipazione e contro le alchimie dei gruppi e delle correnti. È questa una scelta che ci aspettiamo venga chiaramente espressa dai nostri alleati, in Italia come nella nostra Frascati, e se così sarà il nostro impegno non mancherà».

Questo è il commento a caldo del coordinatore politico comunale di Frascati di Sinistra Ecologia Libertà, Massimo Marciano, all’indomani delle elezioni primarie del centrosinistra, che a Frascati hanno portato a votare 1.364 elettori del centrosinistra.

«Nella nostra città - dice Marciano - Vendola ha raccolto il 18,74% dei consensi: un risultato che supera abbondantemente il dato nazionale, con una punta del 22,50% nel quartiere di Cocciano e un netto 20,22% nel centro urbano. A Frascati si conferma quindi che la sinistra è necessaria per assicurare il buon governo della città. Pensiamo, infatti, che la politica non possa essere quella che cerca le alchimie delle intese nelle sedi istituzionali pensando che questo le porti il consenso dei cittadini, ma debba essere l’esatto inverso: un governo della nostra città forte e autorevole, nel rispetto delle istanze e delle necessità manifestate dai cittadini, può sicuramente determinare anche nelle sedi istituzionali la forza e la coesione del centrosinistra».

Frascati, 26 novembre 2012

I risultati delle primarie a Frascati

Votanti: 1.364

Voti validi: 1.361

Schede nulle: 3

Bersani: 571 voti (41,95%)

Renzi: 474 voti (34,84%)

Vendola: 255 voti (18,47%)

Puppato: 38 voti (2,79%)

Tabacci: 23 voti (1,69%)

I risultati divisi per seggio elettorale

Seggio 1 (Frascati centro)

Votanti: 823

Voti validi: 821

Schede nulle: 2

Bersani: 344 voti (41,90%)

Renzi: 271 voti (33,01%)

Vendola: 166 voti (20,22%)

Puppato: 25 voti (3,04%)

Tabacci: 15 voti (1,83%)

Seggio 2 (Cocciano)

Votanti: 241

Voti validi: 240

Schede nulle: 1

Bersani: 105 voti (43,75%)

Renzi: 71 voti (29,58%)

Vendola: 54 voti (22,50%)

Puppato: 6 voti (2,50%)

Tabacci: 4 voti (1,67%)

Seggio 3 (Vermicino)

Votanti: 300

Voti validi: 300

Renzi: 132 voti (44,00%)

Bersani: 122 voti (40,67%)

Vendola: 35 voti (11,67%)

Puppato: 7 voti (2,33%)

Tabacci: 4 voti (1,33%)

I vertici di Ordine e Sindacato e i rappresentanti del lavoro autonomo nella tre giorni di Palermo sul giornalismo freelance promossa da Assostampa Sicilia: subito legge sull’Equo Compenso, norme regionali a sostegno del lavoro autonomo e strumenti attuativi della Carta di Firenze.

tre giorni a PalermoRibadita la centralità e l’urgenza delle problematiche del lavoro giornalistico autonomo durante il workshop “Giornalisti Freelance in Italia: tre giorni a Palermo” tenutosi il 28, 29 e 30 giugno 2012 per iniziativa dell’Associazione Siciliana della Stampa e dell’ODG Sicilia. Presenti Roberto Natale Presidente della FNSI e Enzo Iacopino Presidente dell’ODG, Massimo Marciano Consigliere d’Amministrazione dell’ INPGI per la gestione separata e, in rappresentanza dei freelance italiani, i componenti di Commissione e Assemblea nazionali lavoro autonomo e Commissione contratto FNSI, ed esponenti dei movimenti di base.

Tra le priorità emerse, è stata riconfermata l’assoluta urgenza dell’approvazione della legge sull’Equo Compenso, bloccata dal Governo al Senato cedendo così alle pressioni degli editori, dopo che l’Esecutivo aveva invece espresso parere favorevole all’approvazione in via d’urgenza alla Camera. Una legge ritenuta uno strumento indispensabile per introdurre fondamentali forme di tutela retributiva del lavoro autonomo, in osservanza dei principi costituzionali.

E’ stato espresso apprezzamento nei confronti dell’impegno preso, durante il suo intervento, dal Deputato Nazionale Giampiero Cannella a sostegno della rapida approvazione del progetto di legge sull’Equo compenso. E’ stato inoltre espresso l’auspicio che le mozioni attualmente presentate in materia in 6 Consigli regionali (Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Piemonte, Toscana, Veneto), si traducano in leggi a sostegno del lavoro giornalistico autonomo e dell’Equo compenso in tutte le regioni d’Italia.

Ribaditi altresì l’impegno per lo sviluppo di un welfare per i giornalisti lavoratori autonomi e la necessità di rafforzare le loro forme di rappresentanza negli organismi di categoria.

E’ stata altresì ribadita l’unità della categoria sull’applicazione della Carta di Firenze, quale strumento di contrasto alle drammatiche criticità del lavoro giornalistico e della sua sempre più cronica precarizzazione. In questo senso, è stata comunicata dai Presidenti del Sindacato Natale e dell’Ordine Iacopino, la decisione di procedere immediatamente alla costituzione dell’Osservatorio sul precariato, organismo misto FNSI-ODG previsto dall’art. 3 della Carta di Firenze.

Il Presidente dell’ODG Sicilia, Riccardo Arena, ha annunciato di voler organizzare un convegno al quale invitare i direttori o rappresentanti delle testate siciliane per l’attuazione della Carta di Firenze. Gli intervenuti al workshop, apprezzando l’impegno, hanno auspicato che analoghe iniziative vengano prese in tutte le regioni.

Altrettanto centrale nella tutela dei diritti dei collaboratori l’interazione con i CDR, per l’individuazione di sempre più efficaci forme di rappresentanza, auspicate dalla FNSI.

Va inoltre approfondito un costante dialogo fra tutti gli organismi di categoria sulle problematiche dei freelance, anche attraverso un coinvolgimento diretto delle loro rappresentanze.

La centralità di queste tematiche va sostenuta con forza nella prossima trattativa contrattuale e nel processo di riforma dell’Ordine, anche per gli aspetti inerenti l’accesso e l’aggiornamento professionale.

Sugli argomenti oggetto del convegno, i vertici di Ordine e Sindacato hanno infine espresso la volontà di organizzare, a breve termine, varie azioni e forme di mobilitazione, compresa una rilevante iniziativa nazionale congiunta.

Sintesi dell’intervento di Massimo Marciano, freelance e membro del Consiglio di amministrazione Inpgi e dell’Inpgi2, al workshop “Freelance in Italia: tre giorni a Palermo” il 28 giugno 2012

********************************

Palermo - Un momento dei lavori del convegno nazionale sul giornalismo freelance

E’ un dovere per chi come me rappresenta i 33 mila iscritti alla Gestione separata in un organismo importante come il Cda dell’Inpgi essere presente nei territori, ovunque vi siano momenti di incontro e confronto, perché con l’attuale struttura dei nostri organismi di categoria la rappresentanza di freelance, precari e collaboratori è molto ristretta. Occorre rivedere gli strumenti di rappresentanza in tutti gli organismi di categoria per rispondere a quella che è oggi la mutata struttura della professione.

L’Inpgi su questo aspetto, nell’attuale mandato, sarà chiamato a una “consigliatura costituente” per riscrivere le regole della rappresentanza sui territori dei 33 mila iscritti alla Gestione separata. Non è più possibile, infatti, avere unicamente una rappresentanza nazionale: nei territori i colleghi dell’Inpgi 2, che hanno la corretta visione della dimensione locale, dovranno trovare una forma di rappresentanza per seguire le problematiche territoriali da vicino.

Alcuni spunti di riflessione e alcune proposte di intervento.

Il bilancio consuntivo dell’Inpgi 2 del 2011 ci dice che in un anno il numero dei co.co.co. è aumentato del 6%: un aumento abnorme in una categoria per la quale il co.co.co. è una figura anomala, perché esiste la figura del collaboratore fisso prevista contrattualmente dall’articolo 2. Questi colleghi guadagnano mediamente 9.500 euro lordi l’anno. I liberi professionisti iscritti all’Inpgi 2 hanno una retribuzione media annua lorda di 12.500 euro: cifre che dicono quale sia la sitazione reddituale di gran parte dei giornalisti.

A questi dati si aggiunge una valutazione conseguente a una cifra resa nota dal Dipartimento delle Finanze, secondo il quale nell’ultimo anno il numero delle partite Iva tra i professionisti italiani è aumentato del 15,8%: in un periodo di crisi economica come l’attuale, questo vuol dire che nel nostro Paese c’è una grossa fetta di “false” partite Iva, ovvero persone costrette dai propri datori di lavoro a una finzione che maschera un lavoro di fatto dipendente.

Su questo preoccupa la recente “Riforma Fornero” del mercato del lavoro, che non definisce per professionisti come i giornalisti freelance un limite certo per individuare i caratteri della subordinazione: temo che parecchi precari saranno costretti, per vedere riconosciuti i loro diritti, a ricorrere all’alea di un giudizio di fronte al giudice, nelle more del quale saranno comunque messi fuori dal mondo del lavoro per aver “osato” rivolgersi al magistrato.

Di fronte a questo panorama, occorre una risposta unitaria di tutta la categoria: non è più possibile pensare di poter ragionare a compartimenti stagni, per categorie talvolta contrapposte per interessi enecessità di tutele. Per questo, occorre pensare anche a una nuova forma di rappresentanza negli organismi sindacali che tenga in considerazione le peculiarità dei lavoratori precari e freelance.

Il nostro limite come categoria è quello di parlare spesso solo fra di noi delle nostre cose, mentre la tutela del lavoro giornalistico è una questione di interesse generale: l’articolo 1 della Costituzione dice che la sovranità appartiene al popolo; ma se chi opera nell’informazione è costretto a fare il suo lavoro in maniera precaria e sotto ricatto, come può esercitare la propria sovranità il popolo? Siamo in grado di aprire nel Paese una vertenza-informazione, coinvolgendo anche la società civile e le associazioni dei consumatori, partendo dal presupposto che un’informazione precaria e sotto ricatto è un “vulnus” per la democrazia?

Su questo aspetto la Carta di Firenze è un punto di non ritorno culturale per la nostra categoria. Per permetterne la piena applicazione, l’importante è non considerarla solo sotto l’aspetto repressivo, ma soprattutto sotto l’aspetto propositivo di nuove relazioni all’interno della categoria. Porto a questo proposito un esempio che viene dal mio sindacato regionale, l’Associazione stampa romana. Ai nostri Cdr abbiamo sottoposto un documento che è una sorta di “decalogo” che parte proprio dalla Carta e dall’art. 34 del contratto di lavoro per proporre un modello di rappresentanza dei precari nei Cdr e la costituzione di coordinamenti di testata per i collaboratori. L’Asr, qualora i colleghi precari abbiano problemi ad esporsi per possibili ricatti dei propri datori di lavoro, è disponibile a rappresentarli nei Cdr con propri rappresentanti coperti da mandato sindacale.

Sempre sul fronte sindacale, la prossima aperura dei lavori della commissione contratto Fnsi deve vedere come uno degli elementi fondamentali della nostra piattaforma una riscrittura di alcune norme. Penso all’art. 2, fondamentale in una professione dove esplodono i co.co.co. in maniera anomala. Ma penso anche all’art. 12, che andrebbe riscritto in funzione della necessità di prevedere la regolamentazione del telelavoro.

Un altro punto dirimente del nostro impegno deve essere l’impegno per l’approvazione della legge sull’equo compenso. Credo, però, che questo impegno debba essere collegato alla riscrittura delle norme della legge professionale del 1963, che non prevede e tutela la figura del giornalista libero professionista. Una nuova legge professionale deve secondo me anche prevedere la particolarità che distingue i giornalisti freelance dagli altri liberi professionisti: questi ultimi si relazionano per lavoro con privati cittadini, mentre noi lavoriamo principalmente con aziende, spesso molto gradi. E’ una disparità di “potere contrattuale” che la legge deve considerare.

Penso che incontri come questo di Palermo siano fondamentali: dobbiamo organizzarci per dare forma e idee alla rappresentanza delle decine di migliaia di giornalisti precari e freelance. Personalmente, auspico che iniziative simili siano prese in tutte le regioni. E do la mia personale disponibilità ad essere presente insieme ai colleghi e alle colleghe che vivono nei territori sulla loro pelle le criticità più diverse.

Lo faremo capire alla Fornero

Riconfermato presidente dell’Inpgi, Andrea Camporese assicura che l’istituto di previdenza è solido

In consiglio d’amministrazione il giornalista Massimo Marciano in rappresentanza della Gestione separata per il lavoro autonomo

Prima comunicazione, aprile 2012


Liberalizzazioni: come potrebbe cambiare il mondo dei giornalisti…

di Marta Piselli

Quaderni, marzo 2012

No alla chiusura del pronto soccorso di Frascati«Oggi è una giornata importante per i cittadini di Frascati e delle città del territorio tuscolano, ma anche per tutta la sanità pubblica. Con la sentenza depositata ieri, il Tribunale amministrativo regionale ha affermato con forza e senza dubbi la tutela del diritto alla salute sul nostro territorio. Il Tar ha infatti confermato che il pronto soccorso deve rimanere attivo nell’ospedale di Frascati e ha bocciato come immotivato, illogico e dispendioso economicamente il piano di riordino della sanità voluto dalla governatrice del Lazio e commissaria della sanità regionale, Renata Polverini».

Così Massimo Marciano, coordinatore politico comunale di Frascati di Sinistra Ecologia Libertà, commenta la sentenza con la quale il Tar del Lazio ha accolto il ricorso del Comune di Frascati contro la chiusura del pronto soccorso locale e ha, di conseguenza, annullato i relativi provvedimenti firmati dalla Polverini in merito alla riorganizzazione della rete ospedaliera regionale. Nelle motivazioni della sentenza, depositate ieri, si spiega che tali provvedimenti «non appaiono suffragati da idonea istruttoria e motivazione» e che la determinazione di chiudere il pronto soccorso di Frascati «risulta viziata da illogicità, proprio in riferimento ai vincoli derivanti dal Piano di rientro e finanziari» relativi alla sanità regionale.

«Quella rimediata dalla Polverini - continua Marciano - è una bocciatura senza precedenti ed esemplare. In sostanza il Tar evidenzia come la scelta di chiudere il pronto soccorso di Frascati, oltre a esporre al rischio la tutela della salute dei cittadini del territorio tuscolano, avrebbe portato anche allo sperpero di denaro pubblico: quello speso da poco per ristrutturare la sede frascatana e quello da spendere per creare dal nulla a Marino, come avrebbe voluto la Polverini, una nuova struttura, invece di potenziare quella esistente. E’ grave che il governo regionale del Lazio abbia tentato di fare sulla salute dei cittadini giochetti politici, solo per compiacere qualche Sindaco “amico”, che avrebbero portato allo spreco di denaro pubblico. Ed è ancora più grave in questo momento in cui, mentre si chiede ai cittadini di fare sacrifici, il centrodestra al governo della Regione Lazio “regala” i vitalizi agli assessori regionali esterni. La vittoria ottenuta al Tar, per la difesa della sanità pubblica e la tutela dei posti di lavoro del personale sanitario che con competenza opera al pronto soccorso di Frascati, è merito dell’impegno e della mobilitazione dei cittadini e dei Sindaci dei comuni tuscolani, delle forze politiche del centrosinistra di Frascati e, in particolare, del Sindaco Stefano Di Tommaso, che oltre a curare con l’Avvocatura comunale il ricorso al Tar, si è impegnato ed è stato presente in prima persona in tutte le sedi per difendere l’ospedale della nostra città».

Polizia

«Esprimo vivo apprezzamento e il mio personale ringraziamento per l’attenzione che il senatore Luigi Zanda ha prestato alla mia recente denuncia pubblica della situazione di disagio nella quale si trovano a lavorare gli operatori del commissariato di polizia di Frascati, con conseguenti ricadute negative sui servizi per la sicurezza dei cittadini». Così Massimo Marciano, coordinatore politico comunale di Frascati di Sinistra Ecologia Libertà, commenta la presentazione, da parte del parlamentare, di una interrogazione al ministro degli Interni, Roberto Maroni, sulle carenze evidenziate di recente dal Silp, il sindacato autonomo di polizia per la Cgil, e denunciate dal coordinamento cittadino di Sel.

Nell’interrogazione, il senatore del Pd chiede a Maroni «quali urgenti iniziative il Ministro in indirizzo intenda adottare per garantire il pieno funzionamento del Commissariato di Frascati, nonché dei Commissariati limitrofi, ripristinando le necessarie dotazioni di automezzi, e in particolare quali provvedimenti intenda porre in atto per evitare che l’attività delle forze di polizia nell’area metropolitana di Roma sia posta in seria difficoltà a causa di insostenibili tagli al bilancio».

«In questo momento di estrema difficoltà per il nostro Paese - continua Marciano - le forze politiche del centrosinistra sentono la responsabilità di contribuire unitariamente a dare risposte concrete ai disagi dei cittadini su questioni per le quali in questi anni il centrodestra è stato solo capace di fare proclami demagogici, com’è successo per la sicurezza, nonché di operare tagli indiscriminati alle risorse economiche nei servizi pubblici. Anche per questo accolgo con viva soddisfazione l’attenzione ricevuta, al di là dell’appartenenza partitica, dal vicepresidente vicario del Gruppo del Pd al Senato, Luigi Zanda, dalla denuncia fatta da Sinistra Ecologia Libertà sul depotenziamento del commissariato di polizia cittadino. A Frascati, Sel sta lavorando con costante coordinamento e condivisione di intenti insieme al Partito democratico e all’Italia dei Valori per il buon governo della città. Mi auguro che presto le nostre tre forze politiche possano fare altrettanto per quel buon governo dell’Italia di cui chi vive oggi in estremo disagio - economico, lavorativo e sociale - sente l’urgente bisogno».

Nella sua interrogazione parlamentare, il senatore Zanda tra l’altro afferma: «Nonostante il lodevole impegno della Questura di Roma, che ha cercato come poteva di far fronte alle conseguenze operative dei tagli al bilancio, non è stato possibile affrontare l’emergenza con l’assegnazione di nuove autovetture. Sono stati pertanto messi a disposizione del Reparto Volanti veicoli in utilizzo ai Commissariati della Provincia di Roma, ai quali a loro volta è stato assegnato in sostituzione un numero inferiore di vecchie autovetture. In molti casi, queste ultime sono risultate essere in uno stato di tale usura da non poter assicurare neanche la sicurezza minima degli operatori in servizio, con la conseguenza di lasciare a piedi gli equipaggi, e i cittadini senza controllo del territorio; con questa “catena di Sant’Antonio” di veicoli spostati per necessità da un reparto all’altro, il problema della carenza di mezzi non è stato risolto, ma semplicemente trasferito dalla città di Roma all’area metropolitana. Ai problemi relativi ai mezzi di servizio si sommano, sempre a causa dei tagli al bilancio, quelli relativi alla grave carenza di personale di molti Commissariati, a tutto discapito dei servizi che questi riescono a garantire alla cittadinanza; in particolare, per il Commissariato di Frascati, sul quale grava anche il controllo di diciotto comuni e che provvede direttamente persino alla stampa dei passaporti, la riorganizzazione dell’Ufficio emergenza e pronto intervento ha determinato un’apertura H24, senza alcun incremento di personale per garantire il servizio».

« Previous PageNext Page »

Bad Behavior has blocked 10 access attempts in the last 7 days.

Usiamo i cookie per assicurarti la migliore esperienza di navigazione nel nostro sito web.
Ok