Frascati, la variante urbanistica di Grotte Portella

“Si sono evitati 700mila metri cubi di cemento”

Il portavoce del centrosinistra, Massimo Marciano, spiega gli sforzi fatti per rispettare l’impatto ambientale e ridurre le cubature inizialmente previste, in accordo con i proprietari dei terreni100730v-cinque-giorni.jpg

Frascati. Ieri la maggioranza ha votato la variante di Grotte Portella

Approvata “Frascati 2″

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In merito all’approvazione, da parte del Consiglio comunale, del piano urbanistico della località Grotte Portella, il portavoce del centrosinistra di Frascati, Massimo Marciano, ha dichiarato:

 

“Grazie al voto compatto dei Consiglieri comunali della maggioranza di centrosinistra che governa Frascati, la nostra città e quindi tutti noi frascatani oggi abbiamo 18 ettari di verde di proprietà pubblica in più e 700 mila metri cubi di cemento in meno. E’ questo il senso della delibera urbanistica sull’area di Grotte Portella approvata dal Consiglio comunale, che realizza così una fascia verde di protezione dall’avanzata della periferia di Roma”.

Il video con la dichiarazione completa:

 


Aggiornata la seduta del Consiglio comunale

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FRASCATI: RIMANDATA L’APPROVAZIONE SU GROTTE PORTELLA

Nota del portavoce di maggioranza Marciano

«Con il voto compatto del centrosinistra verrà approvato questo importante piano, con il quale assicureremo protezione dell’ambiente, tutela del territorio, diritto alla casa e alla socialità dei frascatani»

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Dichiarazione del portavoce del centrosinistra di Frascati, Massimo Marciano: “Centrodestra irresponsabile verso cittadini e istituzioni fa solo ostruzionismo”

“Ancora una volta dobbiamo constatare, con profondo rammarico, che i Consiglieri comunali delle tre liste di minoranza del centrodestra hanno dimostrato assoluto disprezzo della correttezza istituzionale, mancanza di rispetto per le legittime aspettative dei cittadini in attesa dell’approvazione di un provvedimento amministrativo che dà risposte a loro diritti, incapacità di contrapporre seri ragionamenti politici alle proposte dell’amministrazione comunale e della maggioranza di centrosinistra”.Il video con la dichiarazione completa:


I Partiti della Coalizione e i Gruppi Consiliari di Centro Sinistra sostengono il Sindaco e la Giunta per la realizzazione dell’Asilo Nido di Via Fausto Cecconi così come previsto dal programma elettorale

 

In riferimento all’ex piscina di Via Fausto Cecconi e agli articoli apparsi sulla stampa locale e a campagne di raccolta firme in corso, vogliamo ricordare che il Consiglio Comunale di Frascati ha previsto nel Piano Triennale delle Opere Pubbliche 2009 (approvato con delibera di CC n. 110 del 23/12/2008) di realizzare un nuovo asilo nido nell’area dell’ex impianto sportivo di Via Fausto Cecconi, con annessa piscina e area attrezzata, entrambe dedicate all’attività motoria dei bambini (centri estivi). È prevista inoltre la realizzazione di un parcheggio di oltre 100 posti auto nel piano interrato, che sarà di pertinenza dell’asilo e a servizio del quartiere.

 

La realizzazione di tale opera è stata voluta dalla precedente Giunta e dalla coalizione di centro sinistra e inserita nel programma elettorale, per essere proposta democraticamente alla cittadinanza. La vittoria alle scorse elezioni con oltre il 50% del consenso al primo turno conforta quindi all’Amministrazione Comunale nell’attuare il progetto, mantenendo l’impegno preso con gli elettori e con i piccoli frascatani che felicemente ne usufruiranno.

 

I bambini a Frascati da 0 a tre anni alla data odierna sono 715 e, nonostante la prossima apertura del bellissimo asilo di Pietra Porzia (quindi 120 posti pubblici compreso l’asilo di Grotteportella), resteranno nella lista d’attesa 54 bambini, senza tenere conto che a ottobre ci sarà la possibilità di nuove domande. È bene ricordare che a Frascati sono presenti ben 3 centri sportivi con piscine e un quarto sarà inaugurato prossimamente a ridosso dell’area urbana.

 

 

Partito democratico

Italia dei Valori

Frascati a Sinistra

Unione dei moderati

Con Stefano Di Tommaso scegli Frascati

In questi giorni ho ricevuto delle richieste di chiarimento circa la vicenda di Grotte Portella, da anni oggetto di polemiche politiche a Frascati, della quale però i cittadini faticano a capire i termini, probabilmente fuorviati dall’infinità di dichiarazioni, distinguo e posizioni assunte. Il tutto, ovviamente, sotto l’influenza delle polemiche e dimenticando che i cittadini devono capire il contesto dei fatti prima di potersi formare un’opinione autonoma.

Provo quindi a riassumere i termini della questione, tentando il difficile compito di vedere i fatti non come coordinatore politico di “Frascati a Sinistra”, ma cercando di fare una sintesi giornalistica della vicenda.

Il piano regolatore di Frascati del 1967 prevedeva a Grotte Portella un’area di insediamenti industriali e artigianali, solo in piccola parte realizzati. Gli strumenti urbanistici territoriali successivi (in particolare i patti territoriali) hanno portato a prevedere nella zona circa un milione di metri cubi di edificazione a destinazione industriale e artigianale.

Tre anni fa, l’amministrazione comunale decise che un tale impatto su uno degli ultimi territori verdi al confine con Roma andasse evitato. Perché si arrivasse a un accordo con i proprietari dei terreni (tutti privati: fino a quel momento il Comune di Frascati non possedeva nemmeno un metro quadro dell’area), si propose loro di trasformare la destinazione dell’area in residenziale. In questo modo, si sarebbe aumentata la redditività per metro quadro a favore dei proprietari, ma riducendo drasticamente le cubature, arrivando a soli 300 mila metri cubi. In cambio, il Comune avrebbe ottenuto la proprietà pubblica di alcune zone, da destinare ad aree verdi e alla realizzazione di un centro polifunzionale pubblico.

Su spinta di Ds e Prc, quando il consiglio comunale approvò il piano, lo fece con la clausola che una parte dell’edilizia fosse destinata alle cooperative, per permettere di avere casa anche a chi, tra i cittadini di Frascati, non può acquistare appartamenti da privati all’attuale costo di mercato e calmierare così i prezzi. Successivamente, l’opposizione presentò un ordine del giorno, approvato all’unanimità dal consiglio comunale, con cui si chiedeva all’amministrazione un piano-casa organico per la città, che prevedesse anche forme di edilizia convenzionata, non solo cooperative. Nella scorsa seduta, l’amministrazione ha presentato al consiglio un atto di indirizzo (tecnicamente, solo una manifestazione di intenti) con il quale si esprime l’intenzione di assegnare le aree di Grotte Portella a cooperative che hanno ottenuto finanziamenti sulla base di bandi regionali.

Inoltre, si ipotizza che, per ulteriori esigenze di edilizia agevolata, vengano utilizzati edifici pubblici da ristrutturare, come l’ex mattatoio, o si provveda con piani di recupero di aree già edificate, come quella di via Sciadonna. L’opposizione ha criticato la proposta, definendola non rispondente a quello che chiedeva l’ordine del giorno precedentemente approvato, ovvero un piano-casa organico (non una presa d’atto della situazione esistente) che tenesse conto di uno studio sulle esigenze abitative e prevedesse altre forme di edilizia oltre alle cooperative, tenendo in considerazione, inoltre, che vi sono anche cooperative che non hanno ottenuto finanziamenti regionali. Per questo ha chiesto un rinvio dell’esame del provvedimento a breve, per ulteriori studi sia sulle esigenze abitative sia sulla previsione di altre forme di edilizia agevolata oltre a quella delle cooperative già finanziate dalla Regione.

La maggioranza ha ritenuto che vi fossero, nel provvedimento portato in aula dall’amministrazione, sufficienti elementi di valutazione e ha portato in votazione l’atto, sul quale l’opposizione ha votato contro non per i contenuti, ma per il metodo.

Massimo Marciano

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