Sinistra e Libertà: indietro non si torna, il congresso prima delle regionali«Il nostro progetto da domani va avanti con più urgenza e più responsabilità». Sono le parole con cui Claudio Fava ha immediatamente commentato l’esito del congresso dei Verdi, chiusosi oggi con l’inaspettata bocciatura della linea coraggiosamente e coerentemente portata avanti dalla portavoce uscente, Grazia Francescato, che chiedeva l’entrata nel progetto unitario del nuovo partito di Sinistra e Libertà. E sono le parole che molti, direi la quasi totalità di noi che ci siamo ritrovati il 20 settembre scorso all’assemblea nazionale di Bagnoli, attendevano. Specialmente per quello che Fava ha aggiunto: occorre «battezzare in modo definitivo Sinistra e Libertà con un congresso prima della prossime elezioni regionali».

Un impegno cui ha fatto eco subito dopo, tramite Facebook, Umberto Guidoni, rammaricato per  «tutti gli amici Verdi che credono in Sinistra e Libertà». Ma, ha aggiunto, «in fondo abbiamo già una casa, dal forte tratto ecologista, che stiamo costruendo abbastanza grande e forte per tutti loro e per tutti noi. Adesso acceleriamo e vediamo di fare il congresso fondativo di Sinistra e Libertà prima delle elezioni regionali».

E’ proprio il caso dire che non tutti i mali vengono per nuocere: la inaspettata e infelice conclusione del congresso dei Verdi ha avuto come esito l’accelerazione del percorso fondativo del partito di Sinistra e Libertà. Spiace davvero che quest’oggi i Verdi e qualche giorno fa i socialisti non abbiano colto l’occasione storica di portare tutte le loro esperienze all’interno di un esaltante progetto. Soprattutto, spiace che non siano stati in grado di dare la risposta che si aspettavano da loro i tantissimi elettori della Sinistra che alle scorse elezioni europee - prima con le loro parole, quando noi militanti li abbiamo avvicinati in campagna elettorale, e poi con il loro voto - hanno chiesto: una Sinistra unita, un partito, un progetto politico in cui riconoscerci tutti.

Da Fava e da Guidoni abbiamo oggi l’impegno che a Bagnoli abbiamo chiesto in tanti: arrivare alle prossime elezioni con quel partito in cui hanno dimostrato di credere i nostri elettori e per cui migliaia e migliaia di militanti, ogni giorno, stanno lavorando nelle città, in molte esperienze “sul campo” dove le provenienze degli uomini e delle donne che ci partecipano non sono più da tempo un motivo di distinzione, ma un ulteriore elemento di forza nell’unità.

Avanti, dunque. Non si torna indietro. Anzi, si accelera. Ce lo chiedono ogni giorno, nelle nostre città, in tanti: non vuote formule, non simboli che diventano icone laiche della propria micro-identità, ma un partito nel quale riconoscerci tutti e tutte. E presto!Grazie Claudio, grazie Umberto, per averci detto subito le vostre parole. Forti e chiare.

Massimo Marciano