Un grande risultato per Frascati a Sinistra alle elezioni comunali: oltre 740 voti e un consigliere comunale, primo partito del centrosinistra dopo il Pd e subito dopo la lista civica organizzata da Stefano Di Tommaso, neosindaco di Frascati al primo turno con il 50,4% dei consensi, staccando di quasi trenta punti percentuali il secondo candidato, Vincenzo Conte, del centrodestra.

Gli elettori hanno promosso il nostro progetto politico: una Sinistra senza aggettivi né preclusioni, unita nel portare all’interno del centrosinistra i valori storici che sono il nostro riferimento. Ora inizia l’impegno nell’amministrazione comunale.

Un impegno che assolveremo con il nostro consigliere comunale, Alfredo Gulisano, e con l’assessore Damiano Morelli, al quale sono state conferite le deleghe a bilancio, promozione e attuazione degli istituti di partecipazione popolare, cooperazione e rapporti internazionali.

Il consenso ottenuto, del quale siamo grati ai nostri elettori, che ringraziamo, è un ulteriore stimolo sulla strada che abbiamo intrapreso con il nostro progetto politico. Ora siamo più forti nel perseguirlo.

Massimo Marciano
Coordinatore politico di Frascati a Sinistra

Frascati a Sinistra per Di Tommaso sindaco Resa nota, in un incontro pubblico, la lista dei candidati di Frascati a Sinistra, la formazione unitaria della Sinistra cittadina, che parteciperà alle elezioni comunali del 6 e del 7 giugno prossimi a sostegno del candidato a Sindaco del centrosinistra, Stefano Di Tommaso. La lista è stata presentata ieri sera, nel corso di un incontro al quale ha partecipato anche Stefano Di Tommaso, dal coordinatore politico di Frascati a Sinistra, Massimo Marciano, e dal consigliere comunale Damiano Morelli.

Nell’occasione, il candidato a Sindaco ha ringraziato Frascati a Sinistra “per l’impegno profuso, a cominciare dalle tante e importanti proposte fatte per il programma della coalizione, per continuare con le iniziative di cui si è fatta subito promotrice, come quella recente su ‘Sanità: oltre i tagli, uno sviluppo possibile’ e quelle in programma”.

Per mercoledì 13 alle 17, infatti, nell’hotel Villa Mercede, in via Tuscolana 20, è previsto un incontro-dibattito su “Quali prospettive per la scuola pubblica” dopo i tagli operati dalla “Riforma Gelmini” e dal “Decreto Aprea” del governo. Parteciperà anche Simonetta Salacone, dirigente scolastico, promotrice del movimento di opinione a difesa della scuola pubblica e candidata alle elezioni europee di giugno per Sinistra e Libertà. In calendario, Frascati a Sinistra ha anche un incontro con associazioni e cooperative del terzo settore e un confronto pubblico sulla normativa a difesa del reddito dei lavoratori disoccupati approvata dalla giunta di centrosinistra della Regione Lazio.

 

Questa la lista dei candidati di Frascati a Sinistra per il consiglio comunale:

 

Nebi Agolli – Impiegato, 56 anni. Immigrato dall’Albania, impegnato nel sociale

Yuri Bizzoni – Studente, 20 anni. Studia all’Università “La Sapienza” di Roma

Bruna Brunelli in Tosti – Insegnante precaria, 52 anni

Marco Caboni – Medico, 56 anni. Radiologo della Asl Rm H

Rosanna Catania in Tognoni – Insegnante, 58 anni. Impegnata nel sindacato della scuola

Francesca Ciardi in Pillinini – Casalinga, 43 anni. Impegnata in attività creative

Angelica Ciobanita Bors – Imprenditrice romena, 49 anni. Cura attività sociali e servizi a favore della comunità romena in Italia

Donato Citarella detto Nando Citarella – Tenore, 50 anni. Promotore di diverse attività sociali attraverso la musica

Mauro Grossi – Geometra, 52 anni

Alfredo Gulisano – Impiegato, 57 anni. Dipendente del Policlinico universitario della “Sapienza” di Roma

Giuseppe Lollobattista – Pensionato, 73 anni. Già tecnico nei laboratori Enea di Frascati

Massimo Marciano – Giornalista professionista, 46 anni. Coordinatore politico di Frascati a Sinistra, dirigente nazionale negli organismi di categoria dei giornalisti italiani

Paolo Martini – Vigile del fuoco, 55 anni. Impegnato nell’associazionismo culturale

Roberta Mele in Guida – Insegnante, 39 anni. Agronoma, iscritta alla Lipu, rappresentante dei genitori negli organi collegiali della scuola

Marlene Molino – Studentessa, 25 anni. Lavoratrice precaria in un call center

Damiano Morelli – Web designer, 37 anni. Consigliere comunale uscente, delegato alle politiche giovanili, per la pace, ambientali e Rsu, presidente commissioni ambiente e cultura

Roberto Pesce – Dirigente, 49 anni

Donato Ranieri – Impiegato, 58 anni. Lavora per una compagnia assicuratrice

Emiliano Sbaraglia – Insegnante precario, 38 anni. Scrittore e giornalista

Riccardo Tallone – Operaio, 37 anni. Coordinatore dei servizi cimiteriali e per il verde a Frascati del consorzio Gaia, laureando in Scienze motorie

 

Frascati, 6 maggio 2009     I candidati di Frascati a Sinistra: http://www.frascatiasinistra.it/i-candidati-frascati-elezioni-2009-sindaco/

Ripensare un modello di sanità che superi il concetto “aziendalista” della compatibilità dei costi e rimetta al centro dell’attenzione il diritto alla salute dei cittadini, soprattutto di quelli con maggiori difficoltà economiche, e il ruolo delle strutture pubbliche. E’ il concetto intorno al quale si è articolato il dibattito su “Sanità: oltre i tagli, uno sviluppo possibile”. E’ stato questo, infatti, il tema dell’incontro-dibattito promosso da Frascati a Sinistra, associazione politica che sarà presente alle elezioni comunali del prossimo giugno, con la partecipazione del candidato a sindaco del centrosinistra, Stefano Di Tommaso, e di esponenti di Sinistra e Libertà, la formazione unitaria della sinistra per le elezioni europee. L’incontro si è svolto martedì 21 aprile all’hotel Villa Mercede a Frascati.

C’è bisogno di una sanità che non pensi solamente al momento acuto della malattia, ovvero l’ospedalizzazione, ma che pensi alla salute delle persone anche nei luoghi dove vivono ogni giorno, con particolare attenzione per l’assistenza domiciliare e i servizi di prossimità nei vari comuni, coinvolgendo le associazioni e il mondo della cooperazione. E’ questa la proposta di Frascati a Sinistra venuta fuori da dibattito, coordinato dal responsabile del settore sanità del movimento politico, Marco Caboni, medico, al quale hanno partecipato Augusto Battaglia, ex assessore regionale alla Sanità, Ivan Cavicchi, docente dei Medicina, Amedeo Cicogna, direttore sanitario della Asl Rm H, Francesco Prost, del Policlinico Tor Vergata, e Alba Rosa, vicesindaco di Pomezia ed esponente di Sinistra e Libertà.

“L’amministrazione di centrosinistra a Frascati - ha detto Stefano Di Tommaso, assessore alle politiche educative e sociali e candidato a sindaco - ha portato da poche decide a centinaia le persone raggiunte dall’assistenza domiciliare ed ha aumentato del 170 per cento la spesa per le politiche sociali. Un lavoro per dare attenzione alle necessità primarie di chi ha bisogno che intendiamo continuare a svolgere nel prossimo mandato nella continuità con l’esperienza amministrativa che si sta concludendo”.

“I diritti fondamentali delle persone - ha sostenuto Massimo Marciano, coordinatore politico di Frascati a Sinistra - che fino a ieri ritenevamo acquisiti, oggi vengono quotidianamente messi a rischio: il diritto al lavoro, ad un’esistenza libera e dignitosa, al pari trattamento senza distinzioni di sesso, di stato sociale, di nazione di provenienza, di colore della pelle… Anche il diritto alla salute, messo in crisi dalla politica delle inaugurazioni di facciata e dei soldi dati alle strutture private fatta dalla precedente giunta di destra della Regione Lazio, che ha portato alle difficoltà economiche attuali. Frascati a Sinistra è nata nel giugno scorso come associazione di uomini e donne liberi che, senza vincoli di partito e senza obbligatoriamente avere precedenti esperienze politiche, vogliono rimettere in moto le idee della Sinistra conforntandosi con cittadini, singoli o associati. In questo, possiamo dirci orgogliosi di aver anticipato il progetto di Sinistra e Libertà, nel quale ci riconosciamo pienamente”.

Dietro lo schermo dell’emergenza, decine di interventi all’ora dei Tg e popolarità al top

Rocco Di Blasi

Articolo tratto da www.ilsalvagente.it

Stefania Pezzopane è la presidente della Provincia dell’Aquila, si sta dando da fare - 24 ore su 24 - dalla prima notte del terremoto, è tra le poche ad aver denunciato i ritardi e le improvvisazioni con cui la Protezione civile si è mossa davanti a un terremoto annunciato da tempo.
E’ diventata presidente della Provincia con quasi il 60% dei voti. Accadeva nel 2004. Tra poco si riandrà alle elezioni. Ma ha un difetto: è stata eletta dal centrosinistra e, quindi, è stata “cancellata” dalle tv.
Eppure la sua voce - una delle poche che non cantano nel coro del “tutto va bene” dopo il terremoto, anzi “poteva andare peggio” - viene “tagliata” in pochi secondi di intervista. Quando la incontrano in una tendopoli (dove si trova quasi sempre in questi giorni) le fanno dire due battute, tra un volontario e un terremotato, perché - si sa - “il clima” non deve guastarsi.
Lo stesso accade per Massimo Cialente, sindaco dell’Aquila, anche lui eletto nelle liste del centrosinistra. E’ il sindaco della città che più ha subito vittime e danni dal sisma del 6 aprile, dovrebbe avere le telecamere costantemente addosso. Ma non appartiene allo schieramento giusto, non deve - quindi - rubare la scena.

Un uomo solo al comando

Si parla di unità nazionale, Berlusconi stesso - che ha sempre puntato a dividere l’Italia in “buoni” e “cattivi” - ha detto che non è il momento delle polemiche. E - dopo Dario Franceschini - anche Pierluigi Bersani, il più combattivo tra i dirigenti del Partito democratico, ha dovuto convenire che è così, non si fa politica sui terremoti.
Ma la sinistra sta commettendo un altro dei suoi errori clamorosi.
Un conto, infatti, è non speculare su una tragedia e questo è ovvio e condivisibile. Un altro è sparire del tutto davanti agli occhi degli italiani.
Franceschini ha fatto una sola apparizione in Abruzzo, tanto “discreta” che non ha avuto neppure una telecamera al seguito. Gli altri non si sono neppure visti (e se ci sono non lo sa nessuno).
Ieri ha incrociato le telecamere, in una tendopoli, anche Letizia Moratti, sindaco di Milano. Dove sono i presidenti delle Regioni “rosse”, da Nicky Vendola a Vasco Errani, da Antonio Bassolino (che qualcosa di terremoti sa), a Rita Lorenzetti, che avrebbe più titoli di tutti per parlare, visto che l’Umbria di cui è presidente ha portato a termine in 10 anni (tanti ce ne vogliono, se non si fa propaganda) una ricostruzione esemplare, senza furti e senza sprechi, consentendo al 90% dei suoi terremotati di rientrare nelle case distrutte?
Neppure il sindacato - che ha una grande tradizione nei soccorsi del dopo-terremoto - è sulla scena. I suoi dirigenti o sono completamente assenti o non si fanno intervistare (complimenti per la discrezione).

La popolarità di Berlusconi al 73%

Gli amministratori e i dirigenti del centrosinistra non appaiono, qundi, in tv neppure quando - vedi il caso di Stefania Pezzopane e Massimo Cialente - avrebbero tutti i titoli per esserci. In questa prima, decisiva, settimana, sono stati “cancelled”, come un volo annullato.
Al centro della scena c’è solo il presidente del Consiglio: è presente non solo nei Tg, ma anche nelle trasmissioni delle più diverse fasce orarie, in modo da raccogliere tutti i bacini di pubblico: da quello notturno di Matrix, a quello “familiare” delle trasmissioni pomeridiane come La vita in diretta, fino allo scandaloso “servizio” sulle “lacrime di Berlusconi” di ieri a Domenica In.
E cosa è accaduto, in conseguenza di questa straripante campagna mediatica dedicata non ai problemi del terremotati, ma alle esigenze del premier? Che la popolarità di Berlusconi (per la prima volta in crisi, dopo un anno di governo, per la gestione immobilista della crisi economica) è risalita fino al 73%, un plebiscito.
Gli italiani - grazie alla super-presenza del presidente del Consiglio sulla scena del terremoto - hanno dimenticato che, pochi giorni prima del sisma, il premier si era fatto un vanto di un Piano casa che allentava proprio i vincoli anti-sisma per le costruzioni, un Piano che avrebbe varato a tambur battente, se non ci fossero stati i No delle Regioni (e della Lega Nord). Un Piano che si è dimostrato, alla luce di quanto è accaduto in Abruzzo, un’idea disastrosa, foriera di altre rovine e lutti in futuro.
Ma nessuno ha osato rimproverarlo (forse è troppo, bastava fargli una semplice domanda) per questa idea, che repentinamente ha dichiarato di aver cambiato in corso d’opera (e dopo 300 morti)

“Solidale” e “attivissimo” a tutte le ore

Ma la prima versione del Piano gli italiani hanno potuto dimenticarlA facilmente, perché il presidente del Consiglio è apparso a tutte le ore (specie in quelle sincronizzate con i telegiornali) a ricordare loro che lui è presente, lui si dà da fare, lui è solidale con le vittime. E, intanto, le tv compiacenti intorno a lui contribuivano a costruire un vero e proprio “culto della personalità”, dimenticando di chiedersi - ad esempio - perché la Protezione civile alla vigilia del terremoto aveva rassicurato tutti gli abruzzesi che non dovevano temere nulla (e aveva, quindi, tenuto nel cassetto i piani per l’emergenza)
Questa non è “solidarietà”, questa è campagna elettorale. A giugno si vota. Forse è venuto il momento, per l’opposizione, di accorgersene e di trovare qualche contromisura.
Prima che il terremoto che ha stravolto L’Aquila, rada al suolo anche quel che resta della sinistra italiana. mentre - in una domenica di Pasqua - arriva anche il presidente della Camera, Gianfranco Fini, a celebrare l’orazione funebre del pensiero critico sulle macerie di una regione. E a prendersela con Santoro che, bene o male, in questa tv che non sa più distinguere l’informazione dalla propaganda e dal servilismo istituzionale e che spaccia per “solidarietà” una campagna elettorale ancora una volta senza esclusione di colpi, è tra i pochi che continua a fare il suo mestiere.

Il testo originale dell’articolo

Presentato un Ordine del giorno con il quale si chiedono impegni concreti di tutte le forze politiche su etica, trasparenza, correttezza negli appalti in edilizia

Un “pressante invito” alle forze politiche di Frascati a non candidare, nelle prossime elezioni amministrative di giugno, “persone indagate, rinviate a giudizio o condannate per reati contro la pubblica amministrazione e di mafia”. Un forte richiamo ai “consiglieri comunali in carica e a quelli che verranno eletti” a dare ai cittadini l’esempio “dell’impegno e dello spirito di servizio nei confronti della comunità locale, connessi con la carica ricoperta, onorando il consenso ottenuto dagli elettori attraverso la presenza costante alle attività amministrative e alle riunioni di consiglio comunale, commissioni consiliari e organismi nei quali risultino eletti o nominati in rappresentanza della Città di Frascati”.

Sono questi i contenuti di un Ordine del giorno che verrà discusso nella prossima riunione del consiglio comunale. Il documento, dal titolo “Questione morale e etica della politica”, è stato presentato dal consigliere Damiano Morelli, su proposta dell’associazione politica Frascati a Sinistra.

“Per noi la politica vera - spiega Massimo Marciano, presidente di Frascati a Sinistra - non si fa semplicemente con le parole, ma con gli atti concreti. Per questo chiediamo che il consiglio comunale di Frascati, come in questi giorni stanno facendo molti altri in tutta Italia, approvi un atto di impegno formale al rispetto di fondamentali regole etiche. Tra le altre cose, l’Ordine del giorno da noi proposto e presentato dal consigliere Morelli chiede al parlamento una legge che, finalmente, applichi quano disposto dall’articolo 49 della Costituzione, fino ad oggi rimasto lettera morta, che prevede norme per assicurare una regolamentazione realmente democratica e trasparente della vita dei partiti, che incentivi la partecipazione degli iscritti e degli elettori”.

“La proposta di Frascati a Sinistra - aggiunge il consigliere Morelli - di portare all’attenzione del consiglio comunale l’Ordine del giorno sulla questione morale è assolutamente condivisibile, così come è auspicabile che tutte le forze politiche, non soltanto quelle del centrosinistra, possano riconoscersi nei valori di etica e trasparenza, di impegno civico e partecipazione. Valori che l’elettorato esige dalla politica, valori in cui io credo fermamente e per i quali mi batterò affinché possano essere patrimonio di tutti”.

“Molti cittadini - conclude Marciano - ma anche organi di informazione locale e curatori di siti Internet, in vista delle elezioni comunali di giugno stanno sollecitando, giustamente e molto opportunamente, un dibattito nella città su urbanistica ed edilizia, temi di vitale importanza e principali competenze di un’amministrazione comunale. Frascati a Sinistra, con l’Ordine del giorno sulla questione morale, intende anche partecipare a questo dibattito mettendo in campo proposte e chiedendo un impegno concreto alle altre forze politiche. Il documento che chiediamo al consiglio comunale di approvare, infatti, impegna anche a ‘superare la pratica dell’urbanistica contrattata o, comunque, richiamarsi ad essa esclusivamente al fine di realizzare veri piani di recupero di aree degradate e di rendere assolutamente certi, verificabili, quantificabili, nel modo più trasparente possibile, i vantaggi per la comunità’. Inoltre, il nostro Ordine del giorno chiede di ‘superare la logica degli appalti al massimo ribasso, indicata come principale causa dell’insicurezza sui luoghi di lavoro e di infiltrazione delle organizzazioni criminali nei settori dell’economia, in particolare dell’edilizia’. Su questi punti chiediamo il voto del consiglio comunale e un impegno delle altre forze politiche di Frascati”.

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