Massimo MarcianoIn questi giorni di campagna elettorale per le elezioni comunali, a Frascati si fa un gran parlare delle otto candidature a sindaco (tante per una città di 21mila abitanti), della voglia di protagonismo di alcuni e, in particolare, della divisione in due nel campo della maggioranza attualmente al governo della città: tra un centrosinistra ufficiale uscito vincitore dalle primarie e una coalizione degli sconfitti, che non ha rispettato l’esito del voto primario.

Io penso che tutto ciò offra una grossa opportunità ai frascatani: quella di fare con il proprio voto una scelta chiara tra modi diversi tra loro di vedere la politica e gli impegni con gli elettori. Una scelta per cambiare Frascati attraverso un cambiamento della classe politica e della mentalità.

Io ho scelto di candidarmi alla carica di consigliere comunale a sostengo del candidato Sindaco Alessandro Spalletta, il vincitore delle primarie del centrosinistra: un professionista noto e stimato nella città, proveniente dal mondo dello sport e dell’associazionismo, in grado di dare a Frascati un cambiamento che unisca un nuovo modo di fare politica all’esperienza. Un cambiamento che è già partito con la scelta di dare ampio spazio nelle candidature, all’interno delle liste che sostengono Alessandro, a persone che non rappresentano quei vecchi schemi che hanno portato nel recente passato alla paralisi l’amministrazione della nostra città per colpa di personalismi e tatticismi di bassa politica.

Insieme ad altre persone competenti e oneste, ho formato la lista “Frascati a Sinistra con Spalletta”, della quale ho l’onore di essere il capolista. Una lista della quale fanno parte otto uomini e otto donne (perché le pari opportunità di genere non sono solo uno slogan) che hanno maturato nella vita e nel lavoro competenze e dedizione.

Una lista che rappresenta gli ideali che devono caratterizzare una forte Sinistra di governo, una Sinistra costruita dai militanti, che fanno in prima persona le loro scelte per il bene della città in cui vivono senza piegarsi alle imposizioni che vengono dall’alto, come invece anche un certo altro tipo di sinistra (che non è la nostra, ma è quella piena di “tessere” di partito e vuota di militanti) talvolta fa.

 

Cosa penso dell’impegno in politica oggi e come lo interpreto

In pochi anni in Italia le diseguaglianze sociali sono aumentate, scavando un solco profondo tra una piccolissima minoranza di ricchi e il resto della popolazione. Un solco che ha inghiottito un’intera classe sociale, che dal dopoguerra era cresciuta grazie ai principi fondanti scritti nella Costituzione dopo la Liberazione dalla dittatura nazi-fascista: sovranità popolare, una Repubblica fondata sul lavoro, pari dignità sociale per tutti/e, accesso libero e gratuito per tutti/e ai servizi essenziali, primato della scuola e della sanità pubbliche…

Rimettere al centro delle scelte questi principi fondanti della nostra democrazia è la vera rivoluzione che attende oggi il nostro Paese. Una rivoluzione che superi le urla, la demagogia spicciola, la lotta di tutti contro tutti verso la quale ci stanno spingendo: tutte cose che non portano a nulla se non alla cristallizzazione dello stato attuale, così come fino ad oggi hanno prodotto quel solco, a beneficio di pochissimi.

Una rivoluzione sulla quale la politica deve impegnarsi ad ogni livello, da quello nazionale fino a quello locale, che è il più vicino ai cittadini e quello che assicura, per compito assegnatogli dalla legge, gli interventi immediati di tutela sociale alle persone. Proprio per questo, è dal livello locale che deve partire questa rivoluzione. Chi si candida ad amministrare una comunità locale, è questo il principio guida che deve avere.

  

Cosa penso delle primarie e perché sostengo Alessandro Spalletta, che le ha vinte a Frascati

Molti hanno lodato le primarie del centrosinistra come un importante strumento di democrazia partecipativa quando, un tempo, l’esito era scontato con la vittoria dei candidati proposti dai gruppi dirigenti. Da qualche anno, gli elettori si sono riappropriati del potere di scelta, specialmente in occasione delle primarie per i Sindaci delle nostre città, votando e facendo vincere in più occasioni candidati fuori dalle logiche di certe “nomenklature”.

E qualcuno di quelli che prima lodavano le primarie, ha cominciato a criticarle, a definirle truccate, pilotate, inquinate. Solo per avere una misera giustificazione per non rispettare l’esito del voto dei propri concittadini, che avevano appena bocciato la vecchia “nomenklatura” di turno.

Io sono contro questa ipocrisia. Io sto con il voto dei miei concittadini, oggi come lo ero ieri.

Perché chi non rispetta i patti sotto i quali ha messo la propria firma, chi non rispetta la parola data di tenere fede alla volontà degli elettori espressa con le primarie, non sarà neanche in grado di mantenere fede alle promesse fatte in campagna elettorale. Chi si candida a governare una comunità, non può essere credibile se non rispetta già prima delle elezioni la parola data ai suoi concittadini.

 

Io cambio Frascati perché…

- voglio una città senza barriere architettoniche

- voglio i pannelli fotovoltaici sui tetti degli edifici pubblici

- non voglio nuovo cemento, ma agevolazioni per chi vuole ristrutturare e abbellire il volto della città

- voglio 30 ore al mese di parcheggio gratuito in centro per chi abita in periferia

- voglio portare il metano nei quartieri dove ancora non c’è

- voglio che la biblioteca per ragazzi sia aperta tutti i giorni

- voglio le isole ecologiche per un nuovo sistema di raccolta differenziata

- voglio privilegiare le imprese di Frascati negli appalti pubblici

- voglio che l’ex mattatoio diventi la casa delle associazioni

- voglio che i cittadini partecipino al governo della città attraverso le consulte di settore

- voglio che Frascati non dimentichi l’agricoltura e le sue tradizioni

- voglio potenziare i servizi dell’ospedale e difendere la sanità pubblica

- voglio difendere il commercio favorendo un turismo di qualità

- voglio una città in cui nessuno si senta straniero o escluso

- voglio il registro delle unioni civili

- voglio più manutenzione per le strade e l’illuminazione pubblica e più attenzione contro il vandalismo

- voglio un Comune che finanzi sportelli di assistenza e ascolto per i consumatori, le donne e per chi vuole partecipare ai bandi europei

- voglio più donne nell’amministrazione della città

- voglio un’amministrazione che sappia ascoltare i giovani e gli anziani

- voglio che la Sts sia subito trasformata in un’azienda pubblica, per tutelare il lavoro di tutte quelle persone che stanno dando ogni giorno in prima persona tutto il loro impegno e la loro professionalità per la Multiservizi, al servizio dei nostri concittadini, dopo che la società ha abbandonato le costose consulenze esterne del passato

Io cambio Frascati perché quando Alessandro Spalletta sarà Sindaco voglio portare, insieme a lui, nel governo di Frascati le idee, l’energia, la competenza e la voglia di rinnovare la città di tutti gli uomini, le donne e i giovani che ci mettono la faccia. Ogni giorno.

 

Chi sono

Sono nato a Roma il 26 giugno 1963. Vivo a Frascati, dove ho studiato al Liceo classico statale “Marco Tullio Cicerone” prima di laurearmi in Scienze Politiche, con indirizzo politico-internazionale, all’Università La Sapienza di Roma con una tesi in Diritto parlamentare su “L’attività consultiva delle Commissioni nel procedimento legislativo”.

Sono giornalista professionista. Ho iniziato l’attività professionale a 20 anni collaborando con testate locali e nazionali, per conto delle quali si è occupato di cronaca dei Castelli Romani. Dopo varie esperienze per quotidiani, radio e tv, nonché per un breve periodo come supplente nella scuola media e nella scuola superiore, attualmente lavoro per l’Agenzia Ansa, ho un rapporto di collaborazione professionale per il quotidiano Il Messaggero e sono docente in corsi di giornalismo.

 

Cosa ho fatto e cosa sto facendo a Frascati e nella vita

Dal 1977 al 1992 sono stato impegnato negli organi collegiali della scuola, prima come rappresentante degli studenti e poi come rappresentante della Cgil-scuola, in Consiglio di classe, Consiglio d’Istituto, Giunta d’Istituto, Consiglio scolastico distrettuale e Giunta distrettuale.

Dal 1981 sono impegnato nell’associazionismo culturale. Dal 2006 sono presidente dell’Università Popolare dei Castelli Romani e vice-portavoce regionale per il Lazio della Confederazione nazionale delle Università Popolari italiane.

Dal 1996 ho ricoperto vari incarichi, a livello regionale e a livello nazionale, nel sindacato e nell’Ordine dei giornalisti. Attualmente sono consigliere d’amministrazione dell’Istituto nazionale di previdenza del giornalisti italiani (Inpgi) come rappresentante della Gestione separata per i lavoratori autonomi e parasubordinati e membro dell’Assemblea nazionale lavoro autonomo della Federazione nazionale della stampa italiana (Fnsi).

Nel 1994 mi sono impegnato attivamente in politica, aderendo ai Democratici di Sinistra. Nel partito sono stato membro della segreteria dell’Unità di base di Frascati e della Direzione della Federazione Castelli Romani-Litoranea-Valle del Sacco.

Dopo lo scioglimento dei Ds, ho aderito a Sinistra Democratica, di cui sono stato coordinatore politico cittadino di Frascati, partecipando poi al percorso di fondazione di Sinistra Ecologia Libertà, partito per il quale sono stato coordinatore politico comunale di Frascati dal 2011 al 2014 e sono stato candidato alla Camera dei Deputati nel 2013.

Ho ricoperto l’incarico di coordinatore politico della coalizione di centrosinistra di Frascati. Sono membro della Commissione di garanzia della Federazione di Roma e area metropolitana di Sinistra Ecologia Libertà.

Sono il presidente dell’associazione politico-culturale “Frascati a Sinistra” e il coordinatore politico della lista che si presenta alle elezioni comunali di Frascati del 25 maggio prossimo a sostengo del candidato sindaco Alessandro Spalletta, il vincitore delle primarie del centrosinistra che si sono svolte il 9 marzo scorso.

Il coordinamento politico comunale di Sinistra Ecologia Libertà di Frascati ha diffuso la seguente nota:

In questi giorni stiamo assistendo a una serie di dichiarazioni dei più diversi soggetti sull’esito delle primarie svoltesi a Frascati il 9 marzo scorso per la scelta del candidato sindaco del centrosinistra. Dichiarazioni che provengono, in alcuni casi, anche da componenti interne a partiti della coalizione o da loro esponenti di livelli diversi da quello comunale, e che esprimono valutazioni, legittime ma estremamente soggettive, che stanno determinando molta confusione tra i cittadini.

Anche la segreteria provinciale del Partito democratico, ultima in ordine di tempo, ha espresso la sua valutazione in merito alla correttezza della procedura delle primarie: una valutazione di cui si può prendere atto come indicazione della posizione che uno dei partiti della coalizione intende sostenere al tavolo cittadino del centrosinistra, unico organo a cui compete la definizione della posizione politica dell’intera coalizione a Frascati.

Di fronte a tutte queste dichiarazioni, Sinistra Ecologia Libertà di Frascati tiene a ribadire ai cittadini, che chiedono chiarezza, che l’unico soggetto in grado di procedere alla legittimazione della procedura delle primarie e alla proclamazione del risultato è la Commissione per le primarie, costituita di comune accordo dai soggetti politici promotori della consultazione primaria, che in essa sono rappresentati in maniera paritaria.

La Commissione è convocata per martedì prossimo, con l’incarico di procedere all’esame dello svolgimento delle primarie, alla validazione della correttezza della procedura in relazione alle regole che la coalizione si è data e alla proclamazione del risultato.

Sinistra Ecologia Libertà auspica che si proceda in maniera concorde e rispettosa delle regole che il centrosinistra si è dato, nella convinzione che l’unità e la concordia di tutte le forze della coalizione siano beni essenziali per raggiungere quello che è l’obiettivo comune, ovvero la vittoria nelle elezioni comunali del prossimo maggio.

Frascati, 16 marzo 2014

Il coordinatore politico comunale di Sinistra Ecologia Libertà di Frascati, Massimo Marciano, ha dichiarato:

Primarie 9 marzo 2014«Le primarie del centrosinistra svoltesi ieri a Frascati ci consegnano due risultati su cui riflettere. Il primo è la grande partecipazione dei cittadini: 2.809 votanti, in un momento come quello che la politica sta attraversando da tempo, sono un segno importante di mobilitazione; una cifra che si attesta molto vicino alla soglia di partecipazione registrata alle primarie comunali di cinque anni fa. Il secondo dato è la sostanziale equità di consensi raccolta dai tre candidati, che hanno dato vita a una competizione risoltasi solo per una manciata di voti di differenza.

A chi ha vinto va l’augurio di buon lavoro, a tutti e tre va il riconoscimento di aver condotto un confronto leale e aperto. In particolare, Sinistra Ecologia Libertà rivolge un affettuoso ringraziamento al Sindaco Stefano Di Tommaso, che abbiamo con convinzione ed energia sostenuto, per aver portato alti nel confronto delle primarie i valori di inclusione, partecipazione popolare e tutela della dignità sociale degli individui che hanno sempre caratterizzato il suo impegno politico e che il nostro partito ritiene patrimonio irrinunciabile di tutto il centrosinistra.

Un centrosinistra che, a nostro avviso, potrà continuare a governare la nostra città lungo queste idee caratterizzanti, sapendo trovare la strada di una rinnovata unità».

Frascati, 10 marzo 2014

Sinistra Ecologia Libertà, a Frascati, ha sostenuto con lealtà e coerenza l’amministrazione di centrosinistra guidata dal Sindaco Stefano di Tommaso, convinta che rappresentare le istituzioni all’interno di una coalizione di centrosinistra sia il modo più concreto di dare risposte ai cittadini, per continuare a garantire quei diritti, quei principi di uguaglianza, dignità, rispetto che sono alla base dell’attività politica del partito.

Proprio per dare seguito a questo percorso, e in virtù degli argomenti di cui siamo convinti, Sinistra Ecologia Libertà, a Frascati, siede al tavolo del centrosinistra e aderisce alla consultazione primaria per la scelta del candidato Sindaco. Tale scelta, a nostro avviso, deve ricadere necessariamente sul Sindaco uscente Stefano di Tommaso, che tanto ha fatto nella sua storia politica per garantire un elevatissimo livello dei servizi alla persona, sempre schierato al fianco dei più deboli, sempre in prima linea per il riconoscimento dei diritti fondamentali, del diritto all’istruzione e alla cultura.

Sinistra Ecologia Libertà ha espresso quindi, fin dalla prima ora, nei tavoli di competenza, il proprio sostegno alla candidatura del Sindaco Stefano Di Tommaso alle primarie del centrosinistra, garantendo con coerenza la propria presenza nel percorso di governo della città fin qui intrapreso.

Sel apprende con grande soddisfazione che, oggi, anche lo stesso partito a cui appartiene il Sindaco Di Tommaso, il Pd, gli ha rivolto un appello affinché ritorni sulla sua decisione di ritirarsi dalla competizione per le primarie. C’è tempo, c’è necessità affinché il Sindaco Di Tommaso torni sulla sua decisione ed entro domani, termine per la ufficializzazione delle candidature, manifesti la sua volontà di essere presente alle primarie.

Per tutti questi motivi, Sinistra Ecologia Libertà rivolge un appello al Sindaco Stefano Di Tommaso affinché, con le capacità, la passione e l’onestà intellettuale che tutta la città gli riconosce, anche al di là degli schieramenti di partito, torni in campo all’interno del centrosinistra per dare il suo contributo essenziale affinché si confermi al governo della città. Sel sarà al suo fianco nelle primarie come lo è stata in questi cinque anni di governo, in cui la città di Frascati si è distinta, pur nel generale contesto di difficoltà finanziarie, per un alto livello dei servizi sociali.

Frascati e il centrosinistra hanno bisogno di Stefano Di Tommaso. Siamo convinti che ancora una volta non mancherà di dare il suo cuore e le sue energie per la città e la coalizione che lo ha sostenuto in questi cinque anni e sarà il nostro candidato alle primarie del centrosinistra, per continuare a guidare la coalizione nel governo di Frascati.

 

Frascati, 3 febbraio 2014

Vendola a Frascati

Nel suo giro per le città d’Italia in occasione della campagna elettorale, il presidente di Sinistra Ecologia Libertà, Nichi Vendola, farà tappa a Frascati.

Mercoledì 30 gennaio il leader di Sel incontrerà i cittadini dei Castelli Romani e dell’area metropolitana a sud di Roma nel ristorante dell’hotel Villa Mercede, in via Tuscolana 20.

La serata, organizzata dal Circolo di Frascati di Sel (www.sel-frascati.it), inizierà alle ore 20 con un incontro con i candidati del territorio alle elezioni politiche. Alle ore 21 è previsto l’intervento di Vendola. Seguirà un buffet.

Per informazioni e prenotazioni per la partecipazione all’iniziativa e al successivo buffet (con sottoscrizione per la campagna elettorale di Sel), si può telefonare al numero di Sel del Lazio 064383475, inviare una e-mail a selfrascati@gmail.com oppure un sms al numero 3392716865.

Alla serata, oltre a Nichi Vendola parteciperanno i candidati del territorio alla Camera dei Deputati e al Senato della Repubblica:

Ileana Piazzoni - Genzano di Roma

Filiberto Zaratti - Rocca Priora

Massimo Marciano - Frascati

Claudio Fiorani - Albano

Azzurra Marinelli - Nemi

Carmen Zorani - Rocca Priora

Anna Parisi - Grottaferrata

Fabrizio Profico - Ariccia

Aldo Morana - Rocca di Papa

Giuseppe Di Lisa - Pomezia

Stella Di Maio - Rocca Priora

Provinciali 2013, è già caccia ai candidati

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Dopo quasi due anni dalle elezioni comunali, siamo ad un punto di svolta nelle strategie delle varie forze politiche di opposizione a Frascati? Sembrerebbe di sì, almeno a giudicare da quanto dimostrato nella seduta di ieri del consiglio comunale. L’atteggiamento tattico non unitario tenuto ieri dalle varie rappresentanze delle minoranze sembrerebbe far intendere che sia al tramonto la “dottrina Conte”, fino a ieri dominante.

La “dottrina” dell’ex candidato sindaco, ora capogruppo, del Pdl Vincenzo Conte prevede la netta contrapposizione di principio su ogni fronte e una strategia mirata all’innalzamento della temperatura dello scontro politico, in stile opposte tifoserie ultrà, per “buttarla in caciara” su ogni questione e su ogni fronte, dal consiglio comunale ai blog su Internet, con lo scopo di impedire alla maggioranza di centrosinistra di articolare qualunque ragionamento sui contenuti. E ovviamente rendere impossibile, di conseguenza, intese istituzionali sulle questioni più importanti per la città, sulle quali intese bipartisan sarebbero sempre auspicabili.

Conte, fin dal giorno successivo alla proclamazione dei risultati elettorali che lo davano perdente al primo turno - con un distacco pesantissimo del 28% rispetto al sindaco del centrosinistra Stefano Di Tommaso, e per di più nello stesso giorno in cui il suo partito ha ottenuto ben il 15% in più alle elezioni europee rispetto alle comunali - ha delineato la sua “dottrina”, promuovendo un avventato ricorso al Tribunale amministrativo regionale contro i risultati elettorali. Il ricorso, tanto strombazzato dal candidato del Pdl con addirittura accuse di pesanti scorrettezze nello spoglio dei voti, ha fatto una fine ben misera: il Tar ha infatti confermato senza problemi la netta vittoria di Di Tommaso e del centrosinistra.

Se un effetto la “dottrina Conte” ha ottenuto nel centrosinistra, è stato l’esatto opposto di quello che voleva ottenere. La maggioranza consiliare e il centrosinistra, infatti, si sono compattati sempre più, ogni volta che si sono trovati di fronte agli attacchi del Pdl. Attacchi che hanno toccato livelli di squallore verbale e di velata “minaccia” mai visti prima nella storia della nostra città. Fino ad arrivare alla denigrazione personale nei confronti di singoli esponenti del centrosinistra e agli annunci di querele ai danni dei giornali che “osavano” solamente esprimere opinioni contrarie a quelle della dirigenza del Pdl locale.

Che la “dottrina Conte” stia rischiando di portare l’intera opposizione in un vicolo cieco devono essersene accorti gli alleati del Pdl e anche una parte del partito. Lo si è percepito chiaramente nel corso della discussione di ieri in consiglio comunale. A seguire Conte nel “muro contro muro” sono stati, stavolta, solo il suo compagno di partito Mirko Fiasco e il consigliere Giuseppe Privitera, eletto nella lista civica che appoggiava il candidato sindaco Sandro D’Orazio e recentemente approdato nel Pdl, pur non cambiano gruppo consiliare di appartenenza, a quanto pare.

La svolta nella strategia delle opposizioni è avvenuta proprio nel momento in cui la maggioranza di centrosinistra - consapevole della responsabilità, che è in capo a chi governa, di dover rappresentare tutta la città e non solo la propria parte politica - ha tentato un’apertura verso le proposte avanzate dal consigliere Alessandro Adotti, altro ex candidato sindaco per la lista “Progetto Frascati”, in materia di ricognizione delle procedure di gestione del patrimonio comunale. Apertura poi non concretizzatasi in virtù del “veto” opposto in aula dal capogruppo del Pdl.

Il veto di Conte non pare, da quello che si è sentito nella seduta di ieri sera, essere stato accolto con favore dallo stesso Adotti, che ha visto vanificati i suoi sforzi per uscire dalla discussione con un risultato concreto per le minoranze. Ma la conduzione politica avventata e sprezzante di Conte qualche evidente “mal di pancia” lo ha procurato anche all’interno del suo partito: i consiglieri Mario Gori e Simone Carboni non paiono più nascondere l’insoddisfazione per vedere vanificato il lavoro politico che fanno per colpa di un leader che sembra prediligere i toni da campagna elettorale permanente a un confronto serio sui contenuti, nel rispetto della correttezza istituzionale, per far passare anche quelle proposte delle minoranze che la stessa maggioranza di centrosinistra sarebbe disposta ad approvare. Sulla stessa lunghezza d’onda appare spesso anche il consigliere Sandro D’Orazio, il quale, anche nei momenti di maggiore contrapposizione, non manca di argomentare le sue tesi e di proporre alternative percorribili.

La “dottrina Conte” si avvia, quindi, ad essere solo un atteggiamento tattico della minoranza delle minoranze? Forse. L’unico dato certo è che da oggi non dovremo più parlare di opposizione ma di opposizioni. Al plurale.

marchese_del_grillo.jpgArticolo tratto da http://www.dirittodicritica.com/2010/03/06/il-decreto-interpretativo-contrasta-con-la-legge-e-la-costituzione/

Con questo articolo vorrei dare il mio contributo per inquadrare il decreto interpretativo varato ieri notte dal governo all’interno della situazione giuridica italiana. I riferimenti principali sono la Costituzione e la legge 400/1988.

La legge 400 del 23 agosto 1988 fu varata per riordinare le competenze del governo, in applicazione dell’articolo 95 ultimo comma della Costituzione. L’articolo 15, al comma 2 lettera b della legge 400, afferma:

“[Il Governo non può, mediante decreto-legge] provvedere nelle materie indicate nell’articolo 72, quarto comma, della Costituzione”. L’articolo 72 comma 4 della Costituzione prevede a sua volta che: “La procedura normale di esame e di approvazione diretta da parte della Camera è sempre adottata per i disegni di legge in materia costituzionale ed elettorale e per quelli di delegazione legislativa, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali, di approvazione di bilanci e consuntivi”.

Questo significa che per alcune materie c’è una riserva di legge formale, ovvero solo il Parlamento può intervenire con una legge ordinaria, mentre il Governo è escluso. Fra queste materie vi è appunto la legislazione in materia elettorale.

Il decreto legge ha medesima forza rispetto alla legge 400 e può dunque derogarla anche implicitamente. In più la Costituzione, norma sovraordinata rispetto alla legge 400, permette, in casi straordinari di necessità e urgenza, l’intervento del Governo tramite decreto legge. La questione può apparire dunque controversa, ma i nodi vengono presto sciolti.

Due osservazioni vanno fatte: in primo luogo non sembra essere questo il caso straordinario di necessità e urgenza. Il pasticcio delle liste è dovuto ad un (sinora presunto) mancato rispetto della legge, sul quale è competente prima il tribunale, poi la corte d’appello, quindi il Tribunale Amministrativo Regionale e infine il Consiglio di Stato, dunque esistono, per così dire, addirittura quattro gradi di giudizio per garantire che tutto sia regolare. Non si tratta dunque di un caso di calamità naturale (che necessita di regole proprie e straordinarie) o di un vuoto legislativo da colmare per motivi di impellente interesse pubblico. La legge c’è, funziona e non c’è alcuna emergenza. La legge stesse prevede la possibilità che alcuni partiti, come sempre accade in occasione di qualche elezione, abbiano commesso alcune irregolarità, e indica chi e come deve gestire questa delicata situazione. L’unica differenza è che questa volta il pasticcio è stato creato dal primo partito d’Italia, ovvero dal partito al governo, che sta usando lo schema del decreto legge per fini, per così dire, “privati”: non di emergenza pubblica si tratta, bensì di emergenza privata. Non vi è dubbio che, nel caso in cui il pasticcio fosse stato fatto da altre liste, soprattutto minori, non vi sarebbero state ragioni per intervenire, e questa non è tanto una previsione, quanto la normalità: ad ogni elezione sono tantissime le liste escluse per irregolarità, ma non fanno rumore perché sono piccole, e soprattutto non sono al governo. Per questo il sapore di forzatura è evidente.

In secondo luogo, la legge 400 non fa altro che specificare il governo non può andare contro le previsioni della Costituzione, ricordando (e non tanto imponendo) che il governo non può intervenire con decretazione d’urgenza in materia elettorale. Per questo il riferimento alla legge 400 non è altro che un rimando esplicito alla Costituzione, ed è questa che risulta essere violata.

L’obiezione a questa eccezione è che il decreto non cambia la sostanza della legge, ma indica ai magistrati come interpretarla (da cui, appunto, la locuzione “decreto interpretativo”). Non sono riuscito a trovare il testo del decreto, quindi farò riferimento alle più recenti notizie della stampa, eventualmente intervenendo poi in caso di errori. Dato che la legge impone il termine perentorio delle ore 12 del ventinovesimo giorno precedente alle elezioni come minuto ultimo per presentare le candidature, un decreto legge che permetta le presentazione delle stesse entro le ore 16 di dieci giorni dopo appare indubbiamente una modifica e non un’interpretazione della legge. Lo stesso dicasi per l’eventuale aggiunta del termine di 24 ore per sanare le cosiddette “irregolarità formali”: esso non è previsto dalla legge, dunque non c’è alcuna difficoltà per i magistrati competenti nell’interpretare la disposizione, da cui si desume la norma «entro le ore 12 del ventinovesimo giorno prima delle elezioni tutto deve essere in ordine». Il decreto dunque non interpreta, bensì modifica la legge che poi i magistrati dovranno interpretare. Un’interpretazione si avrebbe, ad esempio, se il decreto specificasse se il minuto 00 della dodicesima ora del trentesimo giorno debba essere compreso o escluso. In questo caso, infatti, il decreto non modificherebbe la legge, bensì indicherebbe come interpretarlo, ed è evidente che il testo del decreto non fa nulla di tutto questo.

Appare dunque palese che almeno un forte dubbio di incostituzionalità ha fondamento, di conseguenza il decreto legge è passibile di annullamento, e con essa l’eventuale elezione di Roberto Formigoni e Renata Polverini, senza dimenticare che, anche in caso di sconfitta di questi due candidati l’intera elezione potrebbe essere invalidata, come già avvenuto negli anni passati in Molise. Il decreto, addirittura, si configura come un riconoscimento implicito del fatto che le liste Formigoni e Polverini siano irregolari, visto che, in caso contrario, basterebbe il ricorso alle vie ordinarie per ottenerne la riammissione e non quelle straordinarie (quale, appunto, il decreto). Per questo motivo il momento più delicato della vita democratica (ovvero le elezioni) si sta tenendo sulla cima di un castello di carte.

Nel disperato tentativo di ristabilire con la forza una situazione non legale, il Governo ha creato un vulnus e un precedente davvero pericoloso per la democrazia in Italia, poiché passa il messaggio che la Legge non è certa bensì passibile di modifiche secondo l’umore del giorno. Tutto il contrario di ciò che si aspetterebbe in uno Stato di diritto, dove la Legge è una, dura, ma certa a garanzia della libertà di tutti i cittadini.

Scarica il testo del decreto legge salvaliste da questo link

Sinistra e Libertà: indietro non si torna, il congresso prima delle regionali«Il nostro progetto da domani va avanti con più urgenza e più responsabilità». Sono le parole con cui Claudio Fava ha immediatamente commentato l’esito del congresso dei Verdi, chiusosi oggi con l’inaspettata bocciatura della linea coraggiosamente e coerentemente portata avanti dalla portavoce uscente, Grazia Francescato, che chiedeva l’entrata nel progetto unitario del nuovo partito di Sinistra e Libertà. E sono le parole che molti, direi la quasi totalità di noi che ci siamo ritrovati il 20 settembre scorso all’assemblea nazionale di Bagnoli, attendevano. Specialmente per quello che Fava ha aggiunto: occorre «battezzare in modo definitivo Sinistra e Libertà con un congresso prima della prossime elezioni regionali».

Un impegno cui ha fatto eco subito dopo, tramite Facebook, Umberto Guidoni, rammaricato per  «tutti gli amici Verdi che credono in Sinistra e Libertà». Ma, ha aggiunto, «in fondo abbiamo già una casa, dal forte tratto ecologista, che stiamo costruendo abbastanza grande e forte per tutti loro e per tutti noi. Adesso acceleriamo e vediamo di fare il congresso fondativo di Sinistra e Libertà prima delle elezioni regionali».

E’ proprio il caso dire che non tutti i mali vengono per nuocere: la inaspettata e infelice conclusione del congresso dei Verdi ha avuto come esito l’accelerazione del percorso fondativo del partito di Sinistra e Libertà. Spiace davvero che quest’oggi i Verdi e qualche giorno fa i socialisti non abbiano colto l’occasione storica di portare tutte le loro esperienze all’interno di un esaltante progetto. Soprattutto, spiace che non siano stati in grado di dare la risposta che si aspettavano da loro i tantissimi elettori della Sinistra che alle scorse elezioni europee - prima con le loro parole, quando noi militanti li abbiamo avvicinati in campagna elettorale, e poi con il loro voto - hanno chiesto: una Sinistra unita, un partito, un progetto politico in cui riconoscerci tutti.

Da Fava e da Guidoni abbiamo oggi l’impegno che a Bagnoli abbiamo chiesto in tanti: arrivare alle prossime elezioni con quel partito in cui hanno dimostrato di credere i nostri elettori e per cui migliaia e migliaia di militanti, ogni giorno, stanno lavorando nelle città, in molte esperienze “sul campo” dove le provenienze degli uomini e delle donne che ci partecipano non sono più da tempo un motivo di distinzione, ma un ulteriore elemento di forza nell’unità.

Avanti, dunque. Non si torna indietro. Anzi, si accelera. Ce lo chiedono ogni giorno, nelle nostre città, in tanti: non vuote formule, non simboli che diventano icone laiche della propria micro-identità, ma un partito nel quale riconoscerci tutti e tutte. E presto!Grazie Claudio, grazie Umberto, per averci detto subito le vostre parole. Forti e chiare.

Massimo Marciano 

Manifesti abusiviGli angoli della città di Frascati anche oggi imbrattati da svariate copie di un manifesto affisso abusivamente. Stavolta si tratta di una organizzazione di estrema destra che pubblicizza una propria iniziativa politica. Tanti appelli e tante dichiarazioni di principio, ma i “furbetti del manifestino” sono sempre al lavoro, salvo poi nascondere la mano dopo aver lanciato il sasso: dopo aver lanciato la “moda” dell’attacchinaggio selvaggio in tutte le campagne elettorali degli anni recenti, ora molti si affannano a cercare di far intendere ai cittadini che “tanto sono tutti uguali” e quindi tutti imbrattano.

L’associazione politica Frascati a Sinistra ha deciso che è il momento di dire basta a questa ipocrisia: chi affigge abusivamente, senza pagare la tassa per le affissioni e senza rispettare gli spazi appositamente dedicati, deve renderne conto ai cittadini. Che hanno il diritto di vigilare e di esigere il rispetto delle regole. Per questo Frascati a Sinistra lancerà nei prossimi giorni una proposta per un osservatorio cittadino contro gli abusi.

Frascati a Sinistra si è impegnata, nel corso della campagna elettorale per le amministrative nella nostra città, a non affiggere più nessun manifesto abusivamente e fuori dagli spazi assegnati. E, come i frascatani hanno potuto vedere (anzi: NON vedere), i manifesti elettorali di Frascati a Sinistra affissi negli appositi spazi che le erano stati concessi, come lista appartenente alla coalizione di centrosinistra, sono stati sempre immediatamente coperti (abusivamente) dai manifesti delle altre coalizioni.

Nonostante questo “oscuramento” scientifico, i frascatani possono constatare che ancora oggi sui muri e sulle plance per le affissioni in tutta la città non c’è neanche un manifesto abusivo affisso da Frascati a Sinistra.  Ma non bastano le buone intenzioni e i comportamenti conseguenti: occorre la vigilanza di tutti i cittadini. E’ per questo che nei prossimi giorni Frascati a Sinistra presenterà una propria proposta per combattere concretamente i “furbetti del manifestino”, con la creazione di un osservatorio contro le affissioni abusive al quale tutti i frascatano saranno chiamati a dare il loro contributo. Allora si vedrà chi veramente continua a sporcare la città. Anche se lancia il sasso e nasconde la mano.

Massimo Marciano

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