I dati resi noti da Confcommercio, che fotografano una situazione di crisi sociale in atto da anni e non certo solo da ieri, ci dicono meglio di ogni altra parola quanto negli ultimi tempi in Italia ai cittadini sia stata somministrata una realtà virtuale di ciò che stava succedendo.

Colpa evidentemente di un insieme di volontà coincidenti: gli interessi speculativi dell’alta finanza, lo smantellamento delle protezioni sociali e del lavoro frutto di lustri di politiche depressive dei governi di centrodestra, l’incapacità di molti media di svolgere il proprio ruolo di controllo, presi come sono stati invece dal tentativo di raffigurazione di valori effimeri e di esaltazione di “opinionisti” di sola immagine, impreparati e superficiali, nei talk-show.

È ora di rimettere il diritto al lavoro e i valori sociali al centro dell’attenzione e del dibattito politico. Ora è il momento che la politica dia alla protesta sociale una risposta che non sia più urlare nelle piazze - quelle reali come quelle virtuali - ma sia assumersi la responsabilità di scrivere nuove leggi che restituiscano dignità alle persone e al lavoro.

Per questo trovo importante che, subito dopo l’insediamento delle nuove Camere, mentre ancora altri discutono di alleanze e di non alleanze, i deputati di Sinistra Ecologia Libertà abbiano già presentato un primo progetto di legge per difendere il diritto al lavoro, contro il fenomeno delle “dimissioni in bianco”.

È su questa strada che occorre ripartire. Mettendo al centro il lavoro e i diritti sociali.

Massimo Marciano

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I dati di Confcommercio

Confcommercio e la crisi economica. Dal 2006 al 2011 in Italia la crisi ha creato 615 nuovi poveri al giorno, per un totale di 1,120 milioni di persone. Portando così il numero di persone in stato di indigenza da 2,3 a 3,5 milioni e, secondo le ultime valutazioni, potrebbe ulteriormente lievitare fino a 4 milioni nel 2013. È la stima di Confcommercio, che ha messo a punto un nuovo indicatore, il Mic (“Misery Index Confcommercio), relativo al disagio sociale. Secondo i dati presentati oggi al Forum di Cernobbio, il Mic ha raggiunto il massimo alla fine del 2012; il tasso di disoccupazione è dell’11,7%, pari a 3 milioni di persone, cui si aggiungono 680mila scoraggiati e 200mila cassintegrati.

Ad aggravare queste fosche previsioni, il calo del prodotto interno lordo italiano che sarà peggiore delle ultime recenti previsioni: per il 2013 Confcommercio prevede un taglio dell’1,7% contro un ribasso dello 0,8% indicato cinque mesi fa. Timide speranze per il 2014, anno per il quale la previsione è di un rialzo dell’1% netto.