solo bugie e calunnie e nessuna idea seria

Come dimostrano le recenti elezioni amministrative, il partito del Popolo delle libertà e i suoi alleati di centrodestra perdono il consenso dei cittadini, ma continuano nella loro politica aggressiva e piena di bugie.

Anche a Frascati - come sta facendo a Milano e a Napoli - il Pdl ha avviato una campagna di calunnie, accusando l’amministrazione municipale di centrosinistra addirittura di voler favorire le occupazioni abusive di case di proprietà comunale.

Il Pdl dice bugie ai frascatani perché, al contrario di quello che scrive sui suoi manifesti (affissi abusivamente), sa benissimo che:

1) La Giunta Di Tommaso ha spiegato in Consiglio comunale che sono stati tempestivamente avviati tutti gli atti previsti dalla legge per allontanare da un appartamento chi lo occupa abusivamente;

2) La legge concede all’occupante abusivo il tempo necessario per lasciare l’alloggio, tempo che l’amministrazione comunale è tenuta a rispettare;

3) La Giunta Di Tommaso ha più volte fornito chiarimenti ai consiglieri comunali del Pdl circa la necessità di rispettare i tempi previsti dalla legge prima di poter avviare le procedure di sgombero dell’alloggio, qualora continui ad essere occupato;

4) Gli uffici comunali, che seguono attentamente la vicenda, devono anche rispondere alle continue, petulanti e pretestuose richieste dei consiglieri comunali del Pdl, che finiscono per rallentare l’ordinato svolgimento delle attività.

La Giunta Di Tommaso e le forze politiche del centrosinistra dicono no alle calunnie che il Pdl usa a Frascati con lo stesso stile della campagna elettorale a Milano e a Napoli.

Siamo per la legalità e la chiarezza e continueremo a lavorare con l’impegno di sempre per la nostra città.

Il vicesindaco Piero Iacono

In merito ai manifesti, affissi abusivamente da una parte dell’opposizione in alcune zone della Città, relativamente all’immobile di Via Principe Amedeo, il Vicesindaco e Assessore al Patrimonio Piero Iacono precisa:

«Nonostante le precisazioni fornite nei giorni scorsi dall’Amministrazione Comunale, assistiamo al reiterare di comportamenti strumentali e dichiarazioni non veritiere a mezzo di manifesti abusivi affissi in Città da una parte dell’opposizione che creano soltanto confusione su una vicenda per la quale gli uffici Comunali stanno svolgendo correttamente l’iter di legge previsto. Come già sottolineato gli Uffici comunali hanno notificato la diffida di riconsegna chiavi per il rilascio dell’immobile attraverso la notifica ai sensi dell’Art. 140 del C.P.C., in quanto non è stato possibile consegnare la stessa alla persona interessata.

La notifica è divenuta esecutiva lo scorso 5 maggio. Da quella data sono decorsi i 15 giorni previsti per il rilascio spontaneo dell’immobile, termini che sono scaduti venerdì 20 maggio, alle ore 24.00. Questa mattina, alla riapertura degli uffici, il Comune ha verificato il mancato rilascio e si procederà quindi alla comunicazione di esecuzione di rilascio forzosa, con l’ausilio delle Forze dell’ordine».

Fonte: comunicato dell’ufficio stampa del Comune di Frascati

Dopo l’eliminazione di tutte le situazioni di degrado e la realizzazione di 30 alloggi nell’ex Orfanotrofio Micara, ex Carceri ed ex Lazzaretto, dopo l’apertura a gennaio del cantiere di via Ianari, che prevede la ristrutturazione del secondo edificio e la realizzazione di 16 nuovi alloggi, nella seduta di Consiglio Comunale dell’11 maggio è stato approvato il regolamento per la cessione degli immobili ad uso residenziale.

Approvato da Partito Democratico, Italia dei Valori, Frascati a Sinistra, Unione dei Moderati, lista Con Stefano Di Tommaso Scegli Frascati, il regolamento

PORTA A COMPIMENTO

un iter avviato già con la delibera del dicembre 2008, votata all’unanimità, nel segno della continuità che ha visto un costante confronto con i cittadini interessati e un impegno ininterrotto da parte dell’Amministrazione e degli uffici;

CONSENTE

finalmente ai conduttori degli appartamenti di vedere riconosciute le loro legittime aspettative all’abitazione;

RISOLVE

un problema affettivo e sociale per molte famiglie frascatane;

PERMETTE

di realizzare nei prossimi mesi quanto auspicato dall’Amministrazione e dai cittadini.

Continua così l’attuazione del Piano Casa cittadino che permetterà, anche con l’intervento di Prato della Corte, di realizzare altri 28 nuovi alloggi, così da risolvere i problemi di molte famiglie che realmente hanno necessità.

In questi giorni ho ricevuto delle richieste di chiarimento circa la vicenda di Grotte Portella, da anni oggetto di polemiche politiche a Frascati, della quale però i cittadini faticano a capire i termini, probabilmente fuorviati dall’infinità di dichiarazioni, distinguo e posizioni assunte. Il tutto, ovviamente, sotto l’influenza delle polemiche e dimenticando che i cittadini devono capire il contesto dei fatti prima di potersi formare un’opinione autonoma.

Provo quindi a riassumere i termini della questione, tentando il difficile compito di vedere i fatti non come coordinatore politico di “Frascati a Sinistra”, ma cercando di fare una sintesi giornalistica della vicenda.

Il piano regolatore di Frascati del 1967 prevedeva a Grotte Portella un’area di insediamenti industriali e artigianali, solo in piccola parte realizzati. Gli strumenti urbanistici territoriali successivi (in particolare i patti territoriali) hanno portato a prevedere nella zona circa un milione di metri cubi di edificazione a destinazione industriale e artigianale.

Tre anni fa, l’amministrazione comunale decise che un tale impatto su uno degli ultimi territori verdi al confine con Roma andasse evitato. Perché si arrivasse a un accordo con i proprietari dei terreni (tutti privati: fino a quel momento il Comune di Frascati non possedeva nemmeno un metro quadro dell’area), si propose loro di trasformare la destinazione dell’area in residenziale. In questo modo, si sarebbe aumentata la redditività per metro quadro a favore dei proprietari, ma riducendo drasticamente le cubature, arrivando a soli 300 mila metri cubi. In cambio, il Comune avrebbe ottenuto la proprietà pubblica di alcune zone, da destinare ad aree verdi e alla realizzazione di un centro polifunzionale pubblico.

Su spinta di Ds e Prc, quando il consiglio comunale approvò il piano, lo fece con la clausola che una parte dell’edilizia fosse destinata alle cooperative, per permettere di avere casa anche a chi, tra i cittadini di Frascati, non può acquistare appartamenti da privati all’attuale costo di mercato e calmierare così i prezzi. Successivamente, l’opposizione presentò un ordine del giorno, approvato all’unanimità dal consiglio comunale, con cui si chiedeva all’amministrazione un piano-casa organico per la città, che prevedesse anche forme di edilizia convenzionata, non solo cooperative. Nella scorsa seduta, l’amministrazione ha presentato al consiglio un atto di indirizzo (tecnicamente, solo una manifestazione di intenti) con il quale si esprime l’intenzione di assegnare le aree di Grotte Portella a cooperative che hanno ottenuto finanziamenti sulla base di bandi regionali.

Inoltre, si ipotizza che, per ulteriori esigenze di edilizia agevolata, vengano utilizzati edifici pubblici da ristrutturare, come l’ex mattatoio, o si provveda con piani di recupero di aree già edificate, come quella di via Sciadonna. L’opposizione ha criticato la proposta, definendola non rispondente a quello che chiedeva l’ordine del giorno precedentemente approvato, ovvero un piano-casa organico (non una presa d’atto della situazione esistente) che tenesse conto di uno studio sulle esigenze abitative e prevedesse altre forme di edilizia oltre alle cooperative, tenendo in considerazione, inoltre, che vi sono anche cooperative che non hanno ottenuto finanziamenti regionali. Per questo ha chiesto un rinvio dell’esame del provvedimento a breve, per ulteriori studi sia sulle esigenze abitative sia sulla previsione di altre forme di edilizia agevolata oltre a quella delle cooperative già finanziate dalla Regione.

La maggioranza ha ritenuto che vi fossero, nel provvedimento portato in aula dall’amministrazione, sufficienti elementi di valutazione e ha portato in votazione l’atto, sul quale l’opposizione ha votato contro non per i contenuti, ma per il metodo.

Massimo Marciano

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