Pieno sostegno alle decisioni dalla Giunta Di Tommaso

SanitàLe forze politiche del centrosinistra di Frascati prendono atto con soddisfazione della decisione del Pdl locale di aderire alle mobilitazioni già in atto da mesi - per iniziativa di partiti, cittadini e operatori sanitari - per la difesa dell’ospedale cittadino, contro gli scriteriati tagli alla sanità pubblica decisi dalla governatrice del Lazio, Renata Polverini.

L’ospedale di Frascati è un importante presidio territoriale per un bacino di utenza di 80 mila abitanti, il cui pronto soccorso opera ben 34 mila interventi l’anno e non può essere soppresso, come invece vorrebbe la Polverini. Manifestando finalmente a difesa dei lavoratori della sanità pubblica e dei cittadini, oggi i rappresentanti del Pdl dimostrano di voler finalmente mettere da parte la propaganda politica e di aderire alle iniziative di mobilitazione decise da mesi dal Consiglio comunale di Frascati.

Coerentemente con quella decisione, il Sindaco Stefano Di Tommaso, sostenuto dalle forze politiche e dai consiglieri comunali del centrosinistra, ha presentato un ricorso contro il piano della Polverini, che intenderebbe chiudere il pronto soccorso di Frascati, moderno e recentemente ristrutturato spendendo oltre un milione di euro di soli pubblici.

Il centrosinistra di Frascati chiede anche alla Polverini di dire parole certe sulle prospettive di rinnovo del contratto di lavoro dei tanti precari che assicurano il funzionamento della sanità pubblica e rendono efficiente l’ospedale di Frascati.

Il Pdl oggi ha finalmente rotto gli indugi e si unisce alla battaglia contro il piano Polverini. Le forze politiche del centrosinistra, che fin dal primo momento hanno portato la mobilitazione dei frascatani sotto le finestre degli uffici della governatrice del Lazio partecipando a una grande manifestazione di tutti i Sindaci del territorio, confidano che da oggi la battaglia per la difesa della sanità pubblica possa vedere uniti tutti i partiti al fianco dei cittadini, degli operatori sanitari e della Giunta Di Tommaso.


Nota del Sindaco Stefano Di Tommaso a seguito dell’inaugurazione dei lavori del “San Giuseppe” di Marino

pronto_soccorso11.jpgSono stupito delle dichiarazioni pronunciate ieri, mercoledì 30 marzo, dalla Presidente della Giunta Regionale Renata Polverini, in occasione dell’inaugurazione del cantiere per i lavori di ristrutturazione del Pronto Soccorso dell’Ospedale San Giuseppe di Marino. Quelle della Governatrice sono affermazioni che dimostrano e confermano la non piena conoscenza della reale situazione della sanità ai Castelli Romani e l’importante ruolo strategico (anche per la presenza di una vasta area di ricerca con circa 3.000 scienziati - Cnr, Infn, Enea, Esa Esrin -, della Banca d’Italia con 1.600 addetti, della consolare Tuscolana e della vicina autostrada Roma-Napoli) che il San Sebastiano di Frascati riveste per un comprensorio che, oltre ai sette comuni tuscolani (80.000 abitanti) con il suo Pronto Soccorso è una struttura di riferimento anche per i municipi di Roma Sud VII – VIII e X (10.000 accessi sui 34.000 complessivi) che andrebbero automaticamente a ricadere sul D.E.A. di “Tor Vergata” già al collasso.

Credo che la Presidente Polverini sia anche mal consigliata da qualcuno quando afferma – come riportato oggi dal quotidiano Il Messaggero, che “La riorganizzazione decisa per gli ospedali dei Castelli non prevede il mantenimento del Pronto Soccorso a Frascati e la scelta del trasferimento a Marino è motivata dal fatto che la struttura è più baricentrica e più grande e funzionale”. Baricentrica rispetto a cosa? Ci si dimentica che vicino ci sono gli ospedali di Albano e Genzano. Grande? Neanche per sogno, perché ha capacità ricettive minori.

Perché non ha chiesto informazioni al senatore Domenico Gramazio, che in passato è stato artefice, insieme all’ex consigliere regionale Tommaso Luzzi, di ripetute “difese” del San Sebastiano per timore di un possibile ridimensionamento? Forse, i due autorevoli esponenti politici sono caduti sulla Via di Damasco come Paolo di Tarso e, paradossalmente, dopo una serie di importanti interventi di riqualificazione, ritengono oggi che il San Sebastiano sia una struttura non più funzionale? Mi chiedo: la difesa di un ospedale e del suo ruolo dipende dal rispetto del diritto alla salute dei cittadini o da qualcos’altro?

Nulla osta a che la Città di Marino possa avere un presidio di Pronto Soccorso - lo ribadisco ancora una volta - ma non si possono accettare motivazioni come quelle espresse dalla Presidente e, in aggiunta quelle del Direttore Sanitario Michele Di Paolo, che sullo stesso quotidiano ha precisato che “Il nosocomio di Marino è a norma, a differenza di altre strutture e nel pronto soccorso si prevedono 40 mila accessi annui”. Anche questa è un’affermazione che non trova fondamento! Infatti, a me risulterebbe che la Direzione Aziendale della Asl Roma H, con parere del Direttore Sanitario del Polo Ospedaliero Frascati-Marino, e cioè dello stesso Dott. Di Paolo, abbia inviato alla Regione Lazio una nota nella quale si dice che il Pronto Soccorso di Marino non può assorbire l’intero fabbisogno delle prestazioni in urgenza del bacino di utenza del Polo H1. Mi chiedo allora: ma c’è una logica, una razionalità, in tutta questa “pseudoriorganizzazione”?

E, oltretutto, come si fa a parlare – come sottolineato dal Sindaco di Marino Adriano Palozzi - della “esigenza di una progettazione che prevedesse ben 18 posti letto a fronte dei due del precedente”? Il Pronto Soccorso non ha posti letto per legge! Al massimo, dati gli spazi, si potranno prevedere 4 o 6 posti nella cosiddetta “breve osservazione”.

Perché la Polverini non ha voluto mai dar vita ad un produttivo confronto con le realtà amministrative del territorio? Mi preme sottolineare che, ancora oggi, le tre lettere a firma dei Sindaci - bipartisan - del territorio, inviate alla Presidente, che hanno rivendicato con cognizioni e motivazioni tecniche il mantenimento del ruolo del San Sebastiano, non hanno trovato ancora risposta, né siamo stati convocati, tanto che come Comune di Frascati abbiamo promosso un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica avverso il Decreto n. 80 del 30 settembre 2010 con il quale è stata prevista la chiusura del Pronto Soccorso dell’Ospedale “San Sebastiano” di Frascati e il trasferimento dei reparti ad esso strettamente collegati a Marino.

Tutto ciò è stato deciso con provvedimenti a dir poco “contraddittori”: basti pensare che, il giorno 29 settembre 2010 con il decreto n. 73 veniva approvata la Rete dell’emergenza nella Regione Lazio. Sempre lo stesso giorno con Decreto n. 74 veniva approvata la Rete dell’assistenza cardiologica e cardiochirurgica. Anche in tale rete l’Ospedale San Sebastiano risulta essere SPOKE di I livello (Struttura sede di P.S.), e - colpo di scena - a solo 24 ore di distanza il Commissario ad Acta Polverini, con Decreto n. 80 del 30 settembre 2010, disponeva, senza motivazione alcuna ed in contrasto con quanto approvato fino al giorno prima, la chiusura del P.S. dell’Ospedale San Sebastiano Martire di Frascati aggiungendo semplicemente una nota nella scheda dell’Ospedale San Sebastiano riportata nell’allegato D del Decreto n. 80, entro il 31 dicembre 2011. Guarda caso dopo le elezioni comunali di maggio!

La scelta di chiudere il P.S. dell’Ospedale di Frascati si scontra con i risultati dello studio approfondito effettuato da Laziosanità ASP – nel cui Consiglio di Amministrazione siede il senatore Gramazio - per la razionalizzazione e l’ottimizzazione della rete dell’emergenza sanitaria presente sul territorio regionale e posto a base della Rete dell’Emergenza di cui al Decreto n. 73/2010. Nella suddetta riorganizzazione l’Ospedale San Sebastiano Martire di Frascati risulta far parte della Rete di emergenza e fornito di Pronto Soccorso (Cfr. pag. 31 Decreto n. 73/2010) mentre l’Ospedale di Marino non risulta far parte della suddetta rete.

Il Pronto Soccorso dell’Ospedale di Frascati ha sempre offerto una risposta sanitaria adeguata, con efficienza e professionalità, come risulta dallo studio effettuato dalla Laziosanità ASP e posto a base della riorganizzazione della Rete di Emergenza approvata con Decreto 73/2010.

E ancora. Lo Studio di fattibilità relativo al trasferimento del Pronto Soccorso dall’Ospedale di Frascati all’Ospedale di Marino evidenzia la richiesta dell’Azienda Usl Roma H alla Regione Lazio di un finanziamento straordinario che ammonta a circa 600.000,00 Euro per le attività a breve termine e circa 3.000.000,00 Euro per le attività a medio termine. La richiesta del suddetto finanziamento conferma le perplessità manifestate anche dagli altri Sindaci dei Comuni del Distretto RM H1 (Colonna, Grottaferrata, Monte Compatri, Monte Porzio Catone, Rocca di Papa e Rocca Priora), il parere contrario del Consiglio Comunale di Frascati, espresso con voto unanime da tutte le forze politiche - e quindi anche dal centrodestra - nella seduta dello scorso 11 ottobre, a cui i suddetti sindaci hanno partecipato. Affrontare un impegno economico così elevato, dopo aver speso oltre 1.000.000,00 Euro per i recenti interventi di ristrutturazione del Pronto Soccorso di Frascati, inaugurato poco più di un anno fa, compresi i cablaggi, le opere accessorie e la piazzola per le ambulanze, appare un vero e proprio controsenso.

Profonde perplessità destano a tale proposito le affermazioni riportate dal quotidiano Cinque giorni, dove la Polverini afferma che “Purtroppo per gli abitanti di Frascati è stato speso oltre un milione di Euro per ristrutturazioni in un ospedale che già non aveva più la qualifica di ospedale”. Voglio sottolineare che mai nessuna presa di posizione in tal senso è stata assunta da parte dell’Azienda Sanitaria Locale RM H né dalla Regione Lazio in questo anno di governo.

Occorre poi ricordare che negli ultimi 6 anni presso il San Sebastiano sono stati realizzati i seguenti interventi: Parcheggio via Fermi; Reparto di Chirurgia (I Pad); restauro Ortopedia (I Pad.); Camere operatorie (Quadro elettrico e Cabina di trasformazione); U.T.I.C.: attrezzature (II Pad.); Laboratorio di analisi di urgenza (I Pad.); Centro trasfusionale (II Pad.); Posta pneumatica per referti biologici; Manutenzione ordinaria a tutti i Padiglioni (tinteggiature, ammodernamento bagni, scale, ecc.); Cucina (I Pad.); Cabina elettrica e nuovo quadro 220V; SPDC: vetri, uscite emergenza, tinteggiature (III Pad.); Urologia: ristrutturazione Reparto e manutenzione Ordinaria (V Pad.); Direzione Sanitaria: manutenzione Ordinaria, cunicoli al P.C. (IV Pad.); Pronto soccorso (I Pad.); Centro informazione e accoglienza. E inoltre, è stata realizzata una piazzola per la sosta delle ambulanze, inaugurata dalla stessa Presidente Polverini insieme ad autorevoli esponenti del PDL locale il 24 settembre 2010 e quindi 6 giorni prima del Decreto n. 80…!!!!!!.

Vorrei poi ricordare che durante la Presidenza Storace della Regione Lazio (2000-2005) non sono stati utilizzati ben 4 milioni e 906 mila euro (ex Art. 20) dai tre Direttori Generali della Asl Roma H da lui nominati e, ironia della sorte, sono stati definanziati dallo stesso Storace, diventato Ministro della Salute.

Per la cronaca si sottolinea che dal 29 gennaio 2001 al 1 gennaio 2004 direttore aziendale sanitario della ASL RM H è stato l’attuale Direttore Sanitario dell’Ospedale di Frascati.

>Confermo la convinzione che un adeguato livello di assistenza nell’area dei Castelli Romani possa essere conseguito solo attraverso una valorizzazione di tutte le strutture esistenti, ovviamente con le articolazioni di funzioni che un’avveduta programmazione sanitaria deve necessariamente prevedere e ribadisco che continuerò a battermi con forza in ogni istanza per impedire il trasferimento del Pronto Soccorso da Frascati e il depotenziamento del San Sebastiano, insieme ai miei colleghi sindaci del Distretto H1 e ai cittadini del territorio tuscolano.

 

Fonte: comunicato dell’ufficio stampa del Comune di Frascati

Ripensare un modello di sanità che superi il concetto “aziendalista” della compatibilità dei costi e rimetta al centro dell’attenzione il diritto alla salute dei cittadini, soprattutto di quelli con maggiori difficoltà economiche, e il ruolo delle strutture pubbliche. E’ il concetto intorno al quale si è articolato il dibattito su “Sanità: oltre i tagli, uno sviluppo possibile”. E’ stato questo, infatti, il tema dell’incontro-dibattito promosso da Frascati a Sinistra, associazione politica che sarà presente alle elezioni comunali del prossimo giugno, con la partecipazione del candidato a sindaco del centrosinistra, Stefano Di Tommaso, e di esponenti di Sinistra e Libertà, la formazione unitaria della sinistra per le elezioni europee. L’incontro si è svolto martedì 21 aprile all’hotel Villa Mercede a Frascati.

C’è bisogno di una sanità che non pensi solamente al momento acuto della malattia, ovvero l’ospedalizzazione, ma che pensi alla salute delle persone anche nei luoghi dove vivono ogni giorno, con particolare attenzione per l’assistenza domiciliare e i servizi di prossimità nei vari comuni, coinvolgendo le associazioni e il mondo della cooperazione. E’ questa la proposta di Frascati a Sinistra venuta fuori da dibattito, coordinato dal responsabile del settore sanità del movimento politico, Marco Caboni, medico, al quale hanno partecipato Augusto Battaglia, ex assessore regionale alla Sanità, Ivan Cavicchi, docente dei Medicina, Amedeo Cicogna, direttore sanitario della Asl Rm H, Francesco Prost, del Policlinico Tor Vergata, e Alba Rosa, vicesindaco di Pomezia ed esponente di Sinistra e Libertà.

“L’amministrazione di centrosinistra a Frascati - ha detto Stefano Di Tommaso, assessore alle politiche educative e sociali e candidato a sindaco - ha portato da poche decide a centinaia le persone raggiunte dall’assistenza domiciliare ed ha aumentato del 170 per cento la spesa per le politiche sociali. Un lavoro per dare attenzione alle necessità primarie di chi ha bisogno che intendiamo continuare a svolgere nel prossimo mandato nella continuità con l’esperienza amministrativa che si sta concludendo”.

“I diritti fondamentali delle persone - ha sostenuto Massimo Marciano, coordinatore politico di Frascati a Sinistra - che fino a ieri ritenevamo acquisiti, oggi vengono quotidianamente messi a rischio: il diritto al lavoro, ad un’esistenza libera e dignitosa, al pari trattamento senza distinzioni di sesso, di stato sociale, di nazione di provenienza, di colore della pelle… Anche il diritto alla salute, messo in crisi dalla politica delle inaugurazioni di facciata e dei soldi dati alle strutture private fatta dalla precedente giunta di destra della Regione Lazio, che ha portato alle difficoltà economiche attuali. Frascati a Sinistra è nata nel giugno scorso come associazione di uomini e donne liberi che, senza vincoli di partito e senza obbligatoriamente avere precedenti esperienze politiche, vogliono rimettere in moto le idee della Sinistra conforntandosi con cittadini, singoli o associati. In questo, possiamo dirci orgogliosi di aver anticipato il progetto di Sinistra e Libertà, nel quale ci riconosciamo pienamente”.

Sanità: oltre i tagli, uno sviluppo possibileRipensare un’integrazione socio-sanitaria a Frascati e nella Asl Rm H. Incontro pubblico con dibattito promosso dall’associazione politica Frascati a Sinistra con la partecipazione del candidato a sindaco di Frasccati per il centrosinistra Stefano Di Tommaso ed esponenti di Sinistra e Libertà. Appuntamento all’hotel Villa Mercede a Frascati, in via Tuscolana 20, martedì 21 aprile alle 17.

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