politica


Per favore, qualcuno spieghi a Renzi che i delegati che partecipano con i parlamentari all’elezione del Presidente della Repubblica sono, a norma della Costituzione, scelti dai Consigli regionali e sono, appunto, delegati delle Regioni, intese come istituzioni.

E’ vero che non è esplicitamente vietato che un Consiglio regionale elegga come delegato una persona che non è consigliere regionale, ma allo stesso modo il recente Conclave avrebbe potuto anche eleggere Papa me, perché anche io ho i requisiti previsti per essere eletto Pontefice. Ma non per questo io ho contestato l’elezione di un cardinale, avvenuta anche l’ultima volta come abitualmente succede.

Massimo Marciano

http://www.tmnews.it/web/sezioni/top10/20130410_164709.shtml

http://www.repubblica.it/politica/2013/04/10/news/pd_bersani_renzi_no_grande_elettore-56346319/

Interessante analisi costituzionale e politica:

http://www.unita.it/italia/sindaco-delegato-e-un-anomalia-br-ecco-perche-renzi-non-e-elettore-1.494590

Il Moby Prince dopo l’incendioTroppe le stragi irrisolte, troppi i misteri per un Paese democratico com’è il nostro. Non dimenticare è un dovere civile che ognuno di noi ha verso le vittime, i loro cari e il bene supremo rappresentato dalla verità e dalla giustizia.

Scoprire il velo sui misteri, troppi, italiani è un obbligo a cui dobbiamo continuare a richiamare chiunque abbia in questo Paese la capacità e la responsabilità di dare risposte certe ed esaurienti.

Massimo Marciano

http://www.ilmamilio.it/m/it/attualita/primo-piano/14542-il-disastro-del-moby-prince-una-vergogna-italiana.html

http://www.repubblica.it/politica/2013/04/10/news/grasso_commissione_stragi-56328647/ 

human_shape_web_camera_pc_camera_usb_webcam_computer_webcam.jpgCerco di evitare ogni ironia circa la scelta di cambiare orientamento sull’ossessivo streaming di ogni momento della vita pubblica, tipo show da “Grande fratello”, e quindi di riunire la delegazione parlamentare del M5S in maniera riservata. Non la condanno perché penso che stiano anche loro finalmente capendo che quando si assume un ruolo di responsabilità, giunga l’ora di smettere di fare proclami e di ritenersi gli unici depositari della Verità, della Trasparenza, della Democrazia.

Le decisioni che pesano è giusto che vengano adeguatamente ponderate e che le persone che hanno il dovere istituzionale di prenderle abbiano un luogo in cui farlo in assoluta serenità di giudizio, senza dover recitare un ruolo in diretta video. E penso che ci siano momenti nella vita di ogni persona in cui si ha il diritto di fare le cose che le sono proprie in piena libertà da ogni pressione “voyeristica”. Lo sostenevo prima, quando i Cinque Stelle pretendevano lo streaming di ogni cosa, trasformandola in uno show vuoto di reali contenuti, e lo sostengo ora che hanno capito il valore della serenità di giudizio.

Ciò che però mi permetto di criticare sono due cose. Primo, la decisione di un capo assoluto e non eletto di convocare, in un luogo tenuto segreto anche a loro, dei rappresentanti liberamente votati dal popolo, il cui ruolo e la cui indipendenza sono garantiti dalla Costituzione della Repubblica, che tutela il mandato conferito dagli elettori e la sovranità popolare. Secondo, la chiara volontà, espressa attraverso questa segretezza, di tentare di minare alla base un altro presidio costituzionale, e cioè la libertà della stampa di fare cronaca e, anche nel contraddittorio delle opinioni, raccogliere testimonianze che aiutino la crescita del libero pensiero critico dei cittadini.

Perché se è giusto che la sovranità appartenga al popolo, come assicura la Costituzione, l’informazione libera su tutte le opzioni e le opinioni espresse è l’unico strumento che tutela la formazione di quel pensiero critico che permette a ognuno di noi di esercitare la sovranità di cui è titolare.

Quasi 600 proposte di legge già in Parlamento, grillini “non pervenuti”Ieri, Il Sole-24 ore ci ha informati che delle circa 600 proposte di legge già presentate da deputati e senatori, in questi primi giorni di vita del nuovo Parlamento, nessuna proviene dai parlamentari “grillini”. Dopo la volontà di rivoltare tutto come un calzino gridata in campagna elettorale, quindi, nulla è stato proposto in concreto, finora, perché le cose cambino.

Mi auguro che molte intelligenze critiche e libere del M5S capiscano, ora, che un conto è urlare nelle piazze contro tutto e contro tutti per ottenere il consenso elettorale e un conto è mantenere fede all’impegno che quel consenso impone lavorando con proposte concrete. Stare alla finestra a guardare e criticare gli altri è facile e comodo, ma finisce per essere atteggiamento complice di chi vuole lo sfascio.

Questo è il momento per quelle intelligenze critiche e libere di far sentire la propria voce e di far pesare le proprie competenze. Da quello che si comincia a leggere, pare che qualcuno stia cominciando a sentire di fronte all’opinione pubblica tutto il peso del proprio ruolo e stia pensando di non limitarsi a fare scena muta alle spalle di un uomo solo al comando, ma di fare invece proposte concrete ed assumersi le responsabilità che quel suo ruolo impone.

In un Paese “normale” oggi non ci sarebbero dubbi: una coalizione, ovvero il centrosinistra, ha ottenuto il maggior numero di voti sia alla Camera sia al Senato e quindi dovrebbe avere il diritto/dovere di governare. Ma siamo in un Paese dove negli ultimi vent’anni le necessità generali sono state umiliate con leggi “ad personam” e così abbiamo una legge elettorale, non a caso soprannominata “porcellum”, fatta per creare confusione al Senato (fu approvata dal centrodestra apposta a poche settimane dalle elezioni in cui ci si aspettava una chiara vittoria del centrosinistra, non dimentichiamolo).

In questa situazione, spetta al centrosinistra, come coalizione con il maggior numero di voti, proporre un governo al Paese, con un programma che - come nelle intenzioni manifestate da Sinistra Ecologia Libertà già in campagna elettorale - punti a riscrivere nei primissimi mesi alcune norme fondamentali:

- una nuova legge elettorale che permetta ai cittadini di scegliere chiaramente non solo tra le coalizioni ma anche tra i candidati;

- una legge che risolva finalmente il conflitto di interessi che ha avvelenato la politica negli ultimi vent’anni;

- una legge anti-corruzione che definisca chiaramente i limiti per potersi candidare a qualunque livello in occasione delle consultazioni elettorali;

- una legge che elimini i “costi accessori” della politica, che di fatto raddoppiano o triplicano addirittura lo stipendio base di un eletto;

- nuove norme per la tutela della stabilità del lavoro, sgravi per le aziende che assumono e investono in innovazione, reddito minimo di cittadinanza, compensi minimi equi per chi lavora, come prevede l’art. 36 della Costituzione;

- una fiscalità trasparente e fortemente progressiva, che porti i detentori di alti redditi e di grandi patrimoni a contribuire al bene comune di questo Paese, alleviando così il peso che fino ad oggi hanno sostenuto principalmente lavoratori e pensionati.

Su questi impegni immediati e su un programma di rilancio serio della credibilità delle istituzioni di questo Paese, sarà compito del governo che dovrà proporre il centrosinistra trovare i consensi in Parlamento. E su questi impegni, penso che si possa trovare il consenso di chi vuole veramente innovare l’Italia - mettendo la parola fine alle disastrose politiche di Berlusconi e di Monti - anche al Senato, dove peraltro il Regolamento impone scelte chiare a ogni senatore: a Palazzo Madama anche l’astensione è considerata, ai fini del conteggio della maggioranza, come un voto negativo; quindi chi vuole innovare veramente il Paese e mettersi alle spalle le stagioni di Berlusconi e di Monti non potrà, e sono sicuro che non vorrà, sottrarsi all’impegno di dire sì a questo dovere.

Perché ora è finito il tempo dei proclami elettorali e deve iniziare il tempo degli impegni concreti e delle responsabilità dirette per il bene delle persone che stanno soffrendo le conseguenze di una crisi, che è certamente economica, per le conseguenze di una finanza esasperata che ha travolto l’economia reale, ma è anche la crisi di valori in cui ci hanno fatto precipitare i vent’anni di berlusconismo e i troppi mesi delle politiche depressive di Monti, dai quali oggi abbiamo l’opportunità di uscire.

E’ un impegno che coinvolge in prima persona ognuno di noi - primi fra tutti i nuovi parlamentari, uno per uno - che ora è chiamato ad esprimere un sì o un no a un programma di serio cambiamento.

Propongo un piccolo, ma educativo, esercizio di fantasia. Pensate all’episodio riportato nel comunicato che segue, in fondo questa mia nota, ma scambiando le rispettive nazionalità della vittima e dell’aggressore: immaginate se invece di una mamma romena con bimba piccola al seguito scippata da un giovane italiano, si fosse trattato di una mamma italiana con bimba piccola al seguito scippata da un giovane romeno.

Mi auguro che questa notizia abbia su tutti gli organi di informazione il risalto che le più elementari regole del giornalismo richiedono debba avere. Ma sono pronto a scommettere che, a nazionalità invertite fra vittima e aggressore, la notizia avrebbe avuto maggiore risalto e magari già adesso circolerebbe qualche bel comunicato stampa di qualche candidato alle elezioni per qualche partito di destra che, per un pugno di voti in più, alzerebbe alte proteste contro l’incremento del tasso di criminalità nelle nostre città dovuto agli immigrati…

Magari, potrebbe essere anche uno di quei candidati di oggi che ieri lanciavano l’allarme criminalità straniera a Roma e oggi - nella capitale governata dalla destra muscolare di Alemanno, che ha registrato un aumento esponenziale degli atti di criminalità, specialmente quelli a sfondo razziale o omofobo - tace. Come tace, da sempre, su queste ed altre simili “amenità”, chi pretende di fare politica solo urlando parolacce nelle piazze e sul web contro tutti gli altri.

E’ anche pensando di dover battere definitivamente questo modello di società falsa e bugiarda, urlatrice e intollerante, gretta e ignorante, piena di slogan e vuota di competenze, che è importante la scelta da fare con il voto il 24 e il 25 febbraio.

C’è un’Italia migliore. Io la voto. Io voto Sinistra Ecologia Libertà.

TIVOLI. ESCE DAL SUPERMERCATO CON LA SUA BIMBA E VIENE RAPINATA. CATTURATO E ARRESTATO DALLA POLIZIA UN 20 ENNE ITALIANO.

E’ stato arrestato ieri nel pomeriggio P.D., un italiano di appena 20 anni.

Il giovane ha seguito la sua vittima, una cittadina rumena, quando questa è uscita  da un supermercato in Villanova di Guidonia in compagnia della sua bambina di pochi anni.

Dopo un breve tratto di strada, l’ha superata e l’ha attesa poco più avanti.

Dopo averle bloccato il passaggio, con violenza le ha strappato la collana d’oro che portava al collo ed è fuggito via.

Le grida della donna però, hanno attirato l’attenzione di alcuni passanti che hanno chiamato il 113.

L’immediato intervento degli agenti ha consentito di individuare e di bloccare il giovane ancora in fuga e indicato da alcuni testimoni quale l’autore dello scippo.

Assicurato nell’auto di servizio, gli agenti del commissariato di Tivoli, diretto dal dr. Giancarlo Sant’Elia,  l’hanno accompagnato presso i propri uffici dove l’hanno arrestato per rapina.

La collana, anche se priva di un ciondolo che probabilmente è caduto durante la fuga del ladro, è stata restituita alla legittima proprietaria.

La donna, a causa delle escoriazioni al collo provocate dallo strappo della collana, è stata accompagnata presso il vicino ospedale per essere medicata e guarirà in pochi giorni.

“Io sottoscritto, candidato alle elezioni parlamentari del 2013, riaffermo e ribadisco il valore positivo della lotta antifascista, democratica, figlia della Resistenza e indiscutibile fondamento dell’attuale Repubblica italiana. Mi impegno a combattere in tutte le sedi affinché lo spettro del mostro nazifascista non possa mai avere futuro in Italia e sia riconsegnato alla storia come il periodo più buio della nostra Patria”.

E’ la dichiarazione che l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia di Pescara ha chiesto di sottoscrivere a noi candidati alle prossime elezioni politiche, dopo le vergognose parole pronunciate domenica da Silvio Berlusconi.

La sottoscrivo, come candidato alla Camera dei Deputati nel collegio Lazio 1 per Sinistra Ecologia Libertà, onorato di essere io stesso tesserato all’Anpi e consapevole che la difesa della democrazia nel nostro Paese, dovere inalienabile di ogni cittadino, passa necessariamente attraverso la quotidiana tutela del valori antifascisti scritti con il sangue dei combattenti per la libertà nella Costituzione della Repubblica italiana.

Vendola a Frascati

Nel suo giro per le città d’Italia in occasione della campagna elettorale, il presidente di Sinistra Ecologia Libertà, Nichi Vendola, farà tappa a Frascati.

Mercoledì 30 gennaio il leader di Sel incontrerà i cittadini dei Castelli Romani e dell’area metropolitana a sud di Roma nel ristorante dell’hotel Villa Mercede, in via Tuscolana 20.

La serata, organizzata dal Circolo di Frascati di Sel (www.sel-frascati.it), inizierà alle ore 20 con un incontro con i candidati del territorio alle elezioni politiche. Alle ore 21 è previsto l’intervento di Vendola. Seguirà un buffet.

Per informazioni e prenotazioni per la partecipazione all’iniziativa e al successivo buffet (con sottoscrizione per la campagna elettorale di Sel), si può telefonare al numero di Sel del Lazio 064383475, inviare una e-mail a selfrascati@gmail.com oppure un sms al numero 3392716865.

Alla serata, oltre a Nichi Vendola parteciperanno i candidati del territorio alla Camera dei Deputati e al Senato della Repubblica:

Ileana Piazzoni - Genzano di Roma

Filiberto Zaratti - Rocca Priora

Massimo Marciano - Frascati

Claudio Fiorani - Albano

Azzurra Marinelli - Nemi

Carmen Zorani - Rocca Priora

Anna Parisi - Grottaferrata

Fabrizio Profico - Ariccia

Aldo Morana - Rocca di Papa

Giuseppe Di Lisa - Pomezia

Stella Di Maio - Rocca Priora

Massimo Marciano

«Al contrario dei personalismi a cui molti altri ci hanno abituato e che stanno caratterizzando anche questa loro campagna elettorale, Sinistra Ecologia Libertà riporta l’attenzione sulla squadra, sul territorio e sui bisogni delle persone. La scelta del nostro partito di candidare alla Camera e al Senato una squadra di persone dei Castelli Romani è indice dell’attenzione che Sel intende dedicare alle nostre città e a un territorio chiave, posto com’è a ridosso dell’ingombrante presenza della Capitale. La nostra è una squadra che intende portare alcuni qualificati rappresentanti del nostro territorio in Parlamento e che, dopo le elezioni, vedrà continuare a lavorare a stretto contatto con gli eletti anche tutti gli altri. Un motivo di fiducia in più, da parte degli elettori dei Castelli Romani, per scegliere Sinistra Ecologia Libertà alla Camera e al Senato. E ovviamente anche alle regionali, per le quali si voterà in contemporanea con le politiche».

Lo afferma Massimo Marciano, candidato alla Camera dei Deputati per Sinistra Ecologia Libertà e coordinatore politico comunale di Frascati del partito.

Oltre a Marciano, per la Camera sono presenti nella lista di Sel anche Ileana Piazzoni di Genzano, Filiberto Zaratti di Rocca Priora, Claudio Fiorani di Albano e Azzurra Marinelli di Nemi; per il Senato sono inoltre candidati con Sel Carmen Zorani di Rocca Priora, Anna Parisi di Grottaferrata, Fabrizio Profico di Ariccia e Aldo Morana di Rocca di Papa.

Prosegue Marciano: «Votare Sinistra Ecologia Libertà vuol dire dare a tutta la nostra squadra (che è stata costruita partendo dalle primarie che si sono svolte il 30 dicembre scorso e non è frutto, come invece hanno fatto altri, di decisioni verticistiche) maggior forza per far contare il nostro territorio. Una politica che pensi al rafforzamento dei servizi pubblici fondamentali, come la sanità e la scuola, alla tutela dell’ambiente e delle falde idriche, al potenziamento dei collegamenti ferroviari, tanto per citare alcuni dei tanti temi, è necessaria per i Castelli Romani. Con il sostegno dei nostri concittadini, Sinistra Ecologia Libertà si propone di rappresentare con la sua squadra in maniera forte e autorevole il territorio dei Castelli Romani e le sue peculiarità nel Parlamento che andremo ad eleggere il 24 e il 25 febbraio prossimi. Senza contare, inoltre, l’impegno sui temi generali della tutela dei diritti sociali e del lavoro, fortemente aggrediti negli ultimi anni grazie anche all’assenza di un forte partito di sinistra in Parlamento, che con Sel intendiamo riportare alla Camera e al Senato».

Massimo Marciano, 50 anni il prossimo giugno, vive a Frascati, dove è stato impegnato negli organi collegiali del Liceo classico “Cicerone”, nel 37° Distretto scolastico e nell’associazionismo culturale. Giornalista professionista freelance, è laureato in Scienze Politiche con una tesi in Diritto parlamentare su “L’attività consultiva delle commissioni nel procedimento legislativo”. Ha ricoperto diversi incarichi a livello nazionale e regionale nell’Ordine e nel sindacato unitario dei giornalisti. Attualmente è membro dell’Assemblea nazionale lavoro autonomo della Federazione della stampa e Consigliere d’amministrazione dell’Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti italiani (Inpgi), unico ente del panorama previdenziale nazionale interamente sostitutivo dell’assicurazione generale obbligatoria dell’Inps.

La conferenza stampa dopo l’approvazioneOggi è nata la legge sull’equo compenso nel settore giornalistico. Ma non interessa solo i giornalisti: è una pietra miliare per tutti i lavoratori.

Un’informazione che sfrutta e ricatta i precari, pagati pochi euro a pezzo e continuamente sotto ricatto da editori che hanno interessi nella finanza e nell’edilizia, è un’informazione non libera, che non può raccontare il vero volto di un Paese e non permette al popolo di esercitare quella sovranità che gli è garantita dall’articolo 1 della Costituzione.

La battaglia sull’equo compenso non è stata combattuta solo ed esclusivamente per le decine e decine di migliaia di precari che vogliono fare il loro dovere di informare di ciò che succede nelle nostre città e nei nostri quartieri, ma anche per tutti i lavoratori di tutti i settori. Da oggi si è stabilito un principio che vale per tutti: va attuato con iniziative legislative concrete l’articolo 36 della Costituzione, che garantisce al lavoratore una retribuzione adeguata, in grado di assicurare a sé e alla sua famiglia un’esistenza libera e dignitosa. Un precedente giuridico che deve diventare una pietra miliare nella storia delle lotte per il lavoro in questo Paese. Per tutti i lavoratori.

Ora si tratta di estendere a tutti questo innovativo principio legislativo. E’ compito di tutti noi, che chiediamo di far tornare il tema dei diritti e delle tutele per il lavoro al centro della politica, impegnarci per estendere questo principio a tutti i lavoratori. Oggi è stato compiuto solo il primo passo.

Massimo Marciano

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EQUO COMPENSO, E’ LEGGE. LA CAMERA APPROVA IN VIA DEFINITIVA IL PROVVEDIMENTO IN FAVORE DEI GIORNALISTI FREELANCE E PRECARI

pubblicata da Giornalisti freelance - http://freelance20.ning.com il giorno Martedì 4 dicembre 2012 alle ore 14.47

L’equo compenso nel settore giornalistico è legge

Equo compensoMontecitorio, 4 dicembre 2012 ore 14:47 - La VII Commissione permanente della Camera dei Deputati (Cultura, scienza e istruzione) convocata oggi in sede legislativa ha approvato il provvedimento in via definitiva all’unanimità dei 29 presenti, con il parere favorevole del Governo, ratificando il testo licenziato dal Senato.  La proposta di legge, relatore Enzo Carra, era già stata approvata dalla VII Commissione della Camera il 28 marzo 2012 e modificata dalla 11ª Commissione del Senato il 7 novembre 2012. Il testo giunto in esame alla Camera, rispetto al quale non sono stati presentati emendamenti, aveva ricevuto in questi giorni il parere positivo dalle Commissioni parlamentari di merito (Affari Costituzionali, Giustizia, Bilancio, Trasporti e Lavoro).

E’ una legge “a termine” (sperimentale l’ha definita il senatore Giuliano, presidente della Commissione Lavoro del Senato) perché la sua applicazione si interromperà automaticamente a tre anni dalla sua entrata in vigore, quando cioè è previsto che la Commissione per stabilire l’entità dell’equo compenso, istituita dal provvedimento, cesserà le sue funzioni. Per prorogarne la durata occorrerà quindi modificare l’attuale testo.

Numerosi gli interventi che hanno espresso la soddisfazione per l’approvazione del provvedimento, tra cui: Giulietti (Gruppo misto), Lainati (PdL), De Biasi (PD), Zazzera (IdV), Goisis (Lega Nord), Moffa (Gruppo misto); Carra (Udc), Granata (Fli).  A nome del Governo hanno preso la parola il viceministro al Welfare Michel Martone e il sottosegretario all’Editoria Paolo Peluffo.

Una considerazione espressa generalmente dai membri della Commissione durante i loro interventi riguarda il testo della legge: l’articolato approvato inizialmente dalla Camera è stato giudicato migliore di quello modificato dal Senato. L’aumento dei componenti della Commissione per l’equo compenso istituita dalla legge potrebbe rendere farraginoso il meccanismo e rendere l’organismo luogo di scontro. Poiché il Senato ha previsto che la Commissione per l’equo compenso scadrà entro tre anni, occorrerà quindi verificare il funzionamento della legge in tempi brevi. A Montecitorio non sono stati comunque presentati emendamenti per non rischiare, rimandando il provvedimento di nuovo in esame a Palazzo Madama, di non approvare il testo entro la legislatura. Il relatore Carra ha fatto rilevare la positiva celerità dei tempi durante i lavori di esame del testo in Commissione alla Camera. Zazzera (IdV) ha ricordato che l’approvazione della legge non sarebbe stata possibile senza la pressione dei freelance e gruppi di base. Il sottosegretario Peluffo ha dichiarato che nel dipartimento per l’Editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri ci sono le risorse per fare funzionare la Commissione nei tempi previsti.

In conferenza stampa a rappresentare i giornalisti freelance e collaboratori precari erano presenti Maurizio Bekar, coordinatore Commissione nazionale lavoro autonomo Fnsi; Moira Di Mario e Solen De Luca (Associazione Stampa Romana); Massimo Marciano (freelance, Consigliere di amministrazione INPGI).

La necessità di approvare con urgenza il provvedimento, prima della fine della legislatura, è stata sostenuta con forza lo scorso settembre attraverso un appello pubblico ai parlamentari, primi firmatari Franco Siddi e Roberto Natale, Segretario generale e Presidente Fnsi, e Giancarlo Ghirra, Segretario Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti.

La Carta di Firenze approvata lo scorso anno e la legge sull’equo compenso giornalistico varata oggi sono due strumenti strategici in grado di contrastare e rendere impossibile lo sfruttamento dei giornalisti collaboratori: purché si abbia la volontà politica di applicarli.

L’appello ideato e promosso dalla Commissione nazionale lavoro autonomo della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, poi fatto proprio e rilanciato come petizione su web dall’associazione Articolo 21, ha dato vita a una rapida e straordinaria mobilitazione, che ha visto unite le più diverse anime del giornalismo (freelance e contrattualizzati, coordinamenti di base di precari e rappresentanze a tutti i livelli del sindacato e dell’Ordine), ma anche la solidarietà ed appoggio di realtà associative, sindacali e politiche esterne alla categoria e di personalità della cultura e dello spettacolo.

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Documenti, dichiarazioni e comunicati sull’approvazione della legge sull’equo compenso sono sul sito della Federazione nazionale della stampa italiana a questo link:

http://www.fnsi.it/Esterne/Fvedinews.asp?AKey=15008 

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Equo compenso: una legge partita da 2500 firme

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