Interventi


Il coordinatore cittadino di Sinistra Ecologia Libertà annuncia anche per domani alle 17 in piazza San Pietro un concerto a favore del candidato Stefano Di Tommaso: «Occasione di festa e unità»

Sel con Di Tommaso

Il coordinatore politico comunale di Sinistra Ecologia Libertà di Frascati, Massimo Marciano, ha dichiarato:

«Proprio nel momento in cui la mobilitazione per le primarie del centrosinistra di domenica prossima entra nel vivo, apprendo che Vincenzo Rossetti ha deciso di rinunciare alla competizione. Non ho condiviso le sue idee e alcuni argomenti utilizzati per esporle, ma da avversario franco e leale sento di dover esprimere il mio rammarico per questa sua decisione. Rossetti è un professionista serio e una persona squisita. Ritengo che la sua decisione di ritirarsi sia il frutto di una riflessione molto sofferta.

Non sottovaluto le critiche da lui e dai suoi sostenitori espresse nei confronti di alcuni episodi accaduti durante la campagna. Ritengo, però, che si tratti di atteggiamenti inopportuni, non violazioni di regole sottoscritte dalle parti in gioco, imputabili ad eccessi di alcuni sostenitori di altri candidati, che non coinvolgono minimamente il grosso dei militanti, appassionatamente impegnati in una campagna che tutti riteniamo importante per il centrosinistra e per Frascati. Ringrazio Rossetti e i suoi sostenitori per aver riconosciuto, al tavolo del centrosinistra, la lealtà e la correttezza sempre tenute da Sinistra Ecologia Libertà e dal candidato che il nostro partito convintamente dal primo momento sostiene, il Sindaco uscente Stefano Di Tommaso: ritengo questo riconoscimento un gesto di grande onestà intellettuale e di lealtà nei rapporti fra alleati che fa onore a chi lo ha espresso oltre che a noi che lo abbiamo ricevuto.

È questo il centrosinistra che Sel sta contribuendo a costruire: un’alleanza in cui si dialoga, ci si confronta e si procede uniti verso l’obiettivo comune. Un percorso di unità che vedrà sicuramente Sel partecipe, avendo sottoscritto un patto su programmi e regole con le forze politiche alleate del centrosinistra. E i patti, come siamo abituati a fare, si rispettano.

Penso che in questo percorso unitario il centrosinistra non possa fare a meno di nessuno. È importante anche il contributo di Vincenzo Rossetti e dei suoi sostenitori per costruire un nuovo modo di fare politica e portare energie ed idee nuove nel centrosinistra e al governo della città.

Sinistra Ecologia Libertà sostiene per questo convintamente, per le primarie di domenica prossima, la candidatura del Sindaco uscente Stefano Di Tommaso, che invitiamo a votare perché ha dimostrato di essere un leale garante dell’unità del centrosinistra e l’artefice di un modello di governo di Frascati che tiene in primo piano i valori dell’inclusione sociale e della solidarietà.

È significativo che domani, dalle 17 alle 20, Stefano Di Tommaso abbia deciso insieme a Sinistra Ecologia Libertà e agli altri sostenitori di incontrare i cittadini in piazza San Pietro con un concerto: protagonisti saranno la festa, i giovani e la socialità. È il modello di città che vogliamo e invitiamo tutti i cittadini ad essere presenti».

Frascati, 5 marzo 2014

Io sto con Stefano Di TommasoLe primarie sono un momento importante di democrazia e di vera partecipazione. Domenica 9 marzo prossimo, a Frascati, si svolgeranno le primarie per la scelta del candidato del centrosinistra alla carica di Sindaco della città. Io sto con Stefano Di Tommaso, Sindaco uscente, e sono certo che chi ne conosce la storia personale e ne apprezza la coerenza e la sensibilità farà lo stesso in occasione delle primarie.

Io sto con Stefano perché, pur avendo il pieno diritto di essere ricandidato direttamente per un secondo mandato, ha accettato di mettersi in discussione e di confrontarsi democraticamente nelle primarie con altri candidati. Una disponibilità molto rara, oggi, a trovarsi. Più facile, invece, trovare chi sgomita per cercare di emergere a scapito di competenza, coerenza, lealtà.

Io sto con Stefano perché è sempre stato coerente con le sue idee, sempre e comunque nel campo del centrosinistra. Dote anch’essa rara, oggi, quella della coerenza, a ben guardarsi attorno…

Io sto con Stefano, perché proprio per la sua coerenza è l’unico che può garantire l’unità e la coesione della coalizione.

Io sto con Stefano perché, anche in questi anni di crisi economica, di minori finanziamenti dallo Stato ai Comuni, di vergognoso “embargo finanziario” da parte della Regione Lazio targata Polverini verso i Comuni governati dal centrosinistra, ha tenuto la barra dritta: niente tagli ai servizi sociali e agli interventi a favore delle persone in difficoltà, con le percentuali di addizionale Irpef e di imposta sugli immobili più basse fra i Comuni dei Castelli Romani (e non solo), a difesa dei redditi, delle famiglie e di chi più soffre le conseguenze della crisi.

Io sto con Stefano perché è grazie al suo impegno personale che i diritti dei cittadini sono stati difesi in questi anni, come dimostra la mancata chiusura del pronto soccorso dell’ospedale di Frascati, come era invece nei progetti della giunta regionale di centrodestra guidata dalla Polverini, ipotesi che è stata definitivamente scongiurata grazie alla mobilitazione che lui ha guidato, anche attraverso i ricorsi che ha voluto presentare alla magistratura, vincendo.

Io sto con Stefano perché chiunque si è presentato nel suo ufficio è stato sempre ricevuto e ascoltato.

Io sto con Stefano perché voglio una città in cui siano e continuino ad essere in primo piano questi temi: la inclusione sociale e la tutela delle situazioni di disagio, l’attuazione del diritto al lavoro e la difesa dei consumatori, il rinnovamento e la trasparenza della politica, la tutela del territorio e la riconversione delle attività edilizie da nuove edificazioni a interventi di riqualificazione dei nostri quartieri, l’ampliamento degli strumenti della partecipazione alla vita pubblica cittadina, come le consulte popolari e i comitati di quartiere, dando così piena attuazione a quanto previsto dallo Statuto comunale.

Io sto con Stefano e con la buona politica. Per passione. Per Frascati.

Alberto ManziCon la fiction sul maestro Alberto Manzi, per merito del quale si è compiuta l’alfabetizzazione di gran parte degli italiani in un periodo difficilissimo della nostra storia, la Rai celebra nel migliore dei modi il proprio ruolo di servizio pubblico: così come dovrebbe sempre essere assolto. E rende omaggio ai tanti anonimi “maestri Manzi” che, con competenza e passione non sempre adeguatamente riconosciute, combattono quotidianamente le difficoltà e le frustrazioni nelle quali li costringe lo stato attuale della scuola pubblica.

Per capire il nostro oggi e costruire un domani migliore, al di là di slogan e parole d’ordine che lasciano il tempo che trovano e vivono solo lo spazio di un post, bisognerebbe conoscere bene il passato da cui veniamo. Questa può essere una buona occasione per combattere, almeno per una piccola ma importante parte, il virus della “memoria corta e selettiva” che affligge da un paio di decenni buona parte della popolazione in Italia.

L’ora della CalabriaUn episodio oscuro e inquietante, denunciato dalla Federazione nazionale della stampa italiana (Fnsi) e dal Sindacato dei giornalisti della Calabria nel comunicato qui di seguito riportato. A 69 anni dalla nascita dell’Italia democratica, situazioni come questa fanno pensare che la libertà di informazione sia un bene che va difeso e rafforzato ogni giorno, mantenendo vigile l’attenzione da parte di tutti. Lo possiamo fare anche pubblicando qui la prima pagina del giornale che, forse, per qualcuno non doveva essere stampato e letto, perché i cittadini potessero liberamente formarsi un’opinione.

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Comunicato della Fnsi:

Il Segretario Generale della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Franco Siddi, e il Vicesegretario della Fnsi e Segretario del Sindacato dei Giornalisti della Calabria, Carlo Parisi, comunicano:

Editoria: Fnsi e Sindacato Giornalisti della Calabria denunciano un inquietante incidente alle rotative dell’Ora della Calabria e chiedono accertamenti di verità e tutela per la libera stampa.

“Un incidente “inquietante” alle rotative, che ha impedito la stampa ieri notte e la diffusione oggi del quotidiano L’Ora della Calabria”, getta una luce sinistra sui processi dell’informazione nella regione. Fnsi e Sindacato Giornalisti della Calabria, chiedono ad alta voce alle autorità preposte che si faccia presto chiarezza sull’accaduto e si possa restituire serenità a chi fa informazione nella regione, perché l’incidente, se c’è stato davvero, è accompagnato da troppe circostanze ambigue se non oblique.

Ricostruire la vicenda vale forse più di ogni timore e di ogni giudizio. Il direttore del giornale, Luciano Regolo, ha infatti denunciato pressioni perché fosse censurato un articolo su una indagine relativa al figlio del senatore Tonino Gentile, Andrea, sotto inchiesta per presunto abuso d’ufficio, falso ideologico e associazione a delinquere sul cosiddetto caso dell’azienda sanitaria provinciale di Cosenza. Una discussione, su questo punto, tra il direttore e l’editore sarebbe stata inframmezzata dalla telefonata di uno stampatore, che avrebbe tentato di convincerlo a non pubblicare la notizia, con una metafora solitamente usata per indicare un rischio grave per le persone che si trovano davanti un “cinghiale ferito”.

Fatto è che alle due della notte lo stampatore avrebbe comunicato l’impossibilità a mandare in stampa il giornale per un improvviso guasto alle rotative.

L’Editore, Alfredo Citrigno, nega censure e dice di aver solo chiesto al direttore la verifica accurata sulla fondatezza delle notizie sul figlio del senatore Gentile. Lo stampatore, Umberto De Rose, replica negando qualsiasi intervento preventivo e qualsiasi simulazione di incidente alle rotative. Il Comitato di redazione manifesta “sdegno per le pressioni subite dal giornale che ne hanno impedito la pubblicazione”. Ce n’è abbastanza, insomma, per pensare seriamente ai rischi della libertà di stampa e per pensare anche ad altro. Non vorremmo trovarci un giorno ad apprendere che, effettivamente, “a pensar male si fa peccato, ma qualche volta, ci si azzecca”, secondo il detto di andreottiana memoria.

Fnsi e Sindacato Giornalisti della Calabria denunciano con preoccupazione e allarme la vicenda della mancata pubblicazione dell’Ora e si pongono al fianco dei colleghi del giornale e dei cittadini che hanno bisogno di una stampa libera da condizionamenti, da censure e da qualsiasi forma di pressione impropria e intimidazione”.

Roma, 19 febbraio 2014

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Altre informazioni sul sito del Sindacato dei giornalisti della Calabria: http://www.giornalisticalabria.it/

È da molto tempo che il dibattito politico, più che sui contenuti dei provvedimenti di legge da prendere per affrontare e risolvere alcuni nodi fondamentali per la vita quotidiana di parecchie persone, si avviluppa intorno a proclami di principio, formule di governo e alleanze, leadership sempre più costruite intorno al “culto della personalità”, proteste contro una indistinta classe politica che, sebbene colgano il senso del giusto malessere degli italiani verso chi ha avuto responsabilità nello sfascio morale e finanziario degli ultimi anni e quindi raccolgano ampio consenso, nella loro indeterminatezza finiscono spesso per non colpire nel giusto segno e quindi rimangono inefficaci.

Anche in occasione dell’attuale crisi di governo, il dibattito sui contenuti e sui provvedimenti è rimasto totalmente assente. Non intendo qui entrare nel merito di motivazioni e significato politico della defenestrazione di Enrico Letta e dell’irresistibile ascesa di Matteo Renzi: su modalità, tempi, ruolo fondamentale dei mass media (e dei gruppi finanziari che li sostengono), significato politico della scalata al governo da parte del sindaco fiorentino occorrerebbe dedicare molto tempo e un’analisi molto più approfondita.

Al di là, però, delle opinioni che ognuno può avere di quanto successo nella singolar tenzone per Palazzo Chigi, è un dato di fatto, a mio avviso, che la crisi politica che essa ha determinato poteva e doveva essere un’occasione per inserire nel dibattito quelle idee su reali iniziative di riforma legislativa che ogni governo, ogni partito, ogni persona che si occupa della “res publica” dovrebbe avere come principale punto di riferimento. Penso che quindi sia compito di ognuno di noi cercare, per come può, di introdurre nel dibattito, in ogni luogo, le proprie idee al riguardo, sulla base della propria esperienza e delle proprie competenze.

Non ho la pretesa, dal mio parziale e limitato punto di osservazione, di poter offrire un quadro completo ed esauriente di idee su cui promuovere il dibattito. Ma penso che le proprie idee su progetti legislativi e azione politica per affrontare quei nodi di cui dicevo all’inizio sia dovere di ognuno esporle.

Penso che vadano urgentemente poste nel dibattito politico alcune proposte su lavoro, pensioni e servizio pubblico radiotelevisivo che credo si possano sintetizzare in quattro punti.

- Equo compenso dei lavoratori precari

I principi contenuti nell’art. 36 della Costituzione - sull’equità e la dignità della retribuzione del lavoratore - possono trovare l’applicazione che non hanno mai avuto finora con una legge. Tale normativa dovrebbe stabilire che, ai lavoratori ai quali vengono applicate le (troppe) forme di rapporti di collaborazione oggi (purtroppo) previste, non possa essere corrisposto un compenso (oltre agli oneri sociali) inferiore, su base oraria, a quello previsto per il lavoratore subordinato dalla contrattazione collettiva di settore e alla eventuale contrattazione integrativa aziendale e/o territoriale.

Il rispetto da parte delle aziende di questa normativa, che tenderebbe a porre un freno, almeno dal punto di vista economico, alle conseguenze della proliferazione dei contratti precari, perché possa essere garantito dovrebbe essere posto come strumento essenziale affinché le aziende possano accedere a forme di sgavio fiscale, legate anche a investimenti nel campo dell’innovazione e dell’ampliamento dell’offerta di lavoro.

- Tutela del precariato intellettuale

Si parla spesso della “fuga dei cervelli” dall’Italia. Una motivazione di questo impoverimento del nostro Paese di menti e di eccellenze, oltre a corruzione e nepotismo, è data dall’utilizzo precario del lavoro intellettuale. La proliferazione delle partite Iva tra i giovani laureati, ma anche tra coloro che in età più avanzata si trovano a perdere il proprio lavoro, non corrisponde a un reale sviluppo dell’imprenditoria individuale: spesso è consegenza di un vero e proprio ricatto che subisce chi, pur di lavorare, è costretto a formalizzare una libera professione anche dove l’utilizzo del lavoratore da parte dell’azienda è fatto sostanzialmente alla stessa stregua del lavoro dipendente.

La “riforma Fornero” è intervenuta in maniera insufficiente, tra le altre cose, anche sul precariato intellettuale. Gli iscritti agli Ordini professionali, infatti, sono eslcusi, senza alcuna distinzione, dalla possibilità di vedersi riconosciuto il diritto alla conversione del proprio contratto in lavoro subordinato, così come invece riconosciuto alle altre “false partite Iva”. La legge va corretta con una norma che permetta l’applicazione dello strumento di garanzia anche ai lavoratori iscritti ad Ordini professionali, qualora vengano nei fatti costretti ad aprire una partita Iva avendo come monocommittente un’azienda alle cui dipendenze vi siano lavoratori con le stesse mansioni o che impieghino in generale lavoratori subordinati o parasubordinati.

- Revisione della legge 335/95 (riforma Dini delle pensioni)

Introducendo il calcolo interamente contributivo e coefficienti di trasformazione del montante contributivo corretti annualmente sull’aspettativa di vita, l’attuale sistema previdenziale sta condannando intere generazioni di lavoratori (soprattutto con rapporti precari e scarsamente remunerati, ma non solo loro) a un futuro di indigenza. Una riforma della previdenza obbligatoria è urgente e necessaria: l’obiettivo della riforma Dini era di mantenere i conti del sistema previdenziale in ordine (ognuno mette da parte oggi ciò con cui dovrà vivere domani quanto sarà in pensione), ma oggi rischiamo, con bassi redditi e lavori saltuari, di avere un sistema previdenziale formalmente in ordine e gente che muore di fame.

E’ possibile correggere il sistema di calcolo delle rivalutazioni annuali e i coefficienti di trasformazione sui montanti contributivi introducendo meccanismi solidaristici sulle alte retribuzioni (come succede per esempio in Svezia, anche se mi rendo conto che da noi questo vuol dire parlare di un altro pianeta) e interventi della fiscalità generale (facendo pagare le tasse a tutti, ovviamente, e possibilmente anche sui patrimoni e non solo sul lavoro) per la creazione di forme di welfare per i lavoratori precari.

- Riforma della governance della Rai

Il sistena radioteleviso pubblico è lo specchio nel quale si riflette ogni popolo. È da esso che nascono i modelli di vita e principalmente attraverso esso si forma l’opinione pubblica. Se davvero si vuole perseguire l’obiettivo di sconfiggere le “lottizzazioni” che tanto male fanno all’economia e al libero sviluppo culturale e sociale del nostro Paese, occorre un sistema di selezione dei componenti del massimo organo di governo della Rai che dia maggiore autonomia al servizio pubblico rispetto al governo e, in generale, al potere politico, prevedendo la partecipazione anche dell’utenza e dei lavoratori.

Un modello di governance che potrebbe essere garantito da una tripartizione della scelta dei membri del consiglio di amministrazione della Rai. Se ne potrebbero eleggere nove, tre per ognuna delle tre categorie quali: il Parlamento, i lavoratori e gli abbonati.

Il Parlamento in seduta comune potrebbe eleggere i propri rappresentanti a maggioranza semplice con voto limitato a un candidato (una regolamentazione che garantirebbe una rappresentanza alle minoranze). La quota di consiglieri dei lavoratori della Rai potrebbe essere assicurata dalla presentazione di candidature individuali, sui quali i dipendenti del servizio pubblico (anche quelli titolari di contratti a termine) si esprimerebbero con un voto. Possibilità di candidature individuali anche per quanto riguarda i consumatori/utenti. L’elezione, come succede già per altri organismi di altri enti, potrebbe svolgersi attraverso un sistema di voto elettronico, garantito da un meccanismo di sicurezza informatica simile a quelli già in uso altrove, da parte degli abbonati in regola con il pagamento del canone. Gli elettori/eleggibili sarebbero identificati attraverso una “card dell’abbonato”, utilizzabile anche per servizi offerti dalla Rai agli utenti, con username e password personalizzati.

Sono solo alcune proposte, che nascono da un punto di osservazione limitato e sicuramente opinabili. Ma vogliono aprire un dibattito, che sicuramente manca nel confronto politico di questi giorni e che potrebbe arricchirsi con diverse idee che nascano delle esperienze e dalle competenze di ognuno di noi. Un dibattito di cui io personalmente sento fortemente l’esigenza e al quale vorrei poter contribuire con idee ed energie.

Massimo Marciano

Sinistra Ecologia Libertà esprime soddisfazione per la volontà, manifestata questa sera dal Sindaco Stefano Di Tommaso con la sottoscrizione dell’accettazione di candidatura, di confrontarsi nella competizione delle primarie del centrosinistra e gli rivolge un affettuoso e riconoscente ringraziamento per aver accolto l’invito del nostro partito a candidarsi. Un invito che Sel gli ha rivolto fin dal primo momento della indizione delle primarie e che il nostro partito ha ribadito, insieme alla fiducia per Di Tommaso, all’interno dei tavoli di discussione del centrosinistra.

Sappiamo quanto la decisione del Sindaco Di Tommaso di mettersi di nuovo in gioco sia stata ben ponderata, con l’intento di rappresentare il suo ruolo con spirito di servizio per la comunità cittadina e per la coalizione, cosa che ha sempre caratterizzato il suo agire politico e il suo carattere.

«In questi anni - dice Massimo Marciano, coordinatore politico comunale di Frascati di Sel - nella nostra città Sinistra Ecologia Libertà ha avuto sempre due riferimenti solidi: l’unità del centrosinistra, con tutti i valori e gli ideali che storicamente rappresenta, e la figura del Sindaco Stefano di Tommaso, come sintesi e garante di quel patto unitario. La decisione del Sindaco di accettare l’invito che Sel gli ha rivolto, fin dal primo momento, affinché affrontasse il confronto nelle primarie lo conferma come il punto di riferimento e di sintesi del centrosinistra. Ruolo che lui ha ben rappresentato finora, con la convinzione che il campo del centrosinistra non possa rimanere sguarnito da una presenza che assicuri la continuità per l’attenzione a temi che Sel ritiene patrimonio irrinunciabile della coalizione. Questi temi per noi sono: la inclusione sociale e la tutela delle situazioni di disagio, l’attuazione del diritto al lavoro e la difesa dei consumatori, il rinnovamento e la trasparenza della politica, la tutela del territorio e la riconversione delle attività edilizie da nuove edificazioni a interventi di riqualificazione dei nostri quartieri, l’ampliamento degli strumenti della partecipazione alla vita pubblica cittadina, come le consulte popolari e i comitati di quartiere, dando così piena attuazione a quanto previsto dallo Statuto comunale. Siamo certi che sia stato anche per garantire l’attenzione a questi temi che il Sindaco Stefano Di Tommaso abbia raccolto l’invito del nostro partito a impegnarsi di nuovo in prima persona, candidandosi alle primarie. Siamo convinti che la sensibilità dei cittadini di Frascati su questi temi e il riconoscimento per quanto fatto dal Sindaco Stefano Di Tommaso per garantire a Frascati alti livelli di civile solidarietà per tutti, anche nel difficile contesto finanziario generale di questi anni, sia forte e diffusa. Ed è a questa sensibilità che, attraverso la candidatura di Stefano Di Tommaso alle primarie, Sinistra Ecologia Libertà intende dare, insieme a lui, adeguata rappresentanza nella nostra città».

 

Frascati, 4 febbraio 2014

Sinistra Ecologia Libertà, a Frascati, ha sostenuto con lealtà e coerenza l’amministrazione di centrosinistra guidata dal Sindaco Stefano di Tommaso, convinta che rappresentare le istituzioni all’interno di una coalizione di centrosinistra sia il modo più concreto di dare risposte ai cittadini, per continuare a garantire quei diritti, quei principi di uguaglianza, dignità, rispetto che sono alla base dell’attività politica del partito.

Proprio per dare seguito a questo percorso, e in virtù degli argomenti di cui siamo convinti, Sinistra Ecologia Libertà, a Frascati, siede al tavolo del centrosinistra e aderisce alla consultazione primaria per la scelta del candidato Sindaco. Tale scelta, a nostro avviso, deve ricadere necessariamente sul Sindaco uscente Stefano di Tommaso, che tanto ha fatto nella sua storia politica per garantire un elevatissimo livello dei servizi alla persona, sempre schierato al fianco dei più deboli, sempre in prima linea per il riconoscimento dei diritti fondamentali, del diritto all’istruzione e alla cultura.

Sinistra Ecologia Libertà ha espresso quindi, fin dalla prima ora, nei tavoli di competenza, il proprio sostegno alla candidatura del Sindaco Stefano Di Tommaso alle primarie del centrosinistra, garantendo con coerenza la propria presenza nel percorso di governo della città fin qui intrapreso.

Sel apprende con grande soddisfazione che, oggi, anche lo stesso partito a cui appartiene il Sindaco Di Tommaso, il Pd, gli ha rivolto un appello affinché ritorni sulla sua decisione di ritirarsi dalla competizione per le primarie. C’è tempo, c’è necessità affinché il Sindaco Di Tommaso torni sulla sua decisione ed entro domani, termine per la ufficializzazione delle candidature, manifesti la sua volontà di essere presente alle primarie.

Per tutti questi motivi, Sinistra Ecologia Libertà rivolge un appello al Sindaco Stefano Di Tommaso affinché, con le capacità, la passione e l’onestà intellettuale che tutta la città gli riconosce, anche al di là degli schieramenti di partito, torni in campo all’interno del centrosinistra per dare il suo contributo essenziale affinché si confermi al governo della città. Sel sarà al suo fianco nelle primarie come lo è stata in questi cinque anni di governo, in cui la città di Frascati si è distinta, pur nel generale contesto di difficoltà finanziarie, per un alto livello dei servizi sociali.

Frascati e il centrosinistra hanno bisogno di Stefano Di Tommaso. Siamo convinti che ancora una volta non mancherà di dare il suo cuore e le sue energie per la città e la coalizione che lo ha sostenuto in questi cinque anni e sarà il nostro candidato alle primarie del centrosinistra, per continuare a guidare la coalizione nel governo di Frascati.

 

Frascati, 3 febbraio 2014

«Gli aspiranti, così, sfuggono al confronto nel tavolo di coalizione. E hanno intrapreso la propria carriera politica nello schieramento avversario: la storia della nostra città merita una chiara espressione alla guida del centrosinistra»

Massimo Marciano

Il coordinatore politico comunale di Sinistra Ecologia Libertà di Frascati, Massimo Marciano, ha dichiarato:

«Con stupore e una certa dose di rammarico, in questi giorni continuo ad apprendere solo dalla stampa locale, che come sempre ringrazio per la sua preziosa e tempestiva opera di informazione, della presentazione di candidature alle primarie del centrosinistra per la successiva candidatura a Sindaco della nostra città. Questo accade mentre è ancora aperto il tavolo del centrosinistra, all’interno del quale evidentemente c’è scarsa volontà di confrontarsi da parte degli aspiranti candidati-Sindaco.

Infatti, fino all’ultima recente riunione nessuno, su mia precisa sollecitazione, ha chiaramente e inequivocabilmente dichiarato la propria volontà di candidarsi, senza porre condizioni ed accettando preventivamente le regole, che peraltro sono già state chiaramente fissate, nei loro punti cardine, nel 2009 con l’approvazione di un Codice etico per le candidature a Sindaco e Consigliere comunale e per la nomina degli Assessori.

Ritengo non giusto nei confronti delle persone che si stanno impegnando in un corretto e aperto dibattito nei gruppi di studio sulle regole e sul programma, che inizieranno i propri lavori nella prossima settimana, sfuggire al confronto all’interno del tavolo del centrosinistra ed ufficializzare la propria auto-candidatura solo “a mezzo stampa”. Non è questo il modo migliore per costruire quella politica partecipata e del confronto libero che è tra le richieste di rinnovamento che provengono dai cittadini.

Riconosco le qualità personali dei due candidati che si sono manifestati, Roberto Mastrosanti e Alessandro Spalletta, che stimo e rispetto entrambi. Ma dal punto di vista politico noto anche che ad aspirare a candidarsi a Sindaco a capo di una coalizione di centrosinistra sono, al momento, esclusivamente persone che hanno intrapreso la propria attività politica e si sono formate culturalmente e socialmente nello schieramento di centrodestra.

Sono lieto che la forza delle ragioni del centrosinistra e le capacità individuali e collettive che esso esprime da decenni nel governo di Frascati abbiano convinto personalità dello schieramento avverso, chi prima chi dopo, a cambiare idea. Ma ritengo che la storia e la tradizione politica di Frascati meritino un’adeguata espressione alla guida del centrosinistra.

È per questo che Sinistra Ecologia Libertà rinnova l’invito al Sindaco Stefano Di Tommaso, la cui storia politica e di impegno nel sociale è universalmente riconosciuta da tutti i cittadini di Frascati anche al di là degli schieramenti di partito, ad ufficializzare la sua partecipazione alle primarie del centrosinistra, per continuare il nostro lavoro comune. Per passione politica e sociale. Per Frascati».

Frascati, 17 gennaio 2014

Sinistra Ecologia Libertà con VendolaIl coordinamento politico di Frascati di Sinistra Ecologia Libertà esprime apprezzamento per il confronto serio, sincero e pacato, sia nei toni sia nei contenuti, che si è sviluppato ieri sera in occasione della seconda riunione del tavolo del centrosinistra in preparazione delle elezioni comunali della prossima primavera. La chiarezza delle posizioni espresse e la pacatezza dei toni sono un chiaro indicatore della serietà del confronto e dell’unità di intenti della coalizione, pur nella diversità di idee, che è essenziale in democrazia e sale del confronto libero.

E, con altrettanta chiarezza e pacatezza, Sinistra Ecologia Libertà ha ribadito ieri, come fatto in occasione della prima riunione, che avrebbe voluto che il dibattito si fosse articolato in gruppi di lavoro sui temi che sono a cuore dei cittadini e sui quali essi chiedono oggi alla politica un chiaro impegno: la partecipazione, il lavoro, la qualità della vita, l’inclusione sociale, la tutela del territorio, la difesa delle persone e dell’imprenditoria sana dall’aggressione della crisi economica e molti altri. Intorno al come affrontare questi temi nella nostra città, Sel avrebbe voluto che si formasse il perimetro della coalizione; non su questioni di persone e candidature, che nascono successivamente alla definizione delle intese programmatiche.

La parte maggioritaria del tavolo ha ritenuto prioritaria rispetto alla discussione sui temi, invece, la convocazione di elezioni primarie, per verificare il grado di consenso delle componenti di una coalizione che, per la nascita e l’ingresso di nuovi partiti e forze politiche, presenta un’identità più complessa rispetto a quella del centrosinistra che ha vinto le elezioni amministrative del 2009.

Sel prende atto di questa richiesta, legittima, di un passaggio preventivo per le elezioni primarie, e quindi aderisce alla proposta. Come prende atto che la richiesta di primarie è stata fatta, in maniera inconsueta, senza la contestuale presentazione di candidature e programmi alternativi a quelli rappresentati dal Sindaco uscente e dalla sua maggioranza politica.

Nella convinzione che la partecipazione al tavolo del centrosinistra debba comportare da parte di tutti il massimo dello sforzo di unitarietà e il rispetto delle decisioni democraticamente prese, Sel accoglie quindi la richiesta della maggioranza del tavolo stesso di procedere alle primarie, pur mantenendo le proprie perplessità sui tempi, sui modi e sull’opportunità di questa procedura, prima ancora di esprimere le opzioni che dovrebbero essere sottoposte agli elettori.

Allo stato attuale, le uniche due manifestazioni di volontà, espresse nelle scorse settimane solo attraverso comunicati stampa e non formalizzate al tavolo del centrosinistra, per la candidatura a Sindaco, sono una da parte del primo cittadino uscente, Stefano Di Tommaso, e l’altra da parte dall’assessore Roberto Mastrosanti. In questo contesto, Sinistra Ecologia Libertà valuta difficilmente sostenibile, per coerenza politica, una candidatura alternativa a quella del Sindaco uscente che venga da un amministratore attualmente ancora appartenente alla squadra del primo cittadino in carica.

Per questo, Sinistra Ecologia Libertà ha espresso ieri sera l’opinione che, qualora dovesse permanere o confermarsi questa configurazione, vada rinnovata, coerentemente con quanto fatto nei cinque anni di questa consigliatura, la fiducia al Sindaco Stefano Di Tommaso come candidato alla carica di primo cittadino alla guida della coalizione di centrosinistra.

Frascati, 9 gennaio 2014

L’Asr a fianco di Lirio Abbate, minacciato di morte

per le sue inchieste sulla criminalità romana

Lirio AbbateL’Associazione Stampa Romana esprime solidarietà e vicinanza al collega dell’Espresso Lirio Abbate, oggetto di minacce di morte da parte della criminalità romana a causa delle sue inchieste sulla penetrazione delle mafie nella capitale.

Abbate, già sotto scorta da anni e oggetto di un fallito attentato a Palermo, è uno delle decine di colleghi in prima linea che le mafie e la malavita organizzata cercano di ridurre al silenzio, soprattutto per aver gettato luce sulle complicità e le connivenze fra criminalità e politica.

“Lirio non va lasciato solo – commenta il segretario Asr Paolo Butturini – perché l’isolamento è l’anticamera dell’eliminazione fisica, come la storia ha più volte dimostrato.

Ma è con i fatti che si sostiene la battaglia per una libera informazione e per il diritto dei cittadini a essere correttamente informati. Il primo passo, per esempio, sarebbe una definitiva abrogazione del reato di diffamazione, col quale spesso si tenta di impedire che venga fatta luce sulle trame e sulle complicità di cui godono le mafie.

Il secondo sarebbe una riforma seria e moderna della legislazione che governa l’intero mondo dell’informazione, a cominciare dalla vetusta e inservibile legge istitutiva dell’Ordine dei Giornalisti.

Ma anche in materia contrattuale si dovrebbero fare passi avanti decisi verso la tutela dei giornalisti. Si potrebbero, per esempio, inserire nel nuovo contratto forme assicurative, anche per freelance e collaboratori, che mettano i colleghi al riparo dalle cosiddette “querele temerarie”. Bisogna fornire ai giornalisti un’efficace assistenza legale e coprire i rischi a cui inevitabilmente va incontro chi non si ferma alla superficie dei fatti, ma scava alla ricerca della verità”.

Fonte: comunicato dell’Associazione stampa romana

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