elezioni


Sinistra Ecologia Libertà con VendolaIl coordinamento politico di Frascati di Sinistra Ecologia Libertà esprime apprezzamento per il confronto serio, sincero e pacato, sia nei toni sia nei contenuti, che si è sviluppato ieri sera in occasione della seconda riunione del tavolo del centrosinistra in preparazione delle elezioni comunali della prossima primavera. La chiarezza delle posizioni espresse e la pacatezza dei toni sono un chiaro indicatore della serietà del confronto e dell’unità di intenti della coalizione, pur nella diversità di idee, che è essenziale in democrazia e sale del confronto libero.

E, con altrettanta chiarezza e pacatezza, Sinistra Ecologia Libertà ha ribadito ieri, come fatto in occasione della prima riunione, che avrebbe voluto che il dibattito si fosse articolato in gruppi di lavoro sui temi che sono a cuore dei cittadini e sui quali essi chiedono oggi alla politica un chiaro impegno: la partecipazione, il lavoro, la qualità della vita, l’inclusione sociale, la tutela del territorio, la difesa delle persone e dell’imprenditoria sana dall’aggressione della crisi economica e molti altri. Intorno al come affrontare questi temi nella nostra città, Sel avrebbe voluto che si formasse il perimetro della coalizione; non su questioni di persone e candidature, che nascono successivamente alla definizione delle intese programmatiche.

La parte maggioritaria del tavolo ha ritenuto prioritaria rispetto alla discussione sui temi, invece, la convocazione di elezioni primarie, per verificare il grado di consenso delle componenti di una coalizione che, per la nascita e l’ingresso di nuovi partiti e forze politiche, presenta un’identità più complessa rispetto a quella del centrosinistra che ha vinto le elezioni amministrative del 2009.

Sel prende atto di questa richiesta, legittima, di un passaggio preventivo per le elezioni primarie, e quindi aderisce alla proposta. Come prende atto che la richiesta di primarie è stata fatta, in maniera inconsueta, senza la contestuale presentazione di candidature e programmi alternativi a quelli rappresentati dal Sindaco uscente e dalla sua maggioranza politica.

Nella convinzione che la partecipazione al tavolo del centrosinistra debba comportare da parte di tutti il massimo dello sforzo di unitarietà e il rispetto delle decisioni democraticamente prese, Sel accoglie quindi la richiesta della maggioranza del tavolo stesso di procedere alle primarie, pur mantenendo le proprie perplessità sui tempi, sui modi e sull’opportunità di questa procedura, prima ancora di esprimere le opzioni che dovrebbero essere sottoposte agli elettori.

Allo stato attuale, le uniche due manifestazioni di volontà, espresse nelle scorse settimane solo attraverso comunicati stampa e non formalizzate al tavolo del centrosinistra, per la candidatura a Sindaco, sono una da parte del primo cittadino uscente, Stefano Di Tommaso, e l’altra da parte dall’assessore Roberto Mastrosanti. In questo contesto, Sinistra Ecologia Libertà valuta difficilmente sostenibile, per coerenza politica, una candidatura alternativa a quella del Sindaco uscente che venga da un amministratore attualmente ancora appartenente alla squadra del primo cittadino in carica.

Per questo, Sinistra Ecologia Libertà ha espresso ieri sera l’opinione che, qualora dovesse permanere o confermarsi questa configurazione, vada rinnovata, coerentemente con quanto fatto nei cinque anni di questa consigliatura, la fiducia al Sindaco Stefano Di Tommaso come candidato alla carica di primo cittadino alla guida della coalizione di centrosinistra.

Frascati, 9 gennaio 2014

In un Paese “normale” oggi non ci sarebbero dubbi: una coalizione, ovvero il centrosinistra, ha ottenuto il maggior numero di voti sia alla Camera sia al Senato e quindi dovrebbe avere il diritto/dovere di governare. Ma siamo in un Paese dove negli ultimi vent’anni le necessità generali sono state umiliate con leggi “ad personam” e così abbiamo una legge elettorale, non a caso soprannominata “porcellum”, fatta per creare confusione al Senato (fu approvata dal centrodestra apposta a poche settimane dalle elezioni in cui ci si aspettava una chiara vittoria del centrosinistra, non dimentichiamolo).

In questa situazione, spetta al centrosinistra, come coalizione con il maggior numero di voti, proporre un governo al Paese, con un programma che - come nelle intenzioni manifestate da Sinistra Ecologia Libertà già in campagna elettorale - punti a riscrivere nei primissimi mesi alcune norme fondamentali:

- una nuova legge elettorale che permetta ai cittadini di scegliere chiaramente non solo tra le coalizioni ma anche tra i candidati;

- una legge che risolva finalmente il conflitto di interessi che ha avvelenato la politica negli ultimi vent’anni;

- una legge anti-corruzione che definisca chiaramente i limiti per potersi candidare a qualunque livello in occasione delle consultazioni elettorali;

- una legge che elimini i “costi accessori” della politica, che di fatto raddoppiano o triplicano addirittura lo stipendio base di un eletto;

- nuove norme per la tutela della stabilità del lavoro, sgravi per le aziende che assumono e investono in innovazione, reddito minimo di cittadinanza, compensi minimi equi per chi lavora, come prevede l’art. 36 della Costituzione;

- una fiscalità trasparente e fortemente progressiva, che porti i detentori di alti redditi e di grandi patrimoni a contribuire al bene comune di questo Paese, alleviando così il peso che fino ad oggi hanno sostenuto principalmente lavoratori e pensionati.

Su questi impegni immediati e su un programma di rilancio serio della credibilità delle istituzioni di questo Paese, sarà compito del governo che dovrà proporre il centrosinistra trovare i consensi in Parlamento. E su questi impegni, penso che si possa trovare il consenso di chi vuole veramente innovare l’Italia - mettendo la parola fine alle disastrose politiche di Berlusconi e di Monti - anche al Senato, dove peraltro il Regolamento impone scelte chiare a ogni senatore: a Palazzo Madama anche l’astensione è considerata, ai fini del conteggio della maggioranza, come un voto negativo; quindi chi vuole innovare veramente il Paese e mettersi alle spalle le stagioni di Berlusconi e di Monti non potrà, e sono sicuro che non vorrà, sottrarsi all’impegno di dire sì a questo dovere.

Perché ora è finito il tempo dei proclami elettorali e deve iniziare il tempo degli impegni concreti e delle responsabilità dirette per il bene delle persone che stanno soffrendo le conseguenze di una crisi, che è certamente economica, per le conseguenze di una finanza esasperata che ha travolto l’economia reale, ma è anche la crisi di valori in cui ci hanno fatto precipitare i vent’anni di berlusconismo e i troppi mesi delle politiche depressive di Monti, dai quali oggi abbiamo l’opportunità di uscire.

E’ un impegno che coinvolge in prima persona ognuno di noi - primi fra tutti i nuovi parlamentari, uno per uno - che ora è chiamato ad esprimere un sì o un no a un programma di serio cambiamento.

Un gazebo di Pd e Sel a Frascati

Il Partito Democratico e Sinistra Ecologia Libertà di Frascati denunciano la campagna di autentica discriminazione razziale promossa dal Pdl locale in relazione al conferimento da parte del Comune di una borsa lavoro ad una nostra concittadina e madre di famiglia, residente dal 1985 a Frascati, solo perché si tratta di una donna di origine Rom.

Oggi gli esponenti del Pdl hanno anche distribuito nella città un volantino che rischia di infiammare una polemica a sfondo razziale.

Il volantino del Pdl

Il Pd e Sel sostengono con convinzione lo sforzo di inclusione sociale perseguito dall’amministrazione comunale di concerto con le tante realtà cittadine impegnate nel campo della solidarietà. 
Siamo certi che questa irresponsabile semina di odio e divisione, finalizzata al rastrellamento di qualche sporadico consenso elettorale, non troverà terreno fertile nel tessuto sociale della nostra città, luogo accogliente e solidale  per storia e tradizione.

Così come accolta con solidarietà e apprezzamento per il suo impegno lavorativo è stata la nostra concittadina da parte degli ospiti del Centro anziani dove si occupa, per le poche ore e per l’esiguo compenso consentiti dalla borsa lavoro, della pulizia dei locali.

“Io sottoscritto, candidato alle elezioni parlamentari del 2013, riaffermo e ribadisco il valore positivo della lotta antifascista, democratica, figlia della Resistenza e indiscutibile fondamento dell’attuale Repubblica italiana. Mi impegno a combattere in tutte le sedi affinché lo spettro del mostro nazifascista non possa mai avere futuro in Italia e sia riconsegnato alla storia come il periodo più buio della nostra Patria”.

E’ la dichiarazione che l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia di Pescara ha chiesto di sottoscrivere a noi candidati alle prossime elezioni politiche, dopo le vergognose parole pronunciate domenica da Silvio Berlusconi.

La sottoscrivo, come candidato alla Camera dei Deputati nel collegio Lazio 1 per Sinistra Ecologia Libertà, onorato di essere io stesso tesserato all’Anpi e consapevole che la difesa della democrazia nel nostro Paese, dovere inalienabile di ogni cittadino, passa necessariamente attraverso la quotidiana tutela del valori antifascisti scritti con il sangue dei combattenti per la libertà nella Costituzione della Repubblica italiana.

Vendola a Frascati

Nel suo giro per le città d’Italia in occasione della campagna elettorale, il presidente di Sinistra Ecologia Libertà, Nichi Vendola, farà tappa a Frascati.

Mercoledì 30 gennaio il leader di Sel incontrerà i cittadini dei Castelli Romani e dell’area metropolitana a sud di Roma nel ristorante dell’hotel Villa Mercede, in via Tuscolana 20.

La serata, organizzata dal Circolo di Frascati di Sel (www.sel-frascati.it), inizierà alle ore 20 con un incontro con i candidati del territorio alle elezioni politiche. Alle ore 21 è previsto l’intervento di Vendola. Seguirà un buffet.

Per informazioni e prenotazioni per la partecipazione all’iniziativa e al successivo buffet (con sottoscrizione per la campagna elettorale di Sel), si può telefonare al numero di Sel del Lazio 064383475, inviare una e-mail a selfrascati@gmail.com oppure un sms al numero 3392716865.

Alla serata, oltre a Nichi Vendola parteciperanno i candidati del territorio alla Camera dei Deputati e al Senato della Repubblica:

Ileana Piazzoni - Genzano di Roma

Filiberto Zaratti - Rocca Priora

Massimo Marciano - Frascati

Claudio Fiorani - Albano

Azzurra Marinelli - Nemi

Carmen Zorani - Rocca Priora

Anna Parisi - Grottaferrata

Fabrizio Profico - Ariccia

Aldo Morana - Rocca di Papa

Giuseppe Di Lisa - Pomezia

Stella Di Maio - Rocca Priora

Massimo Marciano

«Al contrario dei personalismi a cui molti altri ci hanno abituato e che stanno caratterizzando anche questa loro campagna elettorale, Sinistra Ecologia Libertà riporta l’attenzione sulla squadra, sul territorio e sui bisogni delle persone. La scelta del nostro partito di candidare alla Camera e al Senato una squadra di persone dei Castelli Romani è indice dell’attenzione che Sel intende dedicare alle nostre città e a un territorio chiave, posto com’è a ridosso dell’ingombrante presenza della Capitale. La nostra è una squadra che intende portare alcuni qualificati rappresentanti del nostro territorio in Parlamento e che, dopo le elezioni, vedrà continuare a lavorare a stretto contatto con gli eletti anche tutti gli altri. Un motivo di fiducia in più, da parte degli elettori dei Castelli Romani, per scegliere Sinistra Ecologia Libertà alla Camera e al Senato. E ovviamente anche alle regionali, per le quali si voterà in contemporanea con le politiche».

Lo afferma Massimo Marciano, candidato alla Camera dei Deputati per Sinistra Ecologia Libertà e coordinatore politico comunale di Frascati del partito.

Oltre a Marciano, per la Camera sono presenti nella lista di Sel anche Ileana Piazzoni di Genzano, Filiberto Zaratti di Rocca Priora, Claudio Fiorani di Albano e Azzurra Marinelli di Nemi; per il Senato sono inoltre candidati con Sel Carmen Zorani di Rocca Priora, Anna Parisi di Grottaferrata, Fabrizio Profico di Ariccia e Aldo Morana di Rocca di Papa.

Prosegue Marciano: «Votare Sinistra Ecologia Libertà vuol dire dare a tutta la nostra squadra (che è stata costruita partendo dalle primarie che si sono svolte il 30 dicembre scorso e non è frutto, come invece hanno fatto altri, di decisioni verticistiche) maggior forza per far contare il nostro territorio. Una politica che pensi al rafforzamento dei servizi pubblici fondamentali, come la sanità e la scuola, alla tutela dell’ambiente e delle falde idriche, al potenziamento dei collegamenti ferroviari, tanto per citare alcuni dei tanti temi, è necessaria per i Castelli Romani. Con il sostegno dei nostri concittadini, Sinistra Ecologia Libertà si propone di rappresentare con la sua squadra in maniera forte e autorevole il territorio dei Castelli Romani e le sue peculiarità nel Parlamento che andremo ad eleggere il 24 e il 25 febbraio prossimi. Senza contare, inoltre, l’impegno sui temi generali della tutela dei diritti sociali e del lavoro, fortemente aggrediti negli ultimi anni grazie anche all’assenza di un forte partito di sinistra in Parlamento, che con Sel intendiamo riportare alla Camera e al Senato».

Massimo Marciano, 50 anni il prossimo giugno, vive a Frascati, dove è stato impegnato negli organi collegiali del Liceo classico “Cicerone”, nel 37° Distretto scolastico e nell’associazionismo culturale. Giornalista professionista freelance, è laureato in Scienze Politiche con una tesi in Diritto parlamentare su “L’attività consultiva delle commissioni nel procedimento legislativo”. Ha ricoperto diversi incarichi a livello nazionale e regionale nell’Ordine e nel sindacato unitario dei giornalisti. Attualmente è membro dell’Assemblea nazionale lavoro autonomo della Federazione della stampa e Consigliere d’amministrazione dell’Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti italiani (Inpgi), unico ente del panorama previdenziale nazionale interamente sostitutivo dell’assicurazione generale obbligatoria dell’Inps.

Dichiarazione congiunta del coordinamento comunale di Frascati di Partito democratico, Sinistra Ecologia Libertà e Italia dei Valori

Schede elettoraliHa vinto la partecipazione: il desiderio delle italiane e degli italiani di riportare, con il “Sì” ai quattro quesiti referendari, al centro del dibattito politico l’attenzione per le tematiche che interessano direttamente le persone; temi che il governo di centrodestra e la sua maggioranza continuano ad ignorare, come denunciano da molto tempo il Partito democratico, Sinistra Ecologia Libertà e l’Italia dei Valori. E Frascati ha dato un importante contributo, con una affluenza alle urne superiore alla media nazionale.

È questo il segnale forte che arriva dalla partecipazione e dai risultati del voto referendario e che spetta ora ai nostri partiti tradurre in una azione politica ancora più incisiva, nelle nostre città e in tutta Italia, e in un programma di governo comune per un’alternativa che oggi si fa più concreta. Elettrici ed elettori si sono mobilitati, nelle piazze e sui social network, per riappropriarsi del diritto di scegliere il proprio futuro e di indicare le proprie priorità, dicendo un forte no ai vuoti spot propagandistici del governo e della sua maggioranza, lontani anni luce dai problemi delle famiglie e dei cittadini.

Una sensibilità diffusa che Partito democratico, Sinistra Ecologia Libertà e Italia dei Valori hanno raccolto anche nella nostra città di Frascati, scendendo in piazza uniti per il “Sì” ai quattro quesiti referendari. La risposta delle cittadine e dei cittadini è stata entusiasmante. I dati elettorali ci dicono che la nostra città ha fornito degnamente il suo contributo alla vittoria, grazie a un’affluenza alle urne del 60,5%, superiore a quella nazionale.

Un risultato che conforta il lavoro comune che, a Frascati, i nostri tre partiti hanno avviato, attraverso un coordinamento per svolgere iniziative politiche congiunte e la stretta collaborazione a sostegno del governo della città.

Dichiarazione congiunta del coordinamento comunale di Frascati di Partito democratico, Sinistra Ecologia Libertà e Italia dei Valori

Il Sindaco di Milano PisapiaLa travolgente vittoria del centrosinistra e dei suoi candidati alle elezioni amministrative è il chiaro segnale che gli italiani vogliono chiudere al più presto con la politica “ad personam” e del conflitto permanente voluta dal centrodestra per aprire una stagione nuova, nella quale il rispetto delle istituzioni e la tutela dei diritti, del lavoro, della qualità della vita e della dignità delle persone siano finalmente al centro del dibattito nel nostro Paese.

Gli uomini e le donne che il centrosinistra ha messo in campo in questa tornata elettorale sono riusciti a farsi interpreti di questo cambiamento, anche grazie all’impegno unitario che i nostri tre partiti hanno dimostrato in questo momento decisivo.

Con questi sentimenti, il coordinamento comunale di Frascati di Partito democratico, Sinistra Ecologia Libertà e Italia dei Valori esprime tutta la soddisfazione dei militanti e dei simpatizzanti per il grande risultato elettorale. Un risultato che conforta anche a livello cittadino il percorso politico di unità e collaborazione che i tre partiti hanno intrapreso a Frascati e sostiene la maggioranza di governo della città.

Il centrosinistra unito ha confermato la capacità di raccogliere e rappresentare le esigenze di cambiamento che animano l’Italia e ognuna delle nostre città. Partito democratico, Sinistra Ecologia Libertà e Italia dei Valori, alla luce del consenso dimostrato dagli elettori al centrosinistra unito, intendono rinsaldare il proprio impegno congiunto - con i cittadini ed a sostegno della maggioranza di governo a Frascati - come dimostra il coordinamento comunale che i tre partiti hanno già voluto varare per meglio rispondere alle istanze della cittadinanza.

marchese_del_grillo.jpgArticolo tratto da http://www.dirittodicritica.com/2010/03/06/il-decreto-interpretativo-contrasta-con-la-legge-e-la-costituzione/

Con questo articolo vorrei dare il mio contributo per inquadrare il decreto interpretativo varato ieri notte dal governo all’interno della situazione giuridica italiana. I riferimenti principali sono la Costituzione e la legge 400/1988.

La legge 400 del 23 agosto 1988 fu varata per riordinare le competenze del governo, in applicazione dell’articolo 95 ultimo comma della Costituzione. L’articolo 15, al comma 2 lettera b della legge 400, afferma:

“[Il Governo non può, mediante decreto-legge] provvedere nelle materie indicate nell’articolo 72, quarto comma, della Costituzione”. L’articolo 72 comma 4 della Costituzione prevede a sua volta che: “La procedura normale di esame e di approvazione diretta da parte della Camera è sempre adottata per i disegni di legge in materia costituzionale ed elettorale e per quelli di delegazione legislativa, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali, di approvazione di bilanci e consuntivi”.

Questo significa che per alcune materie c’è una riserva di legge formale, ovvero solo il Parlamento può intervenire con una legge ordinaria, mentre il Governo è escluso. Fra queste materie vi è appunto la legislazione in materia elettorale.

Il decreto legge ha medesima forza rispetto alla legge 400 e può dunque derogarla anche implicitamente. In più la Costituzione, norma sovraordinata rispetto alla legge 400, permette, in casi straordinari di necessità e urgenza, l’intervento del Governo tramite decreto legge. La questione può apparire dunque controversa, ma i nodi vengono presto sciolti.

Due osservazioni vanno fatte: in primo luogo non sembra essere questo il caso straordinario di necessità e urgenza. Il pasticcio delle liste è dovuto ad un (sinora presunto) mancato rispetto della legge, sul quale è competente prima il tribunale, poi la corte d’appello, quindi il Tribunale Amministrativo Regionale e infine il Consiglio di Stato, dunque esistono, per così dire, addirittura quattro gradi di giudizio per garantire che tutto sia regolare. Non si tratta dunque di un caso di calamità naturale (che necessita di regole proprie e straordinarie) o di un vuoto legislativo da colmare per motivi di impellente interesse pubblico. La legge c’è, funziona e non c’è alcuna emergenza. La legge stesse prevede la possibilità che alcuni partiti, come sempre accade in occasione di qualche elezione, abbiano commesso alcune irregolarità, e indica chi e come deve gestire questa delicata situazione. L’unica differenza è che questa volta il pasticcio è stato creato dal primo partito d’Italia, ovvero dal partito al governo, che sta usando lo schema del decreto legge per fini, per così dire, “privati”: non di emergenza pubblica si tratta, bensì di emergenza privata. Non vi è dubbio che, nel caso in cui il pasticcio fosse stato fatto da altre liste, soprattutto minori, non vi sarebbero state ragioni per intervenire, e questa non è tanto una previsione, quanto la normalità: ad ogni elezione sono tantissime le liste escluse per irregolarità, ma non fanno rumore perché sono piccole, e soprattutto non sono al governo. Per questo il sapore di forzatura è evidente.

In secondo luogo, la legge 400 non fa altro che specificare il governo non può andare contro le previsioni della Costituzione, ricordando (e non tanto imponendo) che il governo non può intervenire con decretazione d’urgenza in materia elettorale. Per questo il riferimento alla legge 400 non è altro che un rimando esplicito alla Costituzione, ed è questa che risulta essere violata.

L’obiezione a questa eccezione è che il decreto non cambia la sostanza della legge, ma indica ai magistrati come interpretarla (da cui, appunto, la locuzione “decreto interpretativo”). Non sono riuscito a trovare il testo del decreto, quindi farò riferimento alle più recenti notizie della stampa, eventualmente intervenendo poi in caso di errori. Dato che la legge impone il termine perentorio delle ore 12 del ventinovesimo giorno precedente alle elezioni come minuto ultimo per presentare le candidature, un decreto legge che permetta le presentazione delle stesse entro le ore 16 di dieci giorni dopo appare indubbiamente una modifica e non un’interpretazione della legge. Lo stesso dicasi per l’eventuale aggiunta del termine di 24 ore per sanare le cosiddette “irregolarità formali”: esso non è previsto dalla legge, dunque non c’è alcuna difficoltà per i magistrati competenti nell’interpretare la disposizione, da cui si desume la norma «entro le ore 12 del ventinovesimo giorno prima delle elezioni tutto deve essere in ordine». Il decreto dunque non interpreta, bensì modifica la legge che poi i magistrati dovranno interpretare. Un’interpretazione si avrebbe, ad esempio, se il decreto specificasse se il minuto 00 della dodicesima ora del trentesimo giorno debba essere compreso o escluso. In questo caso, infatti, il decreto non modificherebbe la legge, bensì indicherebbe come interpretarlo, ed è evidente che il testo del decreto non fa nulla di tutto questo.

Appare dunque palese che almeno un forte dubbio di incostituzionalità ha fondamento, di conseguenza il decreto legge è passibile di annullamento, e con essa l’eventuale elezione di Roberto Formigoni e Renata Polverini, senza dimenticare che, anche in caso di sconfitta di questi due candidati l’intera elezione potrebbe essere invalidata, come già avvenuto negli anni passati in Molise. Il decreto, addirittura, si configura come un riconoscimento implicito del fatto che le liste Formigoni e Polverini siano irregolari, visto che, in caso contrario, basterebbe il ricorso alle vie ordinarie per ottenerne la riammissione e non quelle straordinarie (quale, appunto, il decreto). Per questo motivo il momento più delicato della vita democratica (ovvero le elezioni) si sta tenendo sulla cima di un castello di carte.

Nel disperato tentativo di ristabilire con la forza una situazione non legale, il Governo ha creato un vulnus e un precedente davvero pericoloso per la democrazia in Italia, poiché passa il messaggio che la Legge non è certa bensì passibile di modifiche secondo l’umore del giorno. Tutto il contrario di ciò che si aspetterebbe in uno Stato di diritto, dove la Legge è una, dura, ma certa a garanzia della libertà di tutti i cittadini.

Scarica il testo del decreto legge salvaliste da questo link

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