Cronache


Sintesi dell’intervento di Massimo Marciano, freelance e membro del Consiglio di amministrazione Inpgi e dell’Inpgi2, al workshop “Freelance in Italia: tre giorni a Palermo” il 28 giugno 2012

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Palermo - Un momento dei lavori del convegno nazionale sul giornalismo freelance

E’ un dovere per chi come me rappresenta i 33 mila iscritti alla Gestione separata in un organismo importante come il Cda dell’Inpgi essere presente nei territori, ovunque vi siano momenti di incontro e confronto, perché con l’attuale struttura dei nostri organismi di categoria la rappresentanza di freelance, precari e collaboratori è molto ristretta. Occorre rivedere gli strumenti di rappresentanza in tutti gli organismi di categoria per rispondere a quella che è oggi la mutata struttura della professione.

L’Inpgi su questo aspetto, nell’attuale mandato, sarà chiamato a una “consigliatura costituente” per riscrivere le regole della rappresentanza sui territori dei 33 mila iscritti alla Gestione separata. Non è più possibile, infatti, avere unicamente una rappresentanza nazionale: nei territori i colleghi dell’Inpgi 2, che hanno la corretta visione della dimensione locale, dovranno trovare una forma di rappresentanza per seguire le problematiche territoriali da vicino.

Alcuni spunti di riflessione e alcune proposte di intervento.

Il bilancio consuntivo dell’Inpgi 2 del 2011 ci dice che in un anno il numero dei co.co.co. è aumentato del 6%: un aumento abnorme in una categoria per la quale il co.co.co. è una figura anomala, perché esiste la figura del collaboratore fisso prevista contrattualmente dall’articolo 2. Questi colleghi guadagnano mediamente 9.500 euro lordi l’anno. I liberi professionisti iscritti all’Inpgi 2 hanno una retribuzione media annua lorda di 12.500 euro: cifre che dicono quale sia la sitazione reddituale di gran parte dei giornalisti.

A questi dati si aggiunge una valutazione conseguente a una cifra resa nota dal Dipartimento delle Finanze, secondo il quale nell’ultimo anno il numero delle partite Iva tra i professionisti italiani è aumentato del 15,8%: in un periodo di crisi economica come l’attuale, questo vuol dire che nel nostro Paese c’è una grossa fetta di “false” partite Iva, ovvero persone costrette dai propri datori di lavoro a una finzione che maschera un lavoro di fatto dipendente.

Su questo preoccupa la recente “Riforma Fornero” del mercato del lavoro, che non definisce per professionisti come i giornalisti freelance un limite certo per individuare i caratteri della subordinazione: temo che parecchi precari saranno costretti, per vedere riconosciuti i loro diritti, a ricorrere all’alea di un giudizio di fronte al giudice, nelle more del quale saranno comunque messi fuori dal mondo del lavoro per aver “osato” rivolgersi al magistrato.

Di fronte a questo panorama, occorre una risposta unitaria di tutta la categoria: non è più possibile pensare di poter ragionare a compartimenti stagni, per categorie talvolta contrapposte per interessi enecessità di tutele. Per questo, occorre pensare anche a una nuova forma di rappresentanza negli organismi sindacali che tenga in considerazione le peculiarità dei lavoratori precari e freelance.

Il nostro limite come categoria è quello di parlare spesso solo fra di noi delle nostre cose, mentre la tutela del lavoro giornalistico è una questione di interesse generale: l’articolo 1 della Costituzione dice che la sovranità appartiene al popolo; ma se chi opera nell’informazione è costretto a fare il suo lavoro in maniera precaria e sotto ricatto, come può esercitare la propria sovranità il popolo? Siamo in grado di aprire nel Paese una vertenza-informazione, coinvolgendo anche la società civile e le associazioni dei consumatori, partendo dal presupposto che un’informazione precaria e sotto ricatto è un “vulnus” per la democrazia?

Su questo aspetto la Carta di Firenze è un punto di non ritorno culturale per la nostra categoria. Per permetterne la piena applicazione, l’importante è non considerarla solo sotto l’aspetto repressivo, ma soprattutto sotto l’aspetto propositivo di nuove relazioni all’interno della categoria. Porto a questo proposito un esempio che viene dal mio sindacato regionale, l’Associazione stampa romana. Ai nostri Cdr abbiamo sottoposto un documento che è una sorta di “decalogo” che parte proprio dalla Carta e dall’art. 34 del contratto di lavoro per proporre un modello di rappresentanza dei precari nei Cdr e la costituzione di coordinamenti di testata per i collaboratori. L’Asr, qualora i colleghi precari abbiano problemi ad esporsi per possibili ricatti dei propri datori di lavoro, è disponibile a rappresentarli nei Cdr con propri rappresentanti coperti da mandato sindacale.

Sempre sul fronte sindacale, la prossima aperura dei lavori della commissione contratto Fnsi deve vedere come uno degli elementi fondamentali della nostra piattaforma una riscrittura di alcune norme. Penso all’art. 2, fondamentale in una professione dove esplodono i co.co.co. in maniera anomala. Ma penso anche all’art. 12, che andrebbe riscritto in funzione della necessità di prevedere la regolamentazione del telelavoro.

Un altro punto dirimente del nostro impegno deve essere l’impegno per l’approvazione della legge sull’equo compenso. Credo, però, che questo impegno debba essere collegato alla riscrittura delle norme della legge professionale del 1963, che non prevede e tutela la figura del giornalista libero professionista. Una nuova legge professionale deve secondo me anche prevedere la particolarità che distingue i giornalisti freelance dagli altri liberi professionisti: questi ultimi si relazionano per lavoro con privati cittadini, mentre noi lavoriamo principalmente con aziende, spesso molto gradi. E’ una disparità di “potere contrattuale” che la legge deve considerare.

Penso che incontri come questo di Palermo siano fondamentali: dobbiamo organizzarci per dare forma e idee alla rappresentanza delle decine di migliaia di giornalisti precari e freelance. Personalmente, auspico che iniziative simili siano prese in tutte le regioni. E do la mia personale disponibilità ad essere presente insieme ai colleghi e alle colleghe che vivono nei territori sulla loro pelle le criticità più diverse.

Inaugurato oggi il primo impianto dell’hiterland romano. Sarà possibile riempire le bottiglie usate, in modo da ridurre lo smaltimento della plastica. Per un litro e mezzo di minerale naturale o frizzante si pagheranno solo cinque centesimi

Ciuffa, Romoli e Di TommasoDa oggi Frascati, città nota in tutto il mondo per il suo vino, può vantare anche il primato di prima città dell’hinterland romano dell’acqua minerale pubblica ”low cost” alla spina. E’ stata inaugurata stamani la stazione di distribuzione di acqua minerale naturale e frizzante alla quale si possono riempire le bottiglie usate, evitando così alle famiglie di dover smaltire grosse quantità di plastica. L’iniziativa fa parte del progetto “riducimballi”, il cui scopo è appunto quello di diminuire il volume degli imballaggi di ogni natura da smaltire con i rifiuti. Costo per un litro e mezzo di acqua solo cinque centesimi.

L’impianto, che si trova alle spalle della piazza di accesso alla città, in via Senni, è stato inaugurato dal sindaco, Stefano Di Tommaso, dall’assessore comunale alle attività produttive, Marco Romoli, e dal presidente del consiglio comunale, Pietro Paolo Ciuffa. E’ stato realizzato a cura dell’ente di ricerca Ecologos con un contributo stanziato negli scorsi mesi dell’assessorato all’ambiente della Regione Lazio. Realizzato nei pressi della struttura anche uno spazio per la sosta rapida, di 15 minuti, per auto, al fine di favorire il carico delle bottiglie di acqua.

Con questa iniziativa il Comune, come ha spiegato il sindaco Di Tommaso, conta di ridurre notevolmente lo smaltimento della plastica e venire incontro alle esigenze economiche delle famiglie per una risorsa fondamentale come l’acqua. Sarà anche possibile acquistare in Municipio una tesserina magnetica prepagata, con la quale riempire le proprie bottiglie senza dover usate monete.

acqua_spina_2.JPGDalla fontana leggera sgorga acqua dell’acquedotto pubblico opportunamente filtrata ed analizzata. All’interno della fontana sono presenti refrigeratori per renderla fresca ed addizionatori di anidride carbonica per soddisfare anche i palati degli amanti delle bollicine. Basterà recarsi alla fontana con una propria bottiglia e riempirla grazie agli appositi erogatori. Il costo simbolico di cinque centesimi per ogni litro  e mezzo di acqua prelevata e stato stabilito sia per evitare sprechi sia per permettere la sostenibilità del progetto.

“L’iniziativa, finanziata dall’assessorato regionale all’ambiente e fortemente voluta dall’amministrazione comunale in collaborazione con l’ente di ricerca Ecologos - afferma il sindaco Stefano Di Tommaso - fa bene alle tasche dei cittadini perché consente un risparmio che si aggira sui 250 euro annui e fa bene all’ambiente perché riduce la produzione di bottiglie di plastica, senza dimenticare che valorizza una risorsa preziosa quale l’acqua. L’iniziativa, mediamente, consentirà di risparmiare 50 chilogrammi di plastica e 2060 chilowattora di energia per famiglia, ogni anno. In un’epoca in cui le riserve idriche iniziano inesorabilmente a scarseggiare, la realizzazione di un’iniziativa di questo tipo rappresenta anche un importante  passo verso l’educazione ambientale di tutti cittadini”.

“La qualità delle acque - spiega l’assessore regionale all’ambiente Marco Mattei - è una tematica che ha caratterizzato sin da subito la mia esperienza amministrativa ed istituzionale. In questi anni, in qualità di amministratore del territorio, ho cercato di profondere il massimo impegno per garantire l’erogazione di un servizio orientato anzitutto alla salubrità, condizione preordinata quest’ultima al raggiungimento di un altro importante obiettivo: la salvaguardia dei bilanci delle famiglie utenti del servizio pubblico. Ragion per cui non posso che plaudire all’inaugurazione della ‘fontana leggera’ nel comune di Frascati, iniziativa che si inquadra nell’indirizzo suindicato: coniugare la tutela della qualità delle acque con l’attenzione ai budget dell’utenza. A ciò si aggiunge, inoltre, la ricaduta positiva in termini di riduzione degli imballaggi, involgendo così al contempo più profili del concetto di sviluppo sostenibile”.

acqua_spina_3.JPG“Il progetto ‘fontana leggera’, che ha preso avvio da un’iniziativa dell’ex assessore regionale all’ambiente Filiberto Zaratti e che prosegue con l’azione dell’assessore Marco Mattei, si cala nel più ampio programma sviluppato dall’assessorato comunale alle attività produttive, che ha promosso iniziative volte a rafforzare il connubio tra commercio e ambiente – sottolinea l’assessore Marco Romoli -. Dapprima i detersivi alla spina già in vendita a Frascati, poi i pannolini ecologici in sperimentazione presso alcune famiglie frascatane e a breve in distribuzione nei negozi, ed ora la fontana leggera. Quest’ultima pone Frascati all’avanguardia permettendo un forte risparmio economico ed un importante servizio alla comunità”.

“Considerando che in media un italiano beve 172 litri di acqua minerale in un anno e spende dai 320 ai 720 euro per acquistarla - spiega Massimo Soncin, responsabile per Ecologos del progetto - la soluzione della fontana pubblica, oltre a valorizzare una risorsa comune, permette anche di contribuire alla salvaguardia dell’ambiente con un risparmio quantificabile in termini di risorse naturali come le materie prime, l’energia e l’acqua non utilizzate per la produzione degli imballaggi”.

Parte da Frascati la campagna contro la contraffazione commerciale “Io non voglio il falso” promossa dal ministero delle Sviluppo economico, in collaborazione con il Comune tuscolano, nella provincia di Roma, dopo le due edizioni condotte in Puglia e quella che si è sviluppata nella Capitale. Si partirà con un evento informativo pubblico programmato per sabato 24 in piazza S. Pietro, che è stato preceduto stamani da una presentazione in Municipio.

A rappresentare l’amministrazione comunale, oltre al sindaco Stefano Di Tommaso e all’assessore alle attività produttive Marco Romoli, erano presenti anche il presidente del consiglio comunale, Pietro Paolo Ciuffa, gli assessori Damiano Morelli, Armanda Tavani, Romualdo Paoletti e Paolo Ciuccoli e i consiglieri comunali Matteo Filipponi e Franco D’Uffizi. A rappresentare le forze politiche della maggioranza, il portavoce della coalizione di centrosinistra Massimo Marciano.

“Frascati - ha detto Loredana Gulino, funzionaria della Direzione generale per la lotta alla contraffazione del ministero - è il primo Comune della regione ad aderire alla nostra campagna. La collaborazione degli Enti locali è molto importante, perché conoscono bene la realtà del proprio territorio e possono validamente aiutarci nella lotta contro quella che è diventata una industria criminale internazionale del falso”.

“La nostra - le ha fatto eco Marco Romoli, assessore comunale alle attivita’ produttive - non è la lotta al piccolo ambulante, spesso esso stessa vittima di quell’industria criminale, che sottrae annualmente circa 7,5 miliardi di euro al nostro Pil e che parte dall’immigrazione clandestina, sfruttando il bisogno di chi viene mandato sulla strada a smerciare falsi. E’ anche una lotta per la difesa dei nostri figli da giocattoli pericolosi o dei nostri concittadini da alimentari o farmaceutici estremamente dannosi per la salute. Da settembre, in collaborazione con l’assessorato comunale alle politiche educative, inizieremo una campagna di informazione con i più giovani nelle scuole”.

“A Frascati - ha spiegato il sindaco, Stefano Di Tommaso - studiano 9.500 giovani, dei quali solo la metà residenti nella nostra città: la campagna che faremo nelle scuole vuole essere l’inizio di un lavoro sinergico di prevenzione con i Comuni vicini, dai quali provengono gli altri studenti, così come la sinergia tra la nostra Polizia locale e tutte le altre forze dell’ordine ha finora ottenuto importanti risultati nella prevenzione e nella repressione di un fenomeno che, nell’Unione europea, si stima abbia portato alla perdita di un milione di posti di lavoro”.

I dati dell’attivita’ delle forze dell’ordine, presenti con proprie rappresentanze all’iniziativa odierna, sono stati elencati dal consigliere comunale delegato alla sicurezza, Franco D’Uffizi. “Testimoniano - da detto - un trend in forte calo del commercio illegale, grazie all’azione portata avanti in maniera concertata nella nostra città da Polizia locale, carabinieri, Guardia di finanza e polizia, insieme anche a molti volontari della nostra Protezione civille”.

In riferimento a quanto apparso sul blog www.mirkof​iasco.it, il centro sinistra di Frascati si domanda su quali basi concrete è possibile affermare che, dei soldi versati dai cittadini per la Tarsu, al GAIA sono andate le briciole?

I dati contabili dell’Ente dicono cose profondamente diverse:

  • anno 2010: incassati dai cittadini € 102.000, pagati al Gaia € 394.000
  • anno 2009: incassati dai cittadini € 3.668.000, pagati al Gaia € 4.509.000
  • anno 2008: incassati dai cittadini € 4.300.000, pagati al Gaia € 2.369.000
  • anno 2007: incassati dai cittadini € 2.934.000, pagati al Gaia € 4.216.000
  • anno 2006: incassati dai cittadini € 2.092.000, pagati al Gaia € 2.606.000
  • anno 2005: incassati dai cittadini € 2.473.000, pagati al Gaia € 2.445.000

In totale, dal 2005 ad oggi, il Comune di Frascati ha incassato dai cittadini € 15.569.000 di TARSU ed ha pagato al GAIA € 16.539.000 (che non sono briciole!). Quindi il Comune ha pagato al GAIA 970.000 euro in più di quanto incassato dai cittadini.

Attualmente il Comune di Frascati deve ancora riscuotere dai contribuenti € 3.801.000 per TARSU non pagata, mentre deve ancora pagare al GAIA circa 3.100.000 euro. Ciò vuol dire che, se tutti i contribuenti morosi regolarizzassero la propria posizione, il Comune non solo potrebbe saldare al GAIA tutto il dovuto, ma recupererebbe anche l’ulteriore disponibilità di cassa.

Quello che evidenzia il fine strumentale di un certo tipo di comunicazione, soprattutto quando espressa da consiglieri comunali che dovrebbero conoscere tali dinamiche e tali cifre, è che nonostante sia già stata spiegata in Consiglio Comunale e sia stata ribadita non più di qualche giorno fa sui profili facebook di consiglieri comunali, si continua a far finta di non conoscere le cose.

Se questo è il livello di approfondimento della minoranza frascatana, allora dobbiamo soltanto preoccuparci di andare a dire ai cittadini come stanno veramente le cose. Ad amministrare ci pensiamo già, e lo facciamo bene.

Per i consiglieri poco attenti in aula, e per i bloggers distratti, riportiamo parte del resoconto del Consiglio Comunale del 21 Luglio 2009, dalla relazione dell’assessore al bilancio Damiano Morelli introduttiva all’esame del Bilancio Consuntivo 2008, in merito ai residui attivi.

Entrando nello specifico voglio citare alcuni dati relativi alla suddivisione dei residui attivi: 9 milioni e 254 mila euro provengono dall’ICI, 7 milioni dal recupero di evasione, 2 milioni e mezzo per la competenza 2008; 297 mila euro di addizionale IRPEF che lo Stato ci riconosce; 4 milioni e 76 mila dalla TARSU, 1 milione e 252 mila euro da contributi dello Stato per finalità diverse; 2 milioni 531 mila euro dalla Regione per finalità diverse; 816 mila euro dalla Regione per funzioni delegate; 275 mila euro dalla Provincia per finalità diverse; 6 milioni e 34 mila euro da sanzioni amministrative; 577 mila euro dal servizio mensa; 1 milione e 795 mila euro dai proventi del servizio idrico integrato; 2 milioni e 816 mila euro dai proventi dei parcheggi.

Aggiungo in merito al residuo TARSU che, nonostante la cifra rappresenti quasi per intero la corresponsione annuale al GAIA, il Comune di Frascati è in ritardo coi pagamenti soltanto di 7 mesi, il che significa che si è sopperito, almeno alla metà del mancato introito, con risorse del bilancio del Comune, sottratte ad altre funzioni.

La Federazione Nazionale della Stampa Italiana comunica:

«La morte improvvisa del collega genovese fotoreporter Antonio “Micche” Ferretti, trovato senza vita nella sua auto mentre tornava a casa dopo aver seguito la partita Genoa-Fiorentina, è emblematica dello stress e delle preoccupazioni che accompagnano drammaticamente, oggi più che mai, i free lance. La condizione dei precari giornalisti non può più essere affrontato dalle istituzioni e dalla politica a suon di convegni e pompose analisi sociologiche. La scomparsa drammatica del collega “Micche” è l’esemplificazione di quanto la battaglia per la sopravvivenza professionale in questo settore e lo stress, per la forte riduzione del reddito e per la dignità professionale calpestata, siano stati - senza ombra di dubbio - la causa prima di questa vera e propria ‘morte bianca’.

Tutto ciò paradossalmente conferma la denuncia ed il senso della lunga battaglia del Sindacato dei giornalisti. Ma non si può però andare avanti così. Le controparti datoriali negano, nella latitanza delle legge, il sacrosanto dovere di garantire compensi equi e diritti sociali certi a questi lavoratori. La politica, dunque, è chiamata ad adottare le misure indispensabili ed urgenti per garantire redditi minimi e coperture sociali degne di questo nome.

La Fnsi ricorda con commozione e amarezza il collega “Micche” e si stringe attorno alla famiglia e al suo dolore».

La Federazione nazionale della stampa italiana comunica:

“Con profondo rispetto verso i caduti, nell’espressione di un’autentica, permanente volontà di pace quale condizione indispensabile di una informazione libera e plurale  capace di rappresentare degnamente i valori della convivenza civile, la Federazione Nazionale della Stampa Italiana, ha deciso, d’intesa con le altre organizzazioni aderenti (Cgil, Acli, Arci, Art. 21, Libertà è Giustizia e numerose associazioni sindacali, sociali e culturali), di rinviare ad altra data la manifestazione per la libertà di stampa programmata a Roma per sabato prossimo.

In un momento tragico come questo ci stringiamo attoniti accanto ai nostri morti in Afghanistan. Sono morti  dell’Italia che paga oggi un pesante tributo nella frontiera della sicurezza internazionale e della lotta al terrorismo. Il nostro rispettoso pensiero va subito ai soldati caduti, alle loro famiglie, alle Forze Armate che, in un Paese martoriato, rappresentano la nostra comunità in ossequio a risoluzioni dell’Onu, in una complicata ricerca di una via di uscita dell’Afghanistan dal terrore verso la democrazia.

I giornalisti, che hanno pagato alti prezzi di sangue per il diritto-dovere di informare  compiutamente i cittadini su dolorose vicende belliche e del terrorismo in ogni parte del mondo, rinnovando la solidarietà e il cordoglio nei confronti di tutti i caduti e delle loro famiglie, riconfermano l’impegno permanente per un’ informazione che dia sempre voce alle ansie, alle speranze, alle idee di tutti”.

L’associazione “Articolo 21″, tra le promotrici dell’iniziativa di sabato 19, a sua volta ha diffuso la seguente nota:

“Condividiamo la decisione dell’Fnsi di rinviare la manifestazione di sabato di fronte a quello che è accaduto in Afghanistan. Non si può certo far finta di nulla. Ed è necessario che l’intera comunità nazionale osservi un momento di silenzio e di sobrietà da parte di tutti. Quella sobrietà non molto diffusa in questa stagione…” Lo afferma il portavoce di Articolo21 Giuseppe Giulietti. “Articolo21 listerà a lutto il proprio sito fino ai funerali…” Fin d’ora dichiariamo naturalmente la nostra più assoluta disponibilità ad aderire e partecipare al nuovo appuntamento che, inevitabilmente, dovrà essere presto convocato anche perchè non possiamo far finta di non vedere che anche in queste ore continuano gli assalti alla Corte costituzionale e agli organi di informazione”.

Franco SiddiIl Segretario Generale della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Franco Siddi, ha dichiarato:

“Il rinvio di Ballarò per favorire la trasmissione di Porta a Porta sul terremoto e la consegna delle nuove case ai danneggiati del sisma è una scelta irrispettosa verso il pubblico. Se c’è chi vuole la monofrequenza lo dica chiaramente e si confronti, sul piano delle idee e delle progettualità, con chi invece ritiene insopprimibile il pluralismo, non solo politico ma anche quello dei cittadini all’opzione sulla base di un’offerta plurale. E questa offerta deve essere garantita e non compressa dal servizio pubblico. Se qualcuno vuole la monofrequenza, e la tv monocorde, abbia il coraggio di dirlo e di misurarsi con chi ritiene che questa non sia la scelta giusta. Certo è che non ha precedenti la scelta di rimandare una trasmissione di informazione, che ha un suo pubblico consolidato e che, nella circostanza, andava lasciato libero di scegliere se sintonizzarsi su Ballarò o cambiare e, per una volta, fare una scelta diversa. Oggi tutto ciò è impedito con una decisione aziendale che non ha precedenti.

Non si tratta di discutere la bontà o meno dell’unica trasmissione informativa, di prima serata del servizio pubblico tenuta in programmazione per domani sera, né si può ridurre a dispute di conduttori quanto accade; tanto fuori luogo e sciagurata appare la scelta.

Bene ha fatto il Presidente Zavoli a convocare subito la Commissione di Vigilanza ma, chi può e deve, meglio farebbe a correggere, perché ancora in tempo, le decisioni prese”.

Roberto Natale, presidente del sindacato unitario del giornalisti italiani, la Federazione Nazionale della Stampa Italiana (Fnsi), ha dichiarato:Roberto Natale

“E’ di rilevante importanza la decisione con la quale l’Autorità Garante per la protezione dei dati personali ha riconosciuto che le foto scattate sul pontile di accesso a Villa Certosa non costituiscono violazione della privacy. Ci auguriamo che questa risoluzione venga valutata con attenzione da chi, da mesi, sta attaccando a testa bassa il mondo dell’informazione, raffigurando in modo distorto e offensivo i fotoreporter come guardoni ansiosi di spiare dal buco della serratura e privi di scrupoli nel devastare l’altrui intimità. La riservatezza è un diritto che anche gli operatori dell’informazione sono tenuti a rispettare, ma l’atto del Garante ricorda a tutti che essa non può essere invocata a sproposito, in una guerra totale della quale rischia di fare le spese il diritto dei cittadini ad essere informati”.

Frascati ricorda oggi l’8 settembre 1943: il primo di una serie di disastrosi bombardamenti che distrussero la città e fecero diverse centinaia di vittime. Questo il programma delle celebrazioni:

Ore 9.30
Presentazione prima parte dei lavori Scuola Elementare “A. M. Lupacchino” di Via dei Laterensi a Cocciano

Ore 11.00
Cattedrale di S. Pietro Apostolo
Santa Messa celebrata da S. E. Mons. Giuseppe Matarrese, Vescovo della Diocesi di Frascati

Ore 12.00
Piazza San Pietro
Suono della sirena. Minuto di raccoglimento in memoria delle vittime dell’8 Settembre 1943

Ore 18.00
Piazza G. Marconi
Corteo verso il Monumento ai Caduti dell’8 Settembre 1943

Ore 18.30
Via Conti di Tuscolo
Cerimonia di commemorazione
Consegna dell’onorificenza Civis Tusculanus alla Città di L’Aquila e al Comune di Sant’Eusanio Forconese


In occasione della scomparsa di Maurizio Maresi - già consigliere e assessore comunale al commercio, esponente del Partito socialista italiano, poi coordinatore cittadino di Forza Italia e quindi dirigente del Popolo delle Libertà - il coordinatore politico di Frascati a Sinistra, Massimo Marciano, ha inviato questo messaggio di cordoglio:

A Mario Gori

Capogruppo del Pdl al consiglio comunale di Frascati

Frascati, 4 settembre 2009

Caro Mario,

ti prego cortesemente di farti interprete presso il tuo partito, e presso i suoi cari, dei sentimenti di cordoglio dell’associazione politica “Frascati a Sinistra” e miei personali per la scomparsa di Maurizio Maresi.

Ho conosciuto Maurizio, per motivi legati alla mia professione, al tempo del suo impegno nell’amministrazione comunale di Frascati. Poi ho avuto il piacere di condividere con lui l’impegno politico per la nostra città, su sponde opposte ma sempre con momenti di confronto e scambi di opinioni garbati, mai di vuota e preconcetta polemica. Ne ho sempre apprezzato la capacità di abbinare, a un impegno istituzionale e politico sempre rispettoso di tutti, la dedizione per il suo lavoro e l’attenzione verso chiunque gli chiedesse attenzione per una battuta, uno scambio di vedute, un’approfondita analisi politica.

Perdiamo un rappresentante di quel modo di fare politica e di “sentire” il dovere civico dell’amministrazione pubblica che, oggi, sembrano lontani nel tempo, con le radici ben salde nelle idee e nei valori che hanno costruito l’Italia democratica. Radici che ora spetta a noi rinverdire, non dimenticando mai l’esempio che persone come Maurizio ci hanno offerto.

Con un sincero abbraccio.

Massimo Marciano
Coordinatore politico di “Frascati a Sinistra”

Caro Massimo,

a nome mio e del PDL, ringrazio Te e Frascati a Sinistra per il nobile gesto con il quale avete reso il meritato tributo al compianto Maurizio.

Maurizio lascia un grande esempio di dedizione civica che sarà per me guida nella mia attività politica, e che spero di riuscir a tramandare, così come Lui ha fatto con me, alle future generazioni che vorranno impegnarsi nella gestione della res pubblica tuscolana.

Cons.Mario Gori
Capogruppo PDL Frascati

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