Questa è la lettera di dimissioni che ho inviato al coordinatore provinciale e al presidente della Commissione provinciale di garanzia dell’Area metropolitana di Roma di Sinistra Ecologia Libertà:

Cari compagni,

in questo periodo, successivo alle recenti elezioni europee e amministrative, ho compiuto una profonda e silenziosa riflessione, com’è mia abitudine in questi frangenti, su quanto successo dal congresso nazionale di Sinistra Ecologia Libertà alla fase di preparazione delle liste per le due competizioni elettorali, fino all’esito del rispettivo voto.

Una riflessione e un silenzio cui sento di dover dare termine ora, dopo aver seguito commenti e dichiarazioni successive alle dimissioni dal partito di diversi compagni e compagne, di cui condivido in pieno le motivazioni, e l’insediamento del nuovo Sindaco e del nuovo Consiglio comunale nella mia città di Frascati, sulla base del voto amministrativo del 25 maggio. È un’occasione, per me, che cade proprio oggi, nel giorno del mio 51° compleanno, età nella quale occorre saper fare bilanci, anche per fare un punto del mio impegno nella politica attiva, che ha caratterizzato gli ultimi dieci anni, preceduti da altri 27 anni in cui ho speso la mia partecipazione alla vita pubblica negli organi collegiali della scuola, nell’associazionismo culturale della mia città, nell’impegno professionale di cronista, immerso nella vita quotidiana delle persone e del territorio in cui vivo.

La tornata elettorale amministrativa appena passata mi ha visto partecipe in una lista e in una coalizione diverse da quella a cui è stato associato il simbolo di Sel. Nella lettera del 4 aprile scorso, in cui ho rassegnato le mie dimissioni da coordinatore politico comunale di Frascati di Sel, partito alla cui nascita e alla cui crescita nella mia città e nella provincia di Roma ho dato il mio convinto contributo fin dal primo momento, ho spiegato le mie ragioni.

Per la mia formazione culturale e per le mie convinzioni ideali non posso accettare, com’è successo a Frascati, né che un partito non rispetti i patti sottoscritti nel momento in cui decide di partecipare alle primarie di coalizione, né che la sua linea politica e le sue alleanze in sede locale vengano decise - in separata e riservata sede e senza la partecipazione di militanti e dirigenti del territorio - solo da qualche rappresentante, sia pur di levatura nazionale, non legittimato a sottoscrivere accordi locali, poi ratificati da assemblee convocate ad hoc, a cui partecipano iscritti - attraverso il tesseramento online - che nessuno dei militanti ha mai in precedenza avuto il modo di conoscere e di vedere partecipare alle iniziative politiche e ai momenti di confronto interni al partito.

Ugualmente non mi riesce di trovare coerente, con la storia politica dalla quale provengo e in cui credo, la formazione di una lista, al di fuori della coalizione del centrosinistra, che di Sinistra Ecologia Libertà abbia solamente il simbolo, mentre accoglie candidati che con il percorso di questo partito non hanno mai avuto nulla a che fare, o che chiedono la tessera all’ultimo momento per poter riempire la “casella” lasciata vuota dal coordinatore dimissionario, o che da consiglieri comunali uscenti eletti in un lista civica e poi tesserati a Sel, non hanno mai voluto iscriversi al Gruppo consiliare di Sinistra Ecologia Libertà, pur costituito, con esplicite dichiarazioni di indifferenza manifestate nel corso dell’intera consigliatura.

Valutazioni, le mie, che l’elettorato ha confermato, dando la vittoria alla coalizione “ufficiale” del centrosinistra alla quale anche io ho aderito e cancellando dalla scena politica locale Sel, partito che io e altri militanti abbiamo contribuito a costruire e che, in questa tornata amministrativa, è stato ridotto a mero simbolo elettorale svuotato di militanti.

Come un partito si comporta in sede locale, dove si è più a contatto con i cittadini, rappresenta nel concreto il modo di essere di quel partito. Ho trovato per questo l’esempio negativo dato da Sel nella mia città la concretizzazione di una prassi decisionale che mi è apparsa, per il modo in cui è stato condotto e si è concluso il recente congresso nazionale, incoerente con i principi e gli ideali che mi hanno portato a contribuire alla nascita di Sinistra Ecologia Libertà e ad aderirvi convintamente.

Chiusa la mia militanza nei Democratici di Sinistra per lo scioglimento di quel partito, con la mia adesione a Sinistra Democratica ho ritenuto di dare il mio contributo al percorso unitario di una Sinistra di governo, in grado di dare risposte a chi più ha bisogno - e sono tanti! - in questo Paese. Percorso che si è concretizzato poi in Sinistra Ecologia Libertà, superando così la dolorosa esperienza della Sinistra Arcobaleno, che si era rivelata un inutile cartello elettorale, relegando alla marginalità e alla vuota testimonianza storie politiche e ideali che si era limitata a giustapporre, senza scrivere un nuovo progetto politico.

Ho affrontato il passaggio del recente congresso di Sel con la convinzione che la strada verso quel nuovo progetto fosse tracciata nella direzione di quell’ideale di Socialismo europeo che mi aveva portato dai Ds a Sinistra Democratica. Di quell’ideale si è persa traccia nei meandri di un congresso al termine del quale forte è stata la mia convinzione che, invece del progetto originario che ha dato vita a Sel, sia stato compiuto un salto indietro nel tempo, verso una sorta di riedizione della Sinistra Arcobaleno.

L’esito della vicenda delle elezioni europee ha, con l’evidenza dei fatti, dimostrato la marginalità in cui è stata relegata Sinistra Ecologia Libertà nell’ambito del percorso intrapreso dopo il congresso. Un percorso che quindi non può vedermi partecipe, avendo aderito a questo partito con ben altre premesse.

Per tutti questi motivi, rassegno le mie dimissioni da Sinistra Ecologia Libertà e, conseguentemente, dal mio incarico di componente della Commissione provinciale di garanzia dell’Area metropolitana di Roma. Dopo dieci anni di politica attiva e 37 di impegno sociale, è giunto evidentemente il momento di prendere una pausa nella vita pubblica. Non rinuncio, comunque, il mio contributo di pensiero, in forma libera, nella mia città e sulle vicende politiche nazionali.

La vicenda amministrativa che nella mia città di Frascati si è conclusa ieri - quando il neoeletto Sindaco, secondo le prerogative conferitegli dalla legge, ha nominato una Giunta composta di persone di sua personale fiducia con il compito di rinnovare la politica superando le esperienze degli ultimi anni - mi porta a un nuovo impegno: da semplice cittadino, insieme ai miei concittadini e alle espressioni associative di Frascati, vigilerò affinché le aspettative espresse dagli elettori di cambiamento, nei metodi politici e nelle decisioni amministrative, siano tradotte correttamente in atti concreti dalla nuova amministrazione comunale.

Cari saluti.

Massimo Marciano